giovedì 12 gennaio 2012

Ricordando De Andrè

"In effetti un modo meno palloso di ricordarlo potrebbe proprio quello di fare giochi scemi sulle sue canzoni" [Fabio, 2' fa - aggiunge che preferisce esser citato in un post che non in tribunale, cosa sulla quale concordo].

Agli ordini:

- Uscito l'ultimo libro di Berlusconi: tutti si accorsero con uno sguardo che non si trattava di un dizionario

- De Andrè a cena sul lago d'Iseo scriverebbe Volta la carpa?

- Spaghetti code: Indirezione ostinata e contraria

mercoledì 11 gennaio 2012

Il testamento

[Fabrizio De Andrè - dedicata a lui, tredici anni dopo]

Quando la morte mi chiamerà
forse qualcuno protesterà
dopo aver letto nel testamento
quel che gli lascio in eredità
non maleditemi non serve a niente
tanto all'inferno ci sarò già

Ai protettori delle battone
lascio un impiego da ragioniere
perché provetti nel loro mestiere
rendano edotta la popolazione
ad ogni fine di settimana
sopra la rendita di una puttana
ad ogni fine di settimana
sopra la rendita di una puttana

Voglio lasciare a Bianca Maria
che se ne frega della decenza
un attestato di benemerenza
che al matrimonio le spiani la via
con tanti auguri per chi c'è caduto
di conservarsi felice e cornuto
con tanti auguri per chi c'è caduto
di conservarsi felice e cornuto

Sorella morte lasciami il tempo
di terminare il mio testamento
lasciami il tempo di salutare
di riverire di ringraziare
tutti gli artefici del girotondo
intorno al letto di un moribondo

Signor becchino mi ascolti un poco
il suo lavoro a tutti non piace
non lo consideran tanto un bel gioco
coprir di terra chi riposa in pace
ed è per questo che io mi onoro
nel consegnarle la vanga d'oro
ed è per questo che io mi onoro
nel consegnarle la vanga d'oro

Per quella candida vecchia contessa
che non si muove più dal mio letto
per estirparmi l'insana promessa
di riservarle i miei numeri al lotto
non vedo l'ora di andar fra i dannati
per rivelarglieli tutti sbagliati
non vedo l'ora di andar fra i dannati
per rivelarglieli tutti sbagliati

Quando la morte mi chiederà
di restituirle la libertà
forse una lacrima forse una sola
sulla mia tomba si spenderà
forse un sorriso forse uno solo
dal mio ricordo germoglierà

Se dalla carne mia già corrosa
dove il mio cuore ha battuto un tempo
dovesse nascere un giorno una rosa
la do alla donna che mi offrì il suo pianto
per ogni palpito del suo cuore
le rendo un petalo rosso d'amore
per ogni palpito del suo cuore
le rendo un petalo rosso d'amore

A te che fosti la più contesa
la cortigiana che non si dà a tutti
ed ora all'angolo di quella chiesa
offri le immagini ai belli ed ai brutti
lascio le note di questa canzone
canto il dolore della tua illusione
a te che sei costretta per tirare avanti
costretta a vendere Cristo e i santi

Quando la morte mi chiamerà
nessuno al mondo si accorgerà
che un uomo è morto senza parlare
senza sapere la verità
che un uomo è morto senza pregare
fuggendo il peso della pietà

Cari fratelli dell'altra sponda
cantammo in coro già sulla terra
amammo tutti l'identica donna
partimmo in mille per la stessa guerra
questo ricordo non vi consoli
quando si muore si muore si muore soli
questo ricordo non vi consoli
quando si muore si muore soli.

Strumentalizzare

Strumentallizzare: v. tr: Sfruttare in modo subdolo qlcu. o qlco. come strumento per i propri fini. Utilizzare qualcuno o qualcosa come uno strumento, per raggiungere i propri scopi. Sinonimi: servirsi, sfruttare, usare.

Impazza in questi giorni, sulla blogosfera cattolica, sui social network e nelle catene di spam, questa storia, la storia di una donna incinta che, scoperto di essere ammalata di tumore, rifiuta le cure per non rischiare di danneggiare il nascituro - e muore pochi giorni dopo averlo dato alla luce.

Nulla da dire sulla triste storia, che suppongo vera e non è certo unica nel suo genere - né nuova nelle notizie che girano sul web. E tanto di cappello di fronte alla forza d'animo di una scelta che definire coraggiosa ed altruista mi sembra riduttivo.

Ma non posso non pensare alla parola strumentalizzare,  ed al suo sgradevole e ben poco cristiano significato, quando prendo atto che una vicenda triste viene utilizzata per l'ennesimo attacco contro chi la pensa diversamente. Come se credere nella libertà di scelta e di autodeterminazione equivalesse a scegliere, sempre l'aborto o l'eutanasia; come se la scelta della ragazza di cui sopra non valesse proprio perché è stata una scelta, personale e libera, piuttosto che un'imposizione. La cosa che la sedicente cultura pro life finge di non capire è che c'è differenza tra voler garantire la libertà di scelta e di opinione e condividere una scelta od un'opinione: personalmente non sono molto incline a condividere la scelta della ragazza che muore per dare alla luce un figlio, come non sono molto incline a condividere la scelta di chi considera l'interruzione volontaria di gravidanza come una sorta di sistema anticoncezionale - e tuttavia, per citare Voltaire: Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinchè tu possa dirlo. Esemplare, in questo senso, la frase "con la mente si votano leggi di morte e si condividono opinioni e mass media ferocemente abortisti; e con il cuore ci si commuove davanti al sacrificio estremo di una giovane mamma. Incredibile", come se garantire tramite una legge ("di morte", ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere) la possibilità di autodeterminarsi, anche in modo difforme dalle proprie convinzioni morali e dalla propria emotività, fosse inconcepibile. Ma forse per certa gente l'unico diritto concepibile di autodeterminarsi ha a che fare col dare la vita per un feto - altro notevole esempio, quest'ultimo, di strumentalizzazione, se ripenso agli adesivi della campagna per il non-voto al referendum sulla procreazione assistita di tanti anni fa, adesivi che tutt'ora fanno "bella" mostra di sè in ogni bagno pubblico che si rispetti e sui quali campeggia l'immagine di un feto - che senza dubbio ha scelto di far propaganda - sotto la scritta "Io non voto".

Posso dire che mi fa schifo, questo modo di utilizzare le persone, meglio se morte o non ancora nate? Posso dire che mi fa schifo un certo modo di ragionare, per cui personali convinzioni etico-religiose dovrebbero assurgere a leggi dello Stato, valide per tutti? E tuttavia sarei disposto a dare la vita affinchè tu possa dirlo.

Ateismo praticante

- La perfezione non è di questo mondo...

- E dunque, in generale, non è!

martedì 10 gennaio 2012

Contaminazioni

Dentista appassionato di geometria estrae radici quadrate.

I puntini sulle i

(ma non sempre le "i" capitano a proposito)

"SalameLardo panciettato" [lavagna scritta a mano sul bancone di una piadineria]

UPDATE: Lardo, non Salame! Grazie a Francesco per la memoria...

sabato 7 gennaio 2012

Ai Cattivi Maestri

Scrive Nietzsche ne “Il tramonto degli Idoli”:

Nessuno è responsabile della sua esistenza, del suo essere costituito in questo o in quel modo, di trovarsi in quella situazione e in quello ambiente. La fatalità della sua natura non può essere districata dalla fatalità di tutto ciò che fu e che sarà. Egli non è la conseguenza di un personale proposito, di una volontà, di uno scopo, non è che con lui si faccia il tentativo di raggiungere un “ideale di uomo” o un “ideale di felicità” o un “ideale di moralità” – è assurdo voler far rotolare la sua natura verso un qualsivoglia scopo. Siamo stati noi a inventare il concetto di “scopo”: nella realtà lo scopo è assente… Si è necessari, si è un frammento di fato, si appartiene al tutto, si è nel tutto – non c’è nulla che possa giudicare, misurare, verificare, condannare il nostro essere, giacchè questo equivarrebbe a giudicare, misurare, verificare, condannare il tutto… Ma al di fuori del tutto c’è nulla!

Dedicato ai tutti i Cattivi Maestri - che è comunque un modo d'insegnare qualcosa.

A quelli che qualcuno ha fatto passare per cattivi, a quelli che cattivi si fanno chiamare, e sono migliori di molti altri. E ad uno in particolare, ad un cui post questo è debitore - senza pretesa di avvicinarvisi.

venerdì 6 gennaio 2012

2011: libri... e gli occhi di Irene

Stando alle statistiche di Anobii, nel 2011 ho letto 23088 pagine - 1717 più dell'anno precedente. Dentro c'è di tutto: romanzi, testi di Software Engineering, saggi di scienze, fumetti. Questi ultimi, in particolare, alzano di molto la velocità media (pagine per unità di tempo), e giustificano la notevole media complessiva: 63,3 pagine al giorno. Manca invece tutto ciò che è web: articoli di giornale, post su blog, pagine di wiki... ed anche in questo caso gli argomenti spaziano dalla fissione nucleare alla - per dire - discografia di Gigi d'Alessio - ok, questa era una battuta: sospiro di sollievo.

Di tutta questa mole di roba, interessante o meno, memorabile anziché no, c'è qualcosa che vorrei "salvare", come ricordo- bello - dell'anno che s'è appena concluso: da un rapido, superficiale e quasi per certo non esaustivo "appello mentale", se ne sono usciti tre titoli (tre, giusto per volermi limitare un po'): un romanzo, un testo tecnico, un saggio di divulgazione (per quest'ultimo non c'è stato bisogno di grandi riflessioni: si tratta infatti di uno di quei testi che mi ha portato a pensare, concludendone la lettura, vorrei che mia figlia sapesse già leggere). Eccoli qui, in rigoroso ordine alfabetico:

(Il libro più bello di tutti, invece, è quello che ho cominciato a leggere alle 22.19 del 6 agosto 2011...)

Quattordicenni, tennis, gnocca e Teoria dei Gruppi

Vorrei segnalare oggi questo blog, per il semplice e fondamentale motivo che su di esso sono stati pubblicati, recentemente, tre post relativi ad uno dei miei grandi amori di studente universitario: l'algebra astratta - ed in particolare la Teoria dei Gruppi. Qualcuno mi ha fatto notare che il blogger definisce se stesso "un quattordicenne sviluppatore, amante della matematica", e che a quattordici anni si farebbe forse meglio a pensare al calcio ed alla gnocca, piuttosto che all'algebra astratta. Aggiungo di mio che anche molti non più quattordicenni adotterebbero la stessa scala di preferenze, sostituendo talvolta il calcio con il tennis - ma, si sa, invecchiando ci si sposta a destra - e che tuttavia ci sono molte occupazioni peggiori della Teoria dei Gruppi alle quali un ragazzino potrebbe dedicarsi (non farò qui menzione del fatto che ci sono ragazzini che crescono seguendo i tg di Fede: roba da chiamare telefono azzurro, altro che l'algebra). In ogni caso, blogger teenager o meno, l'argomento è di quelli da soddisfare il cervello - ed una mezz'ora io gliela dedicherei volentieri, cosa che probabilmente avrei fatto anche venti (argh!) anni fa.

mercoledì 4 gennaio 2012

Buon 2012

La canzone che segue è del 1978, anno nel quale sono nato. Ma mi piace l'idea che sia un po' il mio augurio per l'anno nuovo: per i miei due lettori, e non solo.

Libera Nos Domine [Francesco Guccini,  da Amerigo, 1978]

Da morte nera e secca, da morte innaturale,
da morte prematura, da morte industriale,
per mano poliziotta, di pazzo generale,
diossina o colorante, da incidente stradale,
dalle palle vaganti d' ogni tipo e ideale,
da tutti questi insieme e da ogni altro male,
libera, libera, libera, libera nos Domine!


Da tutti gli imbecilli d' ogni razza e colore,
dai sacri sanfedisti e da quel loro odore,
dai pazzi giacobini e dal loro bruciore,
da visionari e martiri dell' odio e del terrore,
da chi ti paradisa dicendo "è per amore",
dai manichei che ti urlano "o con noi o traditore!",
libera, libera, libera, libera nos Domine!

Dai poveri di spirito e dagli intolleranti,
da falsi intellettuali, giornalisti ignoranti,
da eroi, navigatori, profeti, vati, santi,
dai sicuri di sé, presuntuosi e arroganti,
dal cinismo di molti, dalle voglie di tanti,
dall'egoismo sdrucciolo che abbiamo tutti quanti,
libera, libera, libera, libera nos Domine!



Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura,
dai preti d' ogni credo, da ogni loro impostura,
da inferni e paradisi, da una vita futura,
da utopie per lenire questa morte sicura,
da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura,
da fedeli invasati d' ogni tipo e natura,
libera, libera, libera, libera nos Domine,
libera, libera, libera, libera nos Domine...