"Due strade trovai nel bosco, ed io scelsi la meno battuta: ed è per questo che sono diverso." [Robert Frost]
sabato 11 giugno 2016
Il sale della terra
sabato 16 aprile 2016
Sentinelle? Sedute!
Ora: la xenofobia, la paura di tutto ciò che è diverso da ciò cui si è abituati, è un sentimento diffuso - dopo di che siamo esseri razionali e dovremmo essere in grado di trattarlo per ciò che è: un istinto irrazionale ed animalesco.
Non tutti ci riescono, ovviamente: le Sentinelle In Piedi sono tra quelli che non ne hanno la capacità, o il desiderio, ma non sono gli unici e la lista sarebbe lunga.
Solo una cosa mi sfugge: se veramente hanno tutto questo timore di ciò che gli omosessuali potrebbero fare loro, un approccio più prudente non consiglierebbe di posizionarsi, cautamente, seduti? ;-)
martedì 1 dicembre 2015
Ciuchino alle Crociate
lunedì 30 marzo 2015
Integralismi integrati
giovedì 12 giugno 2014
Mettere in dubbio, sempre
Irene (sei grande amore mio): Ma chi l'ha detto che non si può superare a destra?
- SILENZIO -
Io (ridendo e sorridendo): Non fare la relativista con me!
...
E' che è comodo, per motivi di sicurezza, sapere che si può essere superati solo da un lato, e
convenzionalmente si è stabilito che si supera a sinistra...
giovedì 21 marzo 2013
Una visione del mondo
Nella mia visione del mondo, in pratica, sostenere che una persona, od un comportamento, è meno naturale di un altro ha lo stesso valore del sostenere, per dire, che il numero cinque è meno intero del numero dieci. Una cosa, a pensarci, che nemmeno Giovanardi si spingerebbe ad affermare.
Corollario: naturali o non naturali possono essere soltanto i numeri.
venerdì 22 febbraio 2013
La parola "sensibile" è vaga come stelle dell'Orsa
venerdì 31 agosto 2012
Accanimento terapeutico
venerdì 27 gennaio 2012
Sfigati (ed un elogio del relativismo)
mercoledì 11 gennaio 2012
Strumentalizzare
giovedì 14 luglio 2011
Fine pena: mai
giovedì 10 marzo 2011
Abissi d'acciaio
mercoledì 17 novembre 2010
Matematica e pensiero
Desidero riportare tale citazione poiché, al di là del grande amore che, da sempre, ho per la matematica, sento le parole e le posizioni di Russell molto vicine al mio modo di vedere la vita, al mio ragionare, e forse vivere, più in termini di domande che non di risposte, più in termini di libertà di pensiero che non di ciò che Russell definisce "la sicurezza dogmatica che chiude la mente alla speculazione". Molto vicine a ciò che, in una sola parola, potrei definire il mio relativismo.
"Quindi, per riepilogare la nostra discussione sul valore della filosofia; la filosofia va studiata, non per amore delle risposte precise alle domande che pone, poiché nessuna risposta precisa, di norma, può esser data con certezza per vera, ma piuttosto per amore delle domande stesse, perché tali domande ampliano la nostra concezione di ciò che è possibile, arricchiscono la nostra immaginazione intellettiva e diminuiscono la sicurezza dogmatica che chiude la mente alla speculazione; ma soprattutto perché, attraverso la grandezza dell'universo che la filosofia contempla, anche la mente è resa grande, capace di quell'unione con l'universo che costituisce il suo bene supremo."
giovedì 10 giugno 2010
Giovanardi ed i gay
Per cui la logica è un optional e le Sacre (o presunte tali) Scritture, ma soprattutto la lobby di potere che se ne propone come interprete, vengono prima delle libertà personali e del diritto all'uguaglianza.
giovedì 4 marzo 2010
Sì, lo voglio
Il 23 marzo la Corte Costituzionale deciderà a proposito di una questione di uguaglianza e di libertà personale: per quanto mi riguarda, spero lo faccia nel senso di stabilire esplicitamente che, anche in Italia, "matrimonio" non significa necessariamente "tra donna ed uomo". Penso valga la pena perdere qualche minuto per firmare un appello del genere, ed informarsi un po' in proposito.
giovedì 18 febbraio 2010
Avevamo un patto
Come ho già scritto altrove, io sto dalla sua parte...
venerdì 25 dicembre 2009
venerdì 6 novembre 2009
L'Europa è libera, l'Italia no
Tutti ne parlano, ma ben pochi tentano di farlo superando il preconcetto di mitiche radici cristiane dell'Europa (tutte da dimostrare: ma anche se fosse? Radici cristiane non significa necessariamente imporre un simbolo cristiano a chi cristiano non è... o sbaglio?) o l'entusiasmo di chi ragiona con la spada crociata piuttosto che ragionando sul merito delle cose.
Notevoli eccezioni, pur da punti di vista diversi, sono - direi al solito - Corrado Auguas e Marco Travaglio: il primo spiega perché la sentenza della Corte, oltre ad essere in linea con quanto ci si poteva aspettare, rappresenta una garanzia per tutti ed un segno di rispetto nei confronti di un simbolo religioso che la politica servile (e con essa le alte sfere religiose...) presenta alla stregua di una nota folkloristica, pur di trovare un appiglio per imporne la presenza; il secondo, con il consueto cipiglio, sottolinea le contraddizioni di molti di quelli che Scalfari definirebbe "atei devoti", per poi notare come, entrando nel merito, sarebbe sufficiente considerare il crocifisso come simbolo di uguaglianza e di gratuità dei comportamenti, per sottolinearne il potenziale valore universale e salvarlo dalle contese da osteria (o da parrocchia).
Personalmente mi sento più vicino alla posizione di Augias, soprattutto quando conclude: L'Europa ci guarda e, con il voto unanime dei suoi giudici, ci aiuta.
Segnalo infine un terzo articolo sull'argomento, scritto su "La Stampa" da Michele Ainis. Articolo che si conclude con un'osservazione (Se una religione è forte, se ha fede nella sua capacità di suscitare fede, non ha bisogno di speciali protezioni) che condivido in pieno (ne ho già scritto in passato) e che, per come la vedo io, rappresenta in qualche modo la constatazione che un certo modo di fare religione sia frutto, principalmente, della consapevolezza del proprio incessante ed inesorabile arretramento nella società: constatazione che rappresenta, per il futuro, una promessa ed un speranza.
mercoledì 14 ottobre 2009
Parole
Segnalo questo post, non potendo che condividerne la conclusione: Quando abbiamo perso la retta via, François?
lunedì 30 marzo 2009
Ricordate?
Come andò si sa, vinse l'astensionismo e morì qualunque idea di non ingerenza del Vaticano negli affari dello Stato italiano.
Da allora, numerosi pronunciamenti della magistratura hanno sollevato dubbi sulla costituzionalità della legge 40: "ingiusta, incostituzionale che non rispetta la salute, l'eguaglianza, il diritto di scelta", secondo molte associazioni di cittadini. Domani la Corte Costituzionale deciderà se essa viola "il diritto alla salute, alla libertà di cura, all'eguaglianza". Vedremo.