Se c'è una cosa che mai e poi mai farei, è immergermi sott'acqua... sotto terra! Tecnicamente si chiama qualcosa come speleosub, ed io mi sento male se solo ci penso troppo a lungo.
Dato però che non per tutti è così, finisce che uno dei tuoi compagni di banco - lavorativi - diventa quasi famoso per aver effettuato un percorso sotterraneo mai coperto in precedenza. Per chi fosse interessato, qui c'è il racconto dell'impresa - il compagno di banco, per la cronaca, è Matteo, cui vanno i miei terrorizzati complimenti!
"Due strade trovai nel bosco, ed io scelsi la meno battuta: ed è per questo che sono diverso." [Robert Frost]
lunedì 20 febbraio 2012
venerdì 17 febbraio 2012
Nella mia ora di libertà
Di respirare la stessa aria d'un secondino non mi va,
così ho deciso di rinunciare alla mia ora di libertà...
così ho deciso di rinunciare alla mia ora di libertà...
martedì 14 febbraio 2012
Blog - Un altro
Da qualche settimana sto cercando di dare vita ad un blog "tecnico", relativo alle questioni di cui mi occupo per lavoro - e delle quali sono, in fondo, appassionato.
L'idea è quella di riproporre, in esso, contenuti già apparsi sulla mia wiki e sul - defunto - blog del - defunto - Java User Group di Brescia, così come di scrivere, e pubblicare, articoli nuovi.
Se qualcuno fosse interessato - o conoscesse qualcuno interessato, ché il passaparola è tutto -il blog è questo, mentre qui c'è una specie di post programmatico.
martedì 7 febbraio 2012
Delicatezza
Ora: massima libertà per tutti, ovviamente, nella scelta di ciò che si scrive e dei titoli da mettere in prima pagina.
Ma la scelta di repubblica.it di ieri pomeriggio, sinceramente, mi sembrava perlomeno di cattivo gusto: non un abbinamento particolarmente riuscito, diciamo... Per carità, tutti contenti per l'anatra: ma probabilmente sarebbe bastato rassicurarne i parenti con comunicazioni private, anziché associare, in prima pagina, la notizia con quella della morte di un camionista...
Ma la scelta di repubblica.it di ieri pomeriggio, sinceramente, mi sembrava perlomeno di cattivo gusto: non un abbinamento particolarmente riuscito, diciamo... Per carità, tutti contenti per l'anatra: ma probabilmente sarebbe bastato rassicurarne i parenti con comunicazioni private, anziché associare, in prima pagina, la notizia con quella della morte di un camionista...
lunedì 30 gennaio 2012
In pensione...
sabato 28 gennaio 2012
venerdì 27 gennaio 2012
Sfigati (ed un elogio del relativismo)
Parla di sfigati, quel figo della Madonna del viceministro Michele Martone: sfigati gli studenti universitari fuoricorso ventottenni - ma questo mi interessa poco, ché a questo post interessa l'aspetto formale, e non il merito: troppo facile obbiettare che non si può far di ogni erba un fascio, che ci sono i figli di papà senza un cazzo di voglia di studiare così come persone che non hanno la possibilità di fare gli studenti a tempo pieno.
Più o meno ognuno ha le sue categorie (termine orrendo, quasi al livello di naturale: ma questo è un post che verrà) di sfigati, basate su diversi modi di vedere la vita (io stesso tendo a pensare come sfigati tutti coloro che passano la vita in ufficio, dalle sette e mezza di mattina alle otto di sera, e si sentono in dovere di rampognare altri per una pausa pranzo troppo lunga) o, più frequentemente, su classificazioni sommarie e nobili come l'origine geografica, la fede calcistica, l'appartenenza religiosa. E dunque sfigati i Veronesi ed i Bergamaschi, sfigati i cattolici, sommamente sfigati gli juventini, i tifosi di Ivan Basso - per me bresciano, ateo, interista, simpatizzante di Gilberto Simoni. O ancora: sfigati gli abitanti del quartiere vicino, gli studenti dell'altra scuola media, le saponette del Classico - decisamente fuori classifica, e meritevoli del classico velo pietoso, gli Ingegneri Gestionali: ché a nessuno dovrebbe essere consentito di sparare sulla Croce Rossa.
Ognuno ha le sue categorie di sfigati, perché - scriveva Primo Levi - "ognuno è ebreo di qualcun altro" - e nulla è più da sfigati della diversità.
A me tutto questo ha ricordato un po' Baricco, ed il personaggio di Gould, il ragazzino geniale di City: "La genialità stava nell’aver trovato qualcuno la cui vita era una tragedia non perché era sfigato ma, al contrario, perché era un figo della madonna".
Così, tanto per non dimenticare che l'essere fighi, o sfigati (che tutti sanno cosa significa ma nessuno lo saprebbe definire), è un po' come la bellezza: sta, prima di tutto e sempre, negli occhi di chi guarda.
mercoledì 25 gennaio 2012
martedì 24 gennaio 2012
Un guanto
Per Cristina, come quattordici anni fa. Lei sa perché.
Un guanto [Francesco De Gregori]
Un guanto precipitò da una mano desiderata
a toccare il pavimento del mondo in una pista affollata.
Un gentiluomo, un infedele lo seguì con lo sguardo.
E stava quasi per raggiungerlo, ma già troppo in ritardo,
e stava quasi per raggiungerlo, ma troppo in ritardo.
Era scomparsa quella mano e tutta la compagnia
e chissà se era mai esistita.
Era scomparsa quella mano e restava la nostalgia
e il guanto e la sua padrona scivolavano via
e il guanto e la sua padrona pattinavano via.
Sotto un albero senza fiori si struggeva l'amore amato.
Il guanto era a pochi passi, irraggiungibile e consumato.
In quella grande tempesta d'erba, non era estate, nè primavera.
E non sembrava nemmeno autunno però l'inverno non esisteva.
E non sembrava nemmeno autunno perchè l'inverno non esisteva.
Quando un uomo da una piccola barca con un mezzo marinaio
vide qualcosa biancheggiare.
Un uomo da una piccola barca, sporgendosi sul mare:
era il guanto che rischiava di annegare,
era il guanto che rischiava di affondare.
Fu un trionfo di conghiglie, un omaggio di fiori
per il guanto restituito alla banalità dei cuori,
ad una spiaggia senza sabbia, a una passione intravista
ad una gabbia senza chiave, ad una stanza senza vista,
ad una gabbia senza chiave, ad una vita senza vista.
E intanto milioni di rose rifluivano sul bagnasciuga.
E chissà se si può capire.
Che milioni di rose non profumano mica
se non sono i tuoi fiori a fiorire,
se i tuoi occhi non mi fanno più dormire.
Era la notte di quel brutto giorno, i guanti erano sconfinati,
come l'incubo di un assassino o i desideri dei condannati.
Dietro al guanto maggiore la luna era crescente
e piccoli guanti risalivano la corrente
e piccoli guanti risalivano la corrente.
Fino al Capo dei sogni e alla riva
del letto dell'innocente che dormiva.
Un mostro sconosciuto osservava non osservato
sopra a un tavolo il guanto incriminato
sopra al tavolo un guanto immacolato.
E il guanto fu rapito in una notte d'inchiostro
da quel mistero chiamato amore
da quell'amore che sembrava un mostro.
Inutilmente due nude mani si protesero a trattenerlo.
Il guanto era già nascosto dove nessuno può più vederlo,
il guanto era già lontano quanto nessuno può più saperlo.
Oltre la pista di pattinaggio e le passioni al dì di festa
e le onde di tutti i mari.
E il trionfo nella tempesta e le rose nella schiuma.
Il guanto era volato più alto della luna.
Il guanto era volato più leggero di una piuma.
Oltre il luogo e all'azione e al tempo consentito,
e all'amore e le sue pene.
Il guanto si era già posato in quel quadro infinito
dove Psiche e Cupido governano insieme
dove Psiche e Cupido sorridono insieme.
Un guanto [Francesco De Gregori]
Un guanto precipitò da una mano desiderata
a toccare il pavimento del mondo in una pista affollata.
Un gentiluomo, un infedele lo seguì con lo sguardo.
E stava quasi per raggiungerlo, ma già troppo in ritardo,
e stava quasi per raggiungerlo, ma troppo in ritardo.
Era scomparsa quella mano e tutta la compagnia
e chissà se era mai esistita.
Era scomparsa quella mano e restava la nostalgia
e il guanto e la sua padrona scivolavano via
e il guanto e la sua padrona pattinavano via.
Sotto un albero senza fiori si struggeva l'amore amato.
Il guanto era a pochi passi, irraggiungibile e consumato.
In quella grande tempesta d'erba, non era estate, nè primavera.
E non sembrava nemmeno autunno però l'inverno non esisteva.
E non sembrava nemmeno autunno perchè l'inverno non esisteva.
Quando un uomo da una piccola barca con un mezzo marinaio
vide qualcosa biancheggiare.
Un uomo da una piccola barca, sporgendosi sul mare:
era il guanto che rischiava di annegare,
era il guanto che rischiava di affondare.
Fu un trionfo di conghiglie, un omaggio di fiori
per il guanto restituito alla banalità dei cuori,
ad una spiaggia senza sabbia, a una passione intravista
ad una gabbia senza chiave, ad una stanza senza vista,
ad una gabbia senza chiave, ad una vita senza vista.
E intanto milioni di rose rifluivano sul bagnasciuga.
E chissà se si può capire.
Che milioni di rose non profumano mica
se non sono i tuoi fiori a fiorire,
se i tuoi occhi non mi fanno più dormire.
Era la notte di quel brutto giorno, i guanti erano sconfinati,
come l'incubo di un assassino o i desideri dei condannati.
Dietro al guanto maggiore la luna era crescente
e piccoli guanti risalivano la corrente
e piccoli guanti risalivano la corrente.
Fino al Capo dei sogni e alla riva
del letto dell'innocente che dormiva.
Un mostro sconosciuto osservava non osservato
sopra a un tavolo il guanto incriminato
sopra al tavolo un guanto immacolato.
E il guanto fu rapito in una notte d'inchiostro
da quel mistero chiamato amore
da quell'amore che sembrava un mostro.
Inutilmente due nude mani si protesero a trattenerlo.
Il guanto era già nascosto dove nessuno può più vederlo,
il guanto era già lontano quanto nessuno può più saperlo.
Oltre la pista di pattinaggio e le passioni al dì di festa
e le onde di tutti i mari.
E il trionfo nella tempesta e le rose nella schiuma.
Il guanto era volato più alto della luna.
Il guanto era volato più leggero di una piuma.
Oltre il luogo e all'azione e al tempo consentito,
e all'amore e le sue pene.
Il guanto si era già posato in quel quadro infinito
dove Psiche e Cupido governano insieme
dove Psiche e Cupido sorridono insieme.
lunedì 16 gennaio 2012
Filosofando - A stomaco vuoto
La cosa più difficile, nello stendere questo post, è consistita nella scelta del titolo: sarebbe potuto essere qualcosa come "Da Guccini a Deleuze, passando da Gödel ed invadendo la Polonia", o qualcosa di meno altisonante e decisamente più da flame, come "Cristianesimo e nazismo: lo stesso tipo di fenomeno?". Ancora, "Assiomi e postulati: una teoria della conoscenza": decisamente "un po'" esagerato; oppure "Nietzsche, Hawking e l'Uomo nell'Universo - neonato", con un sottile doppio senso tra il titolo di un libro di Hawking ed il ruolo dell'Uomo, appunto, nell'Universo. Alla fine, ho optato per qualcosa di più generico - diversamente, a far bene, avrei dovuto riassumere nel titolo del post gli ultimi duemila anni di storia del pensiero filosofico e religioso.
Non è stato invece per nulla difficile concepire il contenuto vero e proprio del post - come sempre succede quando si parla di argomenti interessanti con persone intelligenti e profonde. Si tratta infatti del log di una chat tra me e
Cattivo Maestro
- o sedicente tale - che ringrazio per la gentile concessione: diversamente da altri, non ho infatti l'abitudine di utilizzare il contenuto di una chat senza il consenso di chi vi ha preso parte.
amicofragile: Conosci la canzone di Guccini Libera Nos Domine?
amicofragile: anzi, meglio: sul mio blog ;-)
Cattivo Maestro: bella!
amicofragile: già
Cattivo Maestro: devo averla anche già sentita
amicofragile: non avevo ancora letto l'ultima strofa, quando l'ho ri-postata
amicofragile: ma
amicofragile: devo dire
amicofragile: che
amicofragile: cazzo, come sono d'accordo!
amicofragile: voglio dire: non solo nel merito
amicofragile: anche nella forma: sono convinto che se esiste un qualche dio vagamente simile a quello delle religioni monoteiste, che per sensibilità mia personale sento come le più lontane da me e dalla mia idea dell'universo, be'... sono convinto, dicevo, che non nutre simpatia per preti, religioni, bigottismi e sacre scritture
amicofragile: sempre per citare Guccini (che evidentemente "sente", su questo, un po' come me)
amicofragile: venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un'altra vita... se c'è come voi dite un dio nell'infinito, guardatevi nel cuore: l'avete già tradito
Cattivo Maestro: fammi fare l'avvocato di dio
Cattivo Maestro: ci sono preti buoni
Cattivo Maestro: e ci sono atei cattivi
amicofragile: sì sì, ne sono convinto
amicofragile: ma ci sono religioni / organizzazioni religiose buone?
Cattivo Maestro: chi può dirlo...
Cattivo Maestro: il buddismo?
amicofragile: c'è chi dice che non si tratti di religione
amicofragile: e quanto all'organizzazione retrostante, non ne so quasi nulla
Cattivo Maestro: cosa significa religione?
amicofragile: exactly
Cattivo Maestro: vediamo che dice la wiki
amicofragile: :D :D :D
Cattivo Maestro: la fede nella scienza è una religione?
amicofragile: non saprei, sai
amicofragile: torniamo al solito discorso della differenza tra assiomi e postulati
amicofragile: relativismo per i postulati ma non per gli assiomi
amicofragile: dunque
amicofragile: il principio è il dubbio, molto cartesianamente, la logica, la ragione
amicofragile: quindi per la scienza non si tratta di fede, perché non è acritica
amicofragile: (anche qui: ho discusso di recente con Ivano, sull'argomento... perché per me il "credente al 100%" è colui che crede al 100% ed in modo acritico in ciò che la sua religione di riferimento dice: senza spazio per la ragione)
amicofragile: (chiaramente è un modello ideale che, per fortuna, viene istanziato di rado)
Cattivo Maestro: bhe ma il razionalista è un credente al 100% nella ragione
Cattivo Maestro: cioè nella logica
amicofragile: sì, ma io trovo che sia una cosa diversa
amicofragile: è una fede di forma (assioma), non di merito (postulato)
amicofragile: cioè
amicofragile: è una fede nelle REGOLE che il ragionamento deve avere (coerenza logica, ...), non nel merito delle proposizioni valide o meno
amicofragile: vere, false, dimostrabili, indimostrabili... vere e non dimostrabili, Hilbert ringrazia Gödel, o quello che pare a te
amicofragile: (povero Hilbert: una vita a cercare di ristrutturare la matematica per basarla sulla logica, a riordinare la storia passata e pianificare quella futura della matematica nel senso della completezza, e poi il primo Gödel che passa gli distrugge la vecchiaia... mi ha sempre fatto un po' tenerezza...)
Cattivo Maestro: ahhahah
Cattivo Maestro: sono gli imprevisti del mestiere
Cattivo Maestro: :)
Cattivo Maestro: cmq ciò che dici è vero
amicofragile: sì, ma cazzo, devi essere sfigato forte perché ti capiti un imprevisto COME QUESTO!
Cattivo Maestro: però, spostando il tiro
amicofragile: sì
Cattivo Maestro: è altrettanto vero che non è un sistema completo quello logico
Cattivo Maestro: può parlare solo di ciò di cui può parlare
Cattivo Maestro: non soddisfa tutto
Cattivo Maestro: non trascende
amicofragile: e di ciò di cui non si può parlare è meglio tacere, ti ricordo
amicofragile: il che spazzerebbe via migliaia di anni di religioni e compagnia "bella"
amicofragile: parlavo cmq della questione "relativismo sui postulati ma non sugli assiomi" con un'amica
amicofragile: filosofa
amicofragile: filosofa nel senso della facoltà universitaria
amicofragile: la quale mi ha fatto notare che
Cattivo Maestro: - mi chiedo se sia meglio la fede in cristo o la fede in hitler -
amicofragile: posso definirmi relativista anche se non lo sono sugli assiomi
amicofragile: semplicemente perché i filosofi definiscono sempre le cose come fa loro comodo, funzionalmente a ciò di cui stanno parlando :D [un ringraziamento a Beatrice per questo contributo, ndr]
amicofragile: "meglio" da che punto di vista?
amicofragile: dal punto di vista della forma, dell'adesione cioè acritica ad un set di valori / comportamenti elaborato da altri
amicofragile: non penso di vedere differenze
amicofragile: nel merito, torniamo al discorso del relativismo dei postulati: io personalmente trovo che sia meglio la fede in Cristo
amicofragile: l'opinione opposta formalmente è legittima
amicofragile: fortunatamente è assai di nicchia
amicofragile: la prima volta che ho sentito il termine "relativismo"
amicofragile: ero al liceo, penso in terza
amicofragile: od in quarta
amicofragile: (poi ho cambiato insegnante di italiano, per cui...)
amicofragile: e si trattava di un "appunto" ad un mio tema in classe
amicofragile: in cui sostenevo qualcosa di simile
amicofragile: a proposito dei seguaci di un sedicente "santone" giapponese
amicofragile: che avevano organizzato attentati col gas nella metro di Tokyo
amicofragile: l'appunto diceva
amicofragile: "attento al relativismo gnoseologico"
amicofragile: il mio insegnante, oltre che in lettere, era laureato in filosofia ed in teologia
Cattivo Maestro: andiamo per punti...
Cattivo Maestro: * meglio da un punto di vista etico
Cattivo Maestro: meglio, quando non è definita una relazione d'ordine, è un termine che possiamo accettare per convenzione comune, se ci poiniamo al di fuori del "campo" relativista
amicofragile: perfetto
Cattivo Maestro: (a tal proposito, mi sono definito relativista per anni, ora non saprei come definirmi)
amicofragile: etico o morale? :P
Cattivo Maestro: etico
amicofragile: (io ho letto il libricino di Montaigne... è interessante, in proposito...)
amicofragile: qual è esattamente la differenza?
amicofragile: :D
amicofragile: qualcuno dice che
amicofragile: "un uomo etico sa che non dovrebbe tradire la moglie, un uomo morale non la tradisce"
amicofragile: etica sarebbe la filosofia della morale?
Cattivo Maestro: credo che "morale" sia un concetto intimo e individuale
amicofragile: sì, lo penso anche io
Cattivo Maestro: etico credo sia una questione quasi più...sociale
amicofragile: chiarissimo
amicofragile: dunque la morale vale di più... e di meno, al tempo stesso
Cattivo Maestro: a me interessa di più
Cattivo Maestro: l'etica
amicofragile: (c'è questo paradosso nel modo di pensare relativista, per cui dire che tutto dipende dalle opinioni fa valere meno le opinioni... ma anche di più :D)
amicofragile: cmq
Cattivo Maestro: non credo che il nazismo sia solo l'adesione incondizionata ad un set di regole
Cattivo Maestro: credo abbia a che fare con l'alienazione in qualcosa di più grande da parte dell'individuo
Cattivo Maestro: mossa però, e qui la differenza col cristianesimo, da nichilismo e desiderio di potenza
Cattivo Maestro: di sopraffazione
Cattivo Maestro: detto questo
Cattivo Maestro: se l'uomo non avesse modi di agire, vivere e pensare, irrazionali
amicofragile: sì
Cattivo Maestro: ogni scelta sarebbe già potenzialmente decisa
amicofragile: (fin qui concordo)
Cattivo Maestro: dall'unico modo di agire e pensare che è quello della logica
amicofragile: oh, questo scoperchia un calderone sul quale si potrebbe discutere per millenni
Cattivo Maestro: ogni cosa di cui stiamo parlando scoperchia calderoni
amicofragile: ne parla in modo interessante Stephen Hawking in "Buchi neri e universi neonati"
amicofragile: :D
amicofragile: (è questo il bello, no?)
Cattivo Maestro: sì
amicofragile: parla di come il libero arbitrio si può in qualche modo ritenere compatibile con una sorta di "meccanicismo"
amicofragile: e sottolinea come un possibile motivo di compatibilità possa essere semplicemente l'enorme numero di variabili a disposizione
amicofragile: ovvero
amicofragile: tutto potrebbe essere già scritto
amicofragile: ma non siamo in grado di calcolarlo, quindi tanto vale comportarsi come se "libero arbitrio" e "responsabilità personale" avessero un qualche significato
amicofragile: (tra l'altro socialmente è fondamentale utilizzare QUESTA chiave di lettura della realtà e delle azioni umane, e non quella meccanicista, che è buona per la scienza ma non per regolare la convivenza civile)
Cattivo Maestro: finisco il discorso, e poi ritorno su quel che dici
amicofragile: ;)
Cattivo Maestro: linkandoti uno dei primi post che scrissi
Cattivo Maestro: che parla proprio su quel che dici
Cattivo Maestro: dicevo..
Cattivo Maestro: che se al contrario l'istinto di alienazione verso qualcosa di superiore fosse connaturato alla specie umana (il che giustificherebbe l'esistenza delle religioni)
Cattivo Maestro: se anzichè credere in Dio, in un Bene e in un Male
Cattivo Maestro: si credesse in un insieme di Valori condiviso
Cattivo Maestro: mosso dagli aspetti che vuoi...
Cattivo Maestro: ad esempio dal desiderio di potenza, di sopraffazione
amicofragile: sì
Cattivo Maestro: (il che è spontaneo in un contesto di competizione)
Cattivo Maestro: credi che sarebbe...preferibile?
Cattivo Maestro: intendo dire
Cattivo Maestro: il problema dei credenti
Cattivo Maestro: qual è?
Cattivo Maestro: che fanno ragionamenti assurdi?
Cattivo Maestro: che credono in qualcosa che non esiste?
Cattivo Maestro: o che limitano la tua libertà?
Cattivo Maestro: - qui il link: -
amicofragile: allora
amicofragile: "ragionamenti assurdi" dipende dalla definizione di "ragionamenti" che dai: potrei anche eccepire che non esistono ragionamenti assurdi :)
amicofragile: cmq
amicofragile: che credano in qualcosa che non esiste non è un problema
amicofragile: l'unico problema sono le limitazioni alla libertà di chi non crede che talvolta vengono poste in atto da chi crede
amicofragile: diciamo che
Cattivo Maestro: - che hanno delle regole di ragionamento...discutibili -
amicofragile: ogni volta che una legge di uno Stato, applicata dunque a tutti, viene ritagliata sui precetti di una specifica confessione religiosa, per me c'è un problema
amicofragile: no no, volevo fare il rompino: un ragionamento, in quanto tale - ontologicamente? - non può essere che razionale, dunque non discutibile :P
Cattivo Maestro: questo è un assioma
Cattivo Maestro: perchè la logica ha deciso assiomaticamente che gli unici ragionamenti corretti sono quelli con-formi al suo sistema di regole
Cattivo Maestro: e poi hai detto la parola magica
Cattivo Maestro: perchè anche uno stato laico ritaglia precetti secondo confessioni laiche
Cattivo Maestro: il Re è una proiezione di Dio, anche se il Re esiste, Dio no
Cattivo Maestro: Napolitano è Dio, simbolicamente
Cattivo Maestro: tu mi risponderai kantianamente che ai fini della convinvenza civile sei disposto a privarti di libertà in nome di precetti laici e razionali
amicofragile: kantianamento lo dici a qualcun altro!
Cattivo Maestro: io ti rispondo anarchicamente e marxianamente che nell'analisi sociale antepongo l'individuo in se stesso e la classe cui appartiene rispetto alle altre classi, al rapporto tra "cittadini"
Cattivo Maestro: per questo, detto fuori dai denti, anche se poi saranno come minimo "eterodiretti" dai soliti "deviati", che poi deviati non sono, giustifico gli attentati ad equitalia, per dirne una
amicofragile: ;)
amicofragile: sei il solito grillino!
Cattivo Maestro: provocatore!
amicofragile: :P
amicofragile: il passo di Nietzsche è molto bello
amicofragile: (anche se, un po' come Wagner, mi fa venir voglia di invadere la Polonia :D)
Cattivo Maestro: Nietzsche fu uno dei filosofi di riferimento per i nazi
amicofragile: sì, ma spesso si parla anche del fatto che questo "riferimento" fu un po' una distorsione del suo pensiero...
Cattivo Maestro: bhe sì...
Cattivo Maestro: infiniti autori comunque si sono rincorsi nell'interpretazione di Nietzsche
amicofragile: ho letto "L'uomo che non credeva in dio", di Scalfari
amicofragile: parla anche di questo, mi pare
Cattivo Maestro: comunque ci sono dei punti che, letteralmente, ricordano i nazi
amicofragile: parla in generale della formazione del suo pensiero attraverso l'incontro con scrittori, filosofi e con le loro opere
Cattivo Maestro: cioè, ci hanno ricamato ma fino a un certo punto
amicofragile: ok
amicofragile: il passo che hai citato tu però è molto vicino a quello che "sento" io, per certi versi
Cattivo Maestro: sì
Cattivo Maestro: io lo pensavo
Cattivo Maestro: adesso non so a cosa penso
Cattivo Maestro: però ho superato le posizioni...strutturaliste
Cattivo Maestro: almeno filosoficamente
Cattivo Maestro: grazie a Deleuze
amicofragile: pensi al pensiero, e questo è molto vicino al limite dell'incompletezza :P
Cattivo Maestro: (l'antiedipo!!)
amicofragile: spiegami ;)
Cattivo Maestro: ehmm
Cattivo Maestro: mica facile in una chat
Cattivo Maestro: asp che vedo se avevo trascritto qualcosa
Cattivo Maestro: insomma
Cattivo Maestro: il punto fondamentale è che
Cattivo Maestro: secondo gli strutturalisti
Cattivo Maestro: ogni individuo ha una posizione in una struttura simbolica
Cattivo Maestro: e agisce impersonalmente secondo gli istinti dell'es
Cattivo Maestro: che sono poi determinati dalle situazioni in cui è cresciuto
Cattivo Maestro: famiglia (rapporti primari) e società (secondari)
amicofragile: ok
Cattivo Maestro: l'es, ovvero l'inconscio
Cattivo Maestro: Deleuze dice
Cattivo Maestro: che l'inconscio bisogna produrselo
Cattivo Maestro: Noi invece diciamo: non avete inconscio, non l'avete mai avuto, non esiste un "es" al posto del quale l'"io" deve subentrare. Bisogna capovolgere la formula di Freud. L'inconscio dovete produrlo voi, producetelo o resterete attaccati ai vostri sintomi, al vostro io e al vostro psicoanalista. Ognuno di noi lavora e fabbrica con il pezzetto di placenta che ha sottratto, e che continua a essergli contemporaneo in quanto ambiente di sperimentazione, non in funzione dell'uovo, dei genitori, delle interpretazioni e regressioni a cui siamo collegati.
Cattivo Maestro: ***
Cattivo Maestro: L'inconscio è una sostanza da fabbricare, da situare, da far scorrere, uno spazio sociale e politico da conquistare. Una rivoluzione è una formidabile produzione di inconscio, non ce ne sono tante altre, e non ha niente a che fare con un lapsus o un atto mancato.
Cattivo Maestro: ***
Cattivo Maestro: L'inconscio non è un soggetto che produrrebbe dei virgulti nella coscienza, è un oggetto di produzione, è lui a dover essere prodotto, a condizione che non lo si ostacoli. O, meglio, non c'è un soggetto del desiderio così come non c'è un oggetto. Solamente i flussi sono l'oggettività del desiderio stesso. Di desiderio non ce n'è mai abbastanza. Il desiderio è il sistema dei segni a-significanti a partire dai quali si producono dei flussi di inconscio in un campo storico sociale.
amicofragile: notevole
Cattivo Maestro: non ti so dire se la produzione di inconscio sia un'illusione con la quale è comodo vivere o sia la realtà
Cattivo Maestro: però mi piace adottarla come filosofia di vita
Cattivo Maestro: (e qui sfioriamo ancora una volta il tema della religione)
amicofragile: ;)
amicofragile: direi che ce n'è a sufficienza per andare a prendere qualcosa da mettere sotto i denti ;)
Cattivo Maestro: già
Cattivo Maestro: buon appetito
amicofragile: anche a te!!!
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