Visualizzazione post con etichetta Ciclismo e salite. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ciclismo e salite. Mostra tutti i post

venerdì 26 maggio 2017

Pongo al Giro

Festa della scuola materna con massima espressione artistica paterna degli ultimi quarant'anni.
Viva il Giro!

lunedì 3 dicembre 2012

Se un mattino d'inverno un ciclista...

D'accordo, astronomicamente, anche considerando la precessione degli equinozi, non si può ancora parlare di inverno: ma in termini di sensazioni, se all'aperto la temperatura supera di poco i 273 K, a me non viene certo da parlare d'autunno.
Quanto al titolo di questo post: i fan di Calvino perdoneranno.

Quella per la bicicletta è una passione strana. Può capitare di non aver voglia di pedalare in un tiepido pomeriggio estivo. E può succedere - in genere dopo settimane di astinenza da maltempo - di averne quasi bisogno in una gelida domenica di quasi-inverno.
Ma il ciclista, come ogni essere umano, può essere freddoloso: e ci sono esseri umani (eccomi!) più freddolosi di altri.
Così, in un mattino d'autunno, che definiremo d'inverno senza porci grossi problemi legati al periodo di rivoluzione del nostro pianeta, può capitare di riesumare dalla cantina la propria vecchia bicicletta, allo scopo di allestire una sorta di evoluta cyclette nel salotto di casa.

Passo numero uno: biciclette. La vecchia (bianca) e la nuova (rossa).


Passo numero due: individuare lo spazio adatto.


Passo numero tre: tappeto impermeabile di plastica, ché il ciclista invernale, pedalando in casa a temperature primaverili senza il conforto del vento in faccia, suda come una fontana - in realtà non è che una fontana propriamente sudi: mi si perdonerà l'imprecisione lessicale, in favore dell'immagine, che rende bene l'idea.


Passo numero quattro: rulli. Ovvero un supporto che sostenga la bicicletta (consentendo di pedalare senza muoversi per il salotto, il che sarebbe invero piuttosto problematico) ed opponga una resistenza (modulabile) alla rotazione della ruota posteriore. Permettendo, in parole povere, di regolare la durezza dello sforzo.



Passo numero cinque: installazione della bicicletta (vecchia) sui rulli.


Passo numero sei: le nuvole si aprono, il sole fa capolino per dieci minuti, il ciclista invernale freddoloso prende coraggio, indossa il completino invernale, inforca la bicicletta (nuova) ed esce, per una pedalata all'aperto. I rulli e la bicicletta vecchia rimangono abbandonati tra i divani. Poco dopo il sole scompare, la temperatura scende ulteriormente, ed il ciclista freddoloso vola felice tra i vigneti ghiacciati della Franciacorta, rimpiangendo, o forse no, il tempore del salotto, il lago di sudore ai piedi dei rulli, lo sguardo perplesso di moglie e figlia...

domenica 2 dicembre 2012

sabato 5 maggio 2012

Tre blog intorno al cor mi son venuti...

Dato che ben poco può fermare quella che Elias Canetti, parlando di se stesso, definiva diarrea verbale, ecco qua l'ultimo arrivato - per ora - nella famiglia dei miei blog - se mai qualcosa come un blog può essere qualcosa come miotuosuonostrovostroloroproprioaltrui: la qual cosa mi risulta poco credibile.
Si tratta, nelle intenzioni, di un contenitore che funga da raccolta di itinerari ciclistici: è noto infatti come la bicicletta sia una delle grandi passioni della mia vita, la scrittura una delle altre e l'open-source, in questo caso chiaramente in senso lato, una filosofia che apprezzo molto.
Dopo il presente blog, dunque, ed il blog tecnico in pseudo-inglese, siamo a tre. Chissà se il quarto verrà da sé...

sabato 28 aprile 2012

Bicicletta!

L'idea di fare 80 km in bici, tra due valli e tre salite, dopo una settimana di aerosol e con la gola ancora un po' "chiusa" non è probabilmente tra le più brillanti che io abbia avuto negli ultimi dieci anni (nel 2008, però, ho votato Weltroni ad una camera: quali che fossero i motivi, direi che se la gioca) e non mi varrà i complimenti del mio medico.

E tuttavia: è stato bellissimo. Anche se faticavo un po' a respirare, anche se da mesi non stavo (quasi) tre ore in bicicletta ed ora son tutto indolenzito (no, il culo no: ma quello è merito della sella). C'era la prima giornata di quasi-estate e la voglia era più forte di qualunque cautela.

PS: il percorso, per la cronaca, è stato questo.

lunedì 30 gennaio 2012

In pensione...

Casco_vecchio
Addio e grazie per la compagnia... per avermi accompagnato in quasi nove anni, ed oltre trentacinquemila km, sui pedali...

sabato 30 luglio 2011

Gli eroi son tutti giovani e belli

Il primo ricordo che ho di Cadel Evans risale al Giro del 2002: giovane, con i suoi venticinque anni di ex biker appena passato alla strada, e bello, in quella maglia rosa appena persa da Hamilton, di cui nessuna maglia da ciclista è più bella. Un eroe, in qualche modo, con quella cotta tremenda (crisi di fame, si dirà poi) che lo colse lungo l'ultima salita del Giro: da Rovereto a Folgaria ed a Passo Coe, salita che divenne per l'Australiano interminabile calvario. Il Giro poi fu vinto da Savoldelli, ma per me rimane il Giro di Evans, per uno di quei misteri del ciclismo per cui quello vinto da Tonkov è per molti il Giro di Olano.

Da allora, Evans ha sfiorato mille volte la  vittoria, arrivando secondo, in grandi corse a tappe : due volte al Tour, una alla Vuelta (fermato da un cambio gomme ritardato, quel tanto che bastò a far vincere uno Spagnolo, come spagnola era l'organizzazione del supporto tecnico). Nel solo 2010 lo ricordo al Giro, a battagliare con i primi senza alcun gregario a portargli da bere, mentre i vari Basso e Scarponi se ne stavano comodamente nel gruppo ad attendere le borracce portate dai compagni; e poi al Tour, maglia gialla con caduta e rottura del gomito: concluse comunque il giro di Francia, abbandonando ovviamente ogni velleità di classifica.

Un paio d'anni fa la vittoria più importante: al mondiale di Varese, sorridente in maglia arcobaleno - su strada, dopo quelle vinte su sterrato nella sua vita precedente.

E poi, domenica scorsa: in giallo a Parigi, finalmente, dopo un Tour da protagonista, a lottare da solo sulle montagne, per poi superare gli ultimi rivali con una crono favolosa. Era dai tempi di Indurain che non mi sentivo tanto euforico per una vittoria d'un ciclista. Non più tanto giovane, e forse nemmeno particolarmente bello: dunque forse non eroe, ma certo un grande ed emozionante vincitore, per il Tour più bello da molti anni a questa parte.

domenica 9 gennaio 2011

Estate e inverno

Pedalare per sport non è esattamente la stessa cosa in ogni stagione dell'anno: l'inverno è freddo e umido e piovoso, caratteristiche tutte che il ciclista non ama. Ma la passione può essere forte al punto da pedalare in casa, come un criceto nella sua ruota, nell'attesa della primavera.

Pubblico dunque due video, assolutamente esibizionisti ed autocelebrativi e dunque assolutamente in linea con il mio carattere :-): estate ed inverno, viste dal ciclista...

Per il primo video, girato nel luglio del 2009 sulle splendide strade dell'alta Val Trompia, ringrazio Cristina, per le riprese, e Sara, che ha guidato "l'ammiraglia". Per il secondo, Cristina, autrice delle riprese della seconda parte (le prime sono mie), e me stesso, per l'inaspettata abilità mostrata nel montaggio (e KDEnlive per la facilità d'uso ;-)).



mercoledì 1 settembre 2010

Anello aperto

Duecento metri in bici contro un sole forte e basso, completamente accecante, hanno avuto successo dove un corso di Fondamenti di Automatica non aveva lasciato altro che consapevolezza teorica ma nessuna esperienza pratica: provate voi a pedalare in anello aperto, senza nemmeno un polo nell'origine...

lunedì 12 luglio 2010

Scalate alpine 2010

Ho pubblicato alcune fotografie (di bassa qualità: del resto, non mi porto certo la macchina fotografica quando esco in bici!) dei luoghi che ho raggiunto, pedalando, alla fine di giugno. Eccole qui, in tutto il loro splendore!

domenica 11 luglio 2010

La scommessa di Pascal

Scendevo dal Monte Maddalena in bicicletta, ed ho ripensato alla scommessa di Pascal. All'idea della fede come frutto di una considerazione basata sulla probabilità: credo perché se Dio (nel senso di quello cristiano-cattolico) esiste il vantaggio sarà enorme, se non esiste sarò vissuto più serenamente di quanto sarei stato non credendo, o comunque non mi sarà costato molto.

A proposito di questo modo di ragionare, mi è tornato in mente un aneddoto su Niels Bohr, fisico danese tra i padri della fisica moderna: si narra che un giornalista, notando un ferro di cavallo appeso sopra l'ingresso del suo studio, gli abbia chiesto "Ma come, professore, lei crede a queste cose?", e che Bohr abbia risposto "Certamente no, ma dicono funzioni lo stesso!". Superstizione e religione, in fondo, sono due manifestazioni dello stesso tipo di fenomeno: regolare la propria vita sulla base di credenze improbabili (nel senso etimologico, che non possono essere provate). Così mi sono ritrovato a riflettere sulla differenza tra scelta di comodo (eventualmente contraria alle proprie convinzioni razionali) e comportamento coerente con le proprie posizioni.

Al di là della dubbia validità generale di frasi come "sarò vissuto più serenamente" (personalmente sono molto più sereno, vorrei dire più felice, da quando mi sono emancipato da un certo tipo di credenza per considerarmi libero di pensare), mi sono trovato a fare una riflessione: se davvero esiste un dio come quello delle religioni monoteiste, davvero apprezzerà chi avrà creduto sulla base di un "ragionamento" come quello di Pascal più di chi non avrà creduto assumendosi responsabilità e libertà della propria scelta? Mi sono ricordato di una  frase di Woody Allen, che ben riassume ciò che penso in proposito: per te sono uno sporco ateo, ma per Dio sono una leale opposizione. E mi sono sorpreso a sorridere, pensando che davvero vorrei vedere, come si chiede Guccini, "chi è assunto in cielo pur tra mille ragioni tra noi e la massa dei rompicoglioni"...

Dedicato a Pascal, il linguaggio di programmazione più che il filosofo.

lunedì 7 giugno 2010

Rifrazioni

Sole ed asfalto, si sa, sono un buon terreno per la nascita di idee e pensieri.

Ieri faceva caldo, e c'era asfalto a volontà.Tra le altre cose, mi è venuto da pensare - se mai pensare è un termine adatto a ciò che si fa mentre si pedala:

- che quando una nuova idea ci colpisce suscita in noi riflessione, ma che la vera ricchezza non sta nella riflessione totale, quanto nella parte che rifrange, ci attraversa, diventa parte di noi e con noi cambia - il relativismo come rifrazione, l'assolutismo (Ratzinger, bin Laden) come riflessione totale

- che il giro di Olano, singolarmente, è stato vinto da Tonkov [questa è per Matteo]

- che sarebbe curioso sapere chi sia il cuoco che prepara i tagliolini al pesto per Daniele Silvestri: non è il caso di andare al suo ristorante - la canzone invece è molto ciclistica, la ricordo come colonna sonora del Giro 2001... il Giro di Frigo, singolarmente vinto da Simoni

giovedì 23 luglio 2009

Di Luca

Di Luca, vincitore del Giro d'Italia 2007, commenta così la notizia della sua positività a due controlli antidoping effettuati durante il Giro 2009: "Se le controanalisi confermeranno la positività smetterò di correre".

Ora, da un punto di vista puramente logico la suddetta proposizione sta in piedi benissimo. Dal punto di vista connotativo, tuttavia, vale la pena di chiarirla: se le controanalisi confermeranno la positività, Di Luca smetterà di correre, ma non per scelta propria, o comunque non solo: smetterà perché verrà condannato ad un paio di anni di squalifica, e dopo la squalifica probabilmente non riprenderà, essendo oggi trentatreenne...