lunedì 12 luglio 2010

Scalate alpine 2010

Ho pubblicato alcune fotografie (di bassa qualità: del resto, non mi porto certo la macchina fotografica quando esco in bici!) dei luoghi che ho raggiunto, pedalando, alla fine di giugno. Eccole qui, in tutto il loro splendore!

domenica 11 luglio 2010

La scommessa di Pascal

Scendevo dal Monte Maddalena in bicicletta, ed ho ripensato alla scommessa di Pascal. All'idea della fede come frutto di una considerazione basata sulla probabilità: credo perché se Dio (nel senso di quello cristiano-cattolico) esiste il vantaggio sarà enorme, se non esiste sarò vissuto più serenamente di quanto sarei stato non credendo, o comunque non mi sarà costato molto.

A proposito di questo modo di ragionare, mi è tornato in mente un aneddoto su Niels Bohr, fisico danese tra i padri della fisica moderna: si narra che un giornalista, notando un ferro di cavallo appeso sopra l'ingresso del suo studio, gli abbia chiesto "Ma come, professore, lei crede a queste cose?", e che Bohr abbia risposto "Certamente no, ma dicono funzioni lo stesso!". Superstizione e religione, in fondo, sono due manifestazioni dello stesso tipo di fenomeno: regolare la propria vita sulla base di credenze improbabili (nel senso etimologico, che non possono essere provate). Così mi sono ritrovato a riflettere sulla differenza tra scelta di comodo (eventualmente contraria alle proprie convinzioni razionali) e comportamento coerente con le proprie posizioni.

Al di là della dubbia validità generale di frasi come "sarò vissuto più serenamente" (personalmente sono molto più sereno, vorrei dire più felice, da quando mi sono emancipato da un certo tipo di credenza per considerarmi libero di pensare), mi sono trovato a fare una riflessione: se davvero esiste un dio come quello delle religioni monoteiste, davvero apprezzerà chi avrà creduto sulla base di un "ragionamento" come quello di Pascal più di chi non avrà creduto assumendosi responsabilità e libertà della propria scelta? Mi sono ricordato di una  frase di Woody Allen, che ben riassume ciò che penso in proposito: per te sono uno sporco ateo, ma per Dio sono una leale opposizione. E mi sono sorpreso a sorridere, pensando che davvero vorrei vedere, come si chiede Guccini, "chi è assunto in cielo pur tra mille ragioni tra noi e la massa dei rompicoglioni"...

Dedicato a Pascal, il linguaggio di programmazione più che il filosofo.

sabato 10 luglio 2010

Destra e sinistra alla macchinetta del caffè

Alla macchinetta del caffè, in realtà, c'era praticamente solo sinistra: per la nota legge secondo cui i legami sociali si creano soprattutto tra persone che la pensano allo stesso modo, ma anche - forse - per via del fatto che persone che svolgono lo stesso lavoro hanno, probabilmente, una forma mentis abbastanza simile.

Così destra e sinistra erano, più che altro, nei discorsi: una specie di gioco, più precisamente, su che cosa sia "di sinistra" e che cosa "di destra".

La "classificazione" non riguardava tuttavia valori, scelte, abitudini. Non direttamente, almeno. Troppo facile notare come il senso di avversione per chi sta al potere sia tipicamente "di sinistra" (Cattivo Maestro) o come l'evasione fiscale sia generalmente "di destra" (io).

In questo caso si è cominciato parlando di sport, per poi continuare con gli animali. Un "gioco", appunto, "da macchinetta del caffè": buono per passare il tempo, e per fare il punto su una serie di sentori e luoghi comuni, nella profonda e relativista convinzione che le persone, al solito, siano molto più sfaccettate, e molto migliori, di qualunque generalizzazione od etichetta.

E quindi.

Il rugby è di sinistra, tennis e golf sono di destra. Matteo precisa che il tennis sarà anche (purtroppo) di destra, ma che Nadal certo non lo è, Federer chissà. Beatrice, successivamente, sostiene appassionatamente che quest'ultimo è troppo perfetto per essere di destra. Di sinistra il ciclismo, lo sci di fondo ed in generale gli sport di fatica, di destra lo sci alpino. Gli sport di squadra idealmente sono di sinistra, anche se il confine che divide collaborazione e collegialità (sinistra) dal cameratismo (destra) è sempre piuttosto labile: di sinistra gli sport, non necessariamente (spesso anzi no) le persone che li praticano. Qualcuno chiede notizie della scherma, che non esito ad etichettare come decisamente fascista, per non parlare del tiro al piattello...

Si passa a parlare di animali, pare che il cane passi per essere di sinistra (con il mio parere contrario), anche se nessuno nega che un rottweiler od un dobermann siano piuttosto di destra (stanno ai cani come i SUV alle automobili: prepotenza ed aggressività). Chiedo notizie del gatto, Alberto mi risponde che il gatto è decisamente anarchico: rifiuta il potere ed il controllo (per contro il cane, che di un padrone ha quasi bisogno, continua a sembrarmi un ottimo candidato per essere etichettato come destrorso).

Si sarebbe  potuto continuare, passando in rassegna i cibi (il caviale è di destra? Il pesto di sinistra? Ok ok, il pesto - cromaticamente - mi sembra un buon leghista, Genova tuttavia è decisamente troppo meridionale perché l'etichetta vada a buon fine :-)), le vacanze (mare e montagna, come siamo messi? Laghi di destra, decisamente), i passatempi (di sinistra l'orto sul balcone, di destra il giardiniere che ti sistema il giardino)... qualcuno però ha suggerito che la barca a motore sia di destra e quella a vela di sinistra, ed il pensiero di D'Alema classificato come sinistra ha consigliato di concludere la pausa caffè., non senza una qualche sensazione di sgomento...

mercoledì 30 giugno 2010

Roma ladrona

"Roma ladrona, la Lega non perdona": tipico ed intramontabile slogan leghista, al pari di "Padroni a casa nostra": frasi che non è infrequente trovare scritte nei posti più disparati, dai cassonetti (a freudiana indicazione di come un certo modo di pensare dovrebbe essere catalogato dall'umanità: spazzatura) alle porte dei bagni dell'università (a dimostrazione che certi luoghi, oltre all'espulsione dei rifiuti del metabolismo, stimolano anche quella della stupidità).

"Roma ladrona, la Lega non perdona" come opposizione ideologica (con licenza parlando: si tratta pur sempre del partito di Bossi e Calderoli!) ad un certo modo di vedere la politica: occasione per arricchirsi, realtà permeata dal nepotismo e dai favoritismi agli amici degli amici, i cui costi ricadono sulla collettività.

Nulla di non condivisibile, anche se sarei curioso di sapere quanti leghisti hanno letto La Casta.

Ho avuto occasione di ripensarci nei giorni scorsi, nel paesino di montagna - in cui la Lega alle ultime elezioni politiche ha superato, da sola, il 50% dei voti - in cui vado da anni. Sul "corso" principale, accanto alla chiesa, si trova un negozio di articoli vari per la casa e per la montagna (io stesso ho il vago ricordo di aver acquistato proprio lì i miei scarponi: cosa che ovviamente ora non rifarei), chiuso da qualche anno. In particolare, da quando il figlio della proprietaria è stato eletto deputato della Lega Nord, e la signora che gestiva il negozio, in perfetto stile Roma ladrona, ha deciso di seguirlo a Roma stipendiata (da me, da ognuno di voi) come sua portaborse.

Nulla in confronto a tante altre cose, una goccia se confrontata col mare di un figlio di papà con stipendio che sfamerebbe sei o sette insegnanti, consigliere regionale in virtù del cognome e della maturità strappata, al quarto tentativo, alla tenera età di ventidue anni (per inciso: considerando tutte le mie conoscenze, non penso di riuscire a totalizzare tre bocciature, non dico nello stesso anno, ma nell'intera carriera scolastica).

Una goccia, certo, ma un eloquente segno che, di fronte ai privilegi della "casta" ed al colore dei soldi, anche la Lega, in fondo, perdona eccome...

mercoledì 16 giugno 2010

Dedica (o un meta-post)

Mi piacciono, dei libri, le dediche (mi piacciono anche i libri: le dediche, tuttavia, mi sembrano sempre molto interessanti. Fantastiche le introduzioni di Asimov, ma quella è un'altra storia).

La dedica del romanzo che sto leggendo, tra quelle che ho letto e che  ricordo, ai miei occhi si distingue dalle altre.

(E comunque avevo voglia di trascriverla, il blog è mio ed in ultima analisi non devo rendere conto a qualcuno del perché di una citazione, fosse anche di una dedica)

Dedicato alle bestie e alle stelle, che non si curano del libero arbitrio e dell'immortalità. [Philip J. Farmer]

martedì 15 giugno 2010

Perversioni

Lo stesso giovane e brillante funzionario comprese come liberare la Terra da tutti i pervertiti. In qualche punto dell'universo esisteva un pianeta sul quale una particolare perversione terrestre era considerata non solo normale ma altamente desiderabile. Aveva eseguito un'altra ricerca, e ben presto la Compagnia aveva pubblicato un'inserzione che offriva posti di lavoro a feticisti, masochisti, sadici, seviziatori di bambini, razzisti, militari di professione, tossicomani, alcolizzati, collezionisti di armi, motociclisti, zoofili, esibizionisti, fanatici religiosi, socie iscritte all'Unione femminile cristiana della temperanza, e appassionati di fantascienza.

[Philip Josè Farmer, "Venere sulla conchiglia", cap. 3]

Per un attimo ho pensato di essere escluso: poi - dulcis in fundo - ecco aggiungersi all'elenco gli appassionati di fantascienza :-)!

venerdì 11 giugno 2010

Il perché di una pagina bianca

[caption id="" align="alignnone" width="220" caption="Bavaglio"]Bavaglio[/caption]

Bavaglio

Ecco dunque in dirittura d'arrivo la soluzione finale ai problemi della maggioranza di governo e del nostro piccolo dittatore: una legge, definita bavaglio praticamente da tutti - libera stampa, magistratura, forze di polizia, cittadini di destra e di sinistra - che rende più difficile, direi difficilissimo, perseguire le attività criminali (soprattutto quelle legate al crimine organizzato, venga da mafie o da cricche), e praticamente impossibile informare in proposito i cittadini.

Legalità ridotta alla volontà del governo. Informazione ridotta alla volontà del governo. Sicurezza dei cittadini abbattuta pur di nascondere verità scomode per il governo e per gli amici degli amici...

Ho appena concluso la lettura dello splendido libero "La casa degli spiriti", in cui Isabel Allende racconta la storia di una famiglia cilena sullo sfondo dell'instaurazione del regime di Pinochet. Spaventose le analogie con la realtà italiana di questi giorni, dai bavagli all'informazione ai vincoli alla magistratura.

Il primo ricordo netto e chiaro di un evento storico che ho è del 1987, la caduta del regime di Pinochet. Spero che il prossimo a cadere sia quello che ci governa.

giovedì 10 giugno 2010

Giovanardi ed i gay

Abbiamo gente così, al governo.

Per cui la logica è un optional e le Sacre (o presunte tali) Scritture, ma soprattutto la lobby di potere che se ne propone come interprete, vengono prima delle libertà personali e del diritto all'uguaglianza.

mercoledì 9 giugno 2010

Eredità tradite

"Figliolo, la Santa Madre Chiesa sta a destra, ma Gesù Cristo è sempre stato a sinistra"

[padre Josè Dulce Maria, ne "La casa degli spiriti" di Isabel Allende]