Viene spontaneo chiedersi in quale paese civile e democratico il direttore del telegiornale della più grande rete televisiva pubblica potrebbe permettersi di definire "capro espiatorio" un figuro condannato definitivamente, ed in contumacia, dalla magistratura.
In nessuno, è la risposta. Il che non fa che confermare che l'Italia non è un paese civile né democratico.
UPDATED: ecco, appunto: Due dita negli occhi della Storia
"Due strade trovai nel bosco, ed io scelsi la meno battuta: ed è per questo che sono diverso." [Robert Frost]
giovedì 14 gennaio 2010
martedì 12 gennaio 2010
lunedì 11 gennaio 2010
Dubbiosamente ovunque
Credono che io abbia il dono dell'ambiguità!
domenica 10 gennaio 2010
Figuracce nordafricane
Abbiamo fatto una figura maghrebina!
sabato 9 gennaio 2010
Bibliotecando
Ci pensavo da tempo: redigere un elenco di tutte le "cose" che ho letto.
Che se poi ci si pensa, e si ha anche solo vagamente presente il disordine - preferisco: l'entropia - che accompagna il mio fisico muovermi per il mondo, suona perlomeno inaspettata questa pulsione verso un qualche sistema di catalogazione.
E tuttavia forse una spiegazione c'è: per via del solito, ben noto amore per l'astrazione (dire "tempio" e non "chiesa", dire "animale" e non "cane", in tutti i contesti in cui ciò che conta è l'essere tempio, od animale, e non l'essere chiesa, o cane; ma come la mettiamo con i cani in chiesa?), figlio forse un po' anche del mestiere che faccio, un ordine teorico, per regole, od un ordine relativo, per classificazione, mi attraggono ed appagano molto più di qualunque ordine "vero" (se un libro "al suo posto" può mai essere, in qualche modo, più vicino ad una qualche ombra di Verità (ma per piacere!) di un fumetto abbandonato di sghimbescio sul comodino), pratico.
Oppure, semplicemente: è un modo per non dimenticare, col passare del tempo, il (lungo?) elenco di letture "a prestito" (amici, biblioteche) od "imposte" (scuola).
In ogni caso, il risultato è questo: per quel (poco) che conta.
Che se poi ci si pensa, e si ha anche solo vagamente presente il disordine - preferisco: l'entropia - che accompagna il mio fisico muovermi per il mondo, suona perlomeno inaspettata questa pulsione verso un qualche sistema di catalogazione.
E tuttavia forse una spiegazione c'è: per via del solito, ben noto amore per l'astrazione (dire "tempio" e non "chiesa", dire "animale" e non "cane", in tutti i contesti in cui ciò che conta è l'essere tempio, od animale, e non l'essere chiesa, o cane; ma come la mettiamo con i cani in chiesa?), figlio forse un po' anche del mestiere che faccio, un ordine teorico, per regole, od un ordine relativo, per classificazione, mi attraggono ed appagano molto più di qualunque ordine "vero" (se un libro "al suo posto" può mai essere, in qualche modo, più vicino ad una qualche ombra di Verità (ma per piacere!) di un fumetto abbandonato di sghimbescio sul comodino), pratico.
Oppure, semplicemente: è un modo per non dimenticare, col passare del tempo, il (lungo?) elenco di letture "a prestito" (amici, biblioteche) od "imposte" (scuola).
In ogni caso, il risultato è questo: per quel (poco) che conta.
lunedì 4 gennaio 2010
Eclipse 3.5.x su Karmic Koala
Dovesse servire a qualcuno... due parole (qui in italiano) su alcuni malfunzionamenti di Eclipse 3.5.x su Ubuntu 9.10 (Karmic Koala).
sabato 2 gennaio 2010
venerdì 25 dicembre 2009
giovedì 24 dicembre 2009
Le radici pagane dell'Europa
Quello sulle mitiche "radici cristiane dell'Europa" è uno dei ritornelli più frequenti dell'attualità politico-confessionale, soprattutto da quando il progetto di Costituzione Europea s'è orientato verso l'esclusione di riferimenti a tale mitologia.
Se ne parla tuttavia parecchio, generalmente dall'alto di scientificissime posizioni di fede, spesso più con l'intento di presentarsi come difensori della Fede (l'unica con la maiuscola :-)) mendicando l'appoggio politico delle gerarchie vaticane (piuttosto di bocca buona, tra l'altro, quando si tratta di concederlo).
C'è chi obietta che l'Europa moderna, quella che con un termine piuttosto sgradevole viene correntemente definita occidentale, affonda le radici di tale modernità nella Rivoluzione Francese, c'è chi ribatte che il substrato cristiano (o giudaico-cristiano, per chi con sprezzo del pericolo azzarda un'estensione del concetto al popolo deicida) è ad essa temporalmente precedente, non facendo altro che sottolineare la debolezza di qualunque discorso che basi la legittimazione di una presunta "origine" su basi meramente temporali. E' la solita questione: c'è chi sostiene che noi Lombardi avremmo origine celtiche, fissando per comodità e proprio tornaconto l'inizio della nostra storia in un preciso periodo storico, come se non bastasse fermarsi a tempi più recenti, od andare parecchio più indietro, per affermare (dio non voglia!) che le nostre origini sono romane, o che siamo tutti Africani.
Esemplare, in questo senso, è l'origine della festività che i cristiani festeggiano domani. Dopo lungo e faticoso peregrinare tra marzo, aprile e maggio, la nascita di Gesù (detto il Cristo) venne fissata, nel quarto secolo e.v., al 25 dicembre, andando così a sovrapporsi alla tradizionale festa pagana del "Sol Invictus": la festa cioè del sole che, tre giorni dopo il solstizio, riprende a salire nel cielo, a simboleggiare la rinascita della natura. Anche in questo caso, facendo un ulteriore passo indietro nel tempo, ci si imbatte però in un'origine ancora diversa della stessa ricorrenza: il mito della resurrezione (nulla di nuovo, no?) del dio egizio Osiride, cronologicamente collocata in corrispondenza dello stesso riferimento astronomico di cui sopra.
Ohibò: che la nostra cara, vecchia Europa, le cui radici giudaico-cristiane sono sotto gli occhi di tutti, si appresti a festeggiare una ricorrenza nientepopodimenoche egizia? O pagana?
Personalmente, da uomo di ragione e non di fede, preferisco rallegrarmi delle giornate che - per motivi astronomicamente noti e razionalmente spiegati - ricominciano ad allungarsi, limitandomi ad augurare a tutti i Cristiani un sereno Natale, ai Pagani una lieta festa del sol invictus, a chi segue la religione dell'Antico Egitto una buona resurrezione di Osiride, ed a tutti i miei liberi simili un ottimo 25 dicembre.
Se ne parla tuttavia parecchio, generalmente dall'alto di scientificissime posizioni di fede, spesso più con l'intento di presentarsi come difensori della Fede (l'unica con la maiuscola :-)) mendicando l'appoggio politico delle gerarchie vaticane (piuttosto di bocca buona, tra l'altro, quando si tratta di concederlo).
C'è chi obietta che l'Europa moderna, quella che con un termine piuttosto sgradevole viene correntemente definita occidentale, affonda le radici di tale modernità nella Rivoluzione Francese, c'è chi ribatte che il substrato cristiano (o giudaico-cristiano, per chi con sprezzo del pericolo azzarda un'estensione del concetto al popolo deicida) è ad essa temporalmente precedente, non facendo altro che sottolineare la debolezza di qualunque discorso che basi la legittimazione di una presunta "origine" su basi meramente temporali. E' la solita questione: c'è chi sostiene che noi Lombardi avremmo origine celtiche, fissando per comodità e proprio tornaconto l'inizio della nostra storia in un preciso periodo storico, come se non bastasse fermarsi a tempi più recenti, od andare parecchio più indietro, per affermare (dio non voglia!) che le nostre origini sono romane, o che siamo tutti Africani.
Esemplare, in questo senso, è l'origine della festività che i cristiani festeggiano domani. Dopo lungo e faticoso peregrinare tra marzo, aprile e maggio, la nascita di Gesù (detto il Cristo) venne fissata, nel quarto secolo e.v., al 25 dicembre, andando così a sovrapporsi alla tradizionale festa pagana del "Sol Invictus": la festa cioè del sole che, tre giorni dopo il solstizio, riprende a salire nel cielo, a simboleggiare la rinascita della natura. Anche in questo caso, facendo un ulteriore passo indietro nel tempo, ci si imbatte però in un'origine ancora diversa della stessa ricorrenza: il mito della resurrezione (nulla di nuovo, no?) del dio egizio Osiride, cronologicamente collocata in corrispondenza dello stesso riferimento astronomico di cui sopra.
Ohibò: che la nostra cara, vecchia Europa, le cui radici giudaico-cristiane sono sotto gli occhi di tutti, si appresti a festeggiare una ricorrenza nientepopodimenoche egizia? O pagana?
Personalmente, da uomo di ragione e non di fede, preferisco rallegrarmi delle giornate che - per motivi astronomicamente noti e razionalmente spiegati - ricominciano ad allungarsi, limitandomi ad augurare a tutti i Cristiani un sereno Natale, ai Pagani una lieta festa del sol invictus, a chi segue la religione dell'Antico Egitto una buona resurrezione di Osiride, ed a tutti i miei liberi simili un ottimo 25 dicembre.
mercoledì 23 dicembre 2009
Coperte e panini
Chiaramente, l'ad di Trenitalia che suggerisce a chi debba viaggiare in treno di portare con sé coperte, panini ed acqua rappresenta una notevole uscita comica. Od un'ammissione di colpa ed impotenza che, in qualunque Paese minimamente civile, andrebbe di pari passo con le dimissioni di chi guida il servizio ferroviario nazionale.
Tuttavia Trenitalia pare aver deciso di superare se stessa, e sul suo servizio online di aggiornamento sui ritardi (e le cancellazioni, e le modifiche dei percorsi) dei treni consiglia... di non prendere il treno!!!
Tuttavia Trenitalia pare aver deciso di superare se stessa, e sul suo servizio online di aggiornamento sui ritardi (e le cancellazioni, e le modifiche dei percorsi) dei treni consiglia... di non prendere il treno!!!
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