martedì 26 febbraio 2008

Abitudini che non cambiano

«Il reverendissimo monsignor Pallanteri pronotario apostolico di Roma, ordina et comanda che tutti li medici e barbieri che medicheranno delli feriti siano tenuti a denunziare li nomi et cognomi di essi feriti e non debbano curarli ne raccattarli ne medicarli se non volessero specificare li nomi loro sotto la pena di scudi venticinque d’oro et tratti di fune da darsi in pubblico». Bando Generale del governo di Roma 15 gennaio 1566
[Tratto dal libro «Editti e bandi romani del XVI secolo» a cura di Annamaria Corbo]

Non si può dire che sia molto cambiato il tentativo di dare ordini ai medici, indipendentemente dalla salute dei pazienti...

lunedì 25 febbraio 2008

Calcio

Parliamo di calcio, oggi. Lo sport, non l'elemento chimico (numero atomico 20, ndr).

Parliamo di sviste (certe) e favori (presunti) degli arbitri italiani. Un amico qualche settimana fa mi accusava di sostenere una posizione simile a quella degli juventini di qualche anno fa (dal suo punto di vista non credo suonasse come un'accusa, ma per me il paragone con i bianconeri non è certo una cosa gradevole, e la vedo come un'offesa da lavare...): gli avevo - lo ammetto: incautamente - detto che l'Inter sino ad ora ha avuto probabilmente qualche favore di troppo, ma che probabilmente anche senza questi favori in molti casi avrebbe vinto lo stesso.

Ho riflettuto su quella che ritenevo un'offesa, e sono giunto ad una conclusione. C'è differenza tra i miei commenti e quelli degli juventini del periodo Moggi, e questa differenza consiste nel fatto che io mi dico dispiaciuto degli errori a favore della mia squadra del cuore, dispiaciuto al punto da essere contento quando, come mi è capitato stamattina, mi capita di leggere di un probabile errore (un rigore non dato, per la cronaca) contro la squadra per la quale tifo.

Mai sentito nulla del genere da juventino alcuno. Ma in fondo quelli difendevano il sistema Moggi, che ci si poteva aspettare ?

venerdì 22 febbraio 2008

giovedì 21 febbraio 2008

Chi ha tempo di decidere

Vignetta niente male su come vengono prese (più ottimisticamente, su come può essere che vengano prese) molte decisioni...

mercoledì 20 febbraio 2008

Caos calmo

Grande clamore hanno suscitato negli ultimi giorni le considerazioni ecclesiastiche sulla scena di sesso presente nel film "Caos calmo", di recente uscito nella sale italiane. In particolare, è stato al centro di parecchie considerazioni questo commento di Nicolò Anselmi, uno dei responsabili della CEI nonché di movimenti per i giovani. Al di là di alcune ovvie considerazioni - che ne sanno i preti di sessualità, sarò un caso che attacchino proprio un attore "politico" come Moretti, adesso vogliono occuparsi anche di sceneggiature cinematografiche... e così via - certamente non nuove, mi sono sorpreso a pensare quasi con divertimento alla cosa. Don Anselmi scrive "mi sarei aspettato una scena romantica, soffusa, tenera… magari un momento d’amore aperto alla vita, ad un figlio.". Troppo facile rispondere "E allora ?" Io, ne "La Sirenetta", mi sarei aspettato che la protagonista non morisse... "E allora ?". La cosa che mi ha fatto sorridere è stata constatare che questo ennesimo esempio di interventismo delle gerarchie cattoliche nei campi più disparati - per citare la Littizzetto, non mi stupirei che Eminems si esprimesse, a breve, sulle sue preferenze circa i colori e le fantasie delle tende... - costituisce in qualche modo un netto passo avanti rispetto alle precedenti sparate di carattere cinematografico: ricorderete infatti che Ratzinger, un paio di anni fa, esternò - Papa da poco - contro il fatto che bambini e giovani seguissero le avventure di Harry Potter, colpevoli di dare un'idea della realtà diversa da quella "vera" e non sostenuta da prove. Così, come un'immacolata concezione qualunque: non si fa, caro Harry.

Dai film sui maghetti siamo passando al cinema "serio": un passo avanti, no ? Chissà che prossimamente non abbiamo modo di conoscere anche i gusti ecclesiastici a proposito di documentari...

Paura !

Che spavento ! Apro il sito del Corriere e leggo: L'appello di Fini: "Voto utile è Pdl o PD". L'irritazione di Casini: "Sono alla frutta". Al di là dell'ovvio commento "per la serie ci eravamo tanto amati", sono stato spaventato da una cosa: ieri sera, come conseguenza degli attacchi di Sua Falsità Fini alla scelta di Casini di correre da solo alle prossime elezioni politiche, ho pensato la stessa cosa di Pierferdy: hanno l'acqua alla gola, se attaccano in questo modo l'ex alleato. Considerazione che porta buon umore, ovviamente, come buon umore portano gli altri segni dell'evidente affanno berlusconiano (Fini ormai altro non è che un berlusconiano come gli altri). Ma ammetterete che trovarsi d'accordo con Casini non è esattamente un buon modo per iniziare la campagna elettorale...

martedì 19 febbraio 2008

Occhetto

Ricordo il significato della cosiddetta "Svolta della Bolognina", ricordo le lacrime di Occhetto - e non solo - quando il Partico Comunista Italiano cambiò nome, e divenne PDS. Ricordo queste cose, come le può ricordare chi nel 1991 era un ragazzino di 13 anni. Ci ripensavo qualche giorno fa, pensavo che sono sempre stato elettore di Rifondazione Comunista da quando - 1996 - ho votato per la prima volta, pensavo che, proprio ora che sto considerando l'idea di votare, alle prossime elezioni politiche, per il Partito Democratico, mi rendo conto che mi dispiace, non aver mai avuto la possibilità di votare per il PCI... mi rendo conto che è una cosa che ad Occhetto non perdonerò tanto facilmente, dovessi votare per altri cento anni, benché sappia benissimo che, in fondo, si tratta solo di un nome...

Follia in bicicletta

D'accordo, non è il mio genere di ciclismo. Ma questo video, che mostra due biker all'opera su un percorso a dir poco folle, è davvero splendido ! [Grazie ad Enrico per la segnalazione.]

lunedì 18 febbraio 2008

Prima salita

Venerdì scorso, in tarda mattinata, prima salita in bicicletta, approfittando della festa del patrono di Brescia che ha portato un giorno di vacanza dal lavoro. Il tempo era magnifico, c'era uno splendido sole ed il freddo non era particolarmente pungente... non come sabato e domenica, almeno !

Così ho deciso di affrontare la prima salita della stagione, staccandomi per una volta dagli itinerari tutta pianura percorsi sin qui. Sono dunque salito a Lodrino dal lato facile, quello valtrumpino, e sono rientrato seguendo a ritroso la strada percorsa all'andata. In salita mi sono trovato bene, non ho fatto particolare fatica - la salita non è certo proibitiva, e per il primo tratto è anzi assai pedalabile, ma si tratta comunque di circa 7 km di salita, primo assaggio di "strada che sale" da parecchi mesi a questa parte - ed ho avuto modo di ritrovare tutte le sensazioni che si provano quando la strada di alza sotto le ruote. La discesa non è stata fredda come temevo, tranne del tratto - poco più di mezzo km - nel quale le pendici della montagna mettono la strada in ombra: in quei pochi minuti davvero ho avuto la sensazione che qualche parte del mio corpo, congelata, si sarebbe staccata e sarebbe rotolata via.

Una bella pedalata, in ogni caso, ed un assaggio di "montagna" che è stato un peccato non poter ripetere ieri, a causa del freddo e dell'umido di una giornata uggiosa...

giovedì 14 febbraio 2008

Software chiuso

Sono in Università, sto assistendo gli alunni di Fondamenti di Informatica B durante una delle prime esercitazioni sull'utilizzo del linguaggio Java. Tra una richiesta di aiuto e l'altra navigo sul computer che ho a disposizione. E sul quale ho appena scoperto una cosa che mi ha lasciato contrariato, oltre che sorpreso: l'università di Brescia, cioè lo stato, cioè (anche) io, paga a Micro$oft una licenza di Office per ogni pc di ogni laboratorio. Anche per quei PC sui quali mai e poi mai nessuno avrà necessità di scrivere un documento word o di utilizzare un foglio di calcolo.

E lo fa l'Università, istituzione che, più di tutte, dovrebbe comprendere il valore del software libero e favorirne la diffusione, che è diffusione di (occasioni di) conoscenza e di crescita, oltre che mezzo per rimanere laderenti a standard aperti ed indipendenti da scelte proprietarie di singoli produttori commerciali di software. Che dire: una delusione...

Travaglio

Ieri sera sono andato ad un incontro con Marco Travaglio sul tema "Diritto all'informazione": il noto giornalista ha parlato dei rapporti tra politica ed informazione, delle "riforme" (si fa per dire) che, negli ultimi anni e ad opera di governi di entrambi gli schieramenti, hanno portato ad una progressiva riduzione della libertà d'informazione dei cittadini, delle riforme ancora non realizzate ma già in programma. Nell'interesse dei cittadini, ovviamente !, a sentire i diswcorsi del cavalier Banana così come di parte dello schieramento a lui avverso.

Al di là dei problemi che certo l'informazione ha in Italia, soprattutto grazie ai cinque anni di regno della destra (si fa per dire), ma purtroppo grazie anche al contributo di parte della sinistra (vedi riforma del (cosiddetto) "giusto processo", vedi legge Boato sull'utilizzo delle intercettazioni a carico di parlamentari), la cosa che di questa serata mi ha molto colpito, e mi è sembrata importante, è stata la grandissima quantità di persone presenti: l'aula magna della scuola presso la quale l'incontro era organizzato era stracolma, di persone sedute e di persone in piedi, fitte fitte come ad un concerto. Altre persone, vista la ressa, sono rimaste fuori, nei corridoi o nel cortile della scuola. Penso si tratti di un segno importante della volontà di cambiare in qualche modo il rapporto tra cittadini "normali" (quelli che se delinquono pagano, tanto per dire) e politici: non più un rapporto di passiva accettazione, da parte dei cittadini, di decisioni prese dai politici per i propri interessi invece che per quelli del Paese, bensì un rapporto di partecipazione alle scelte ed alla vita delle istituzioni. C'è interesse, tra la gente, quanto forse non ce n'è mai stato: sarebbe davvero bello che da questo interesse nascesse un movimento di persone oneste in grado di liberarci da cavalieri, intelligentissimi (si fa per dire) dalemi, pietosi e servili ex fascisti, mastelli vari e compagnia bella...

mercoledì 13 febbraio 2008

Ma la destra ride della destra ?

Dice qualcuno che la grande differenza tra sinistra e destra sta nel fatto che tutti i comici sono di sinistra, perché a destra sono i politici stessi ad essere comici (in genere, si crede, involontari).

Certo è che, se è vero che i comici sono in larga parte di sinistra (ma chi può poi dirlo veramente ?), è vero anche che quasi tutti i comici, in primis quelli dichiaratamente di sinistra (penso a Crozza od ai fratelli Guzzanti), fanno oggetto dei loro sfottò i politici di sinistra così come quelli di destra. La sinistra dunque sa ridere - e far ridere - di se stessa: dei "ma anche" di Veltroni, della supponenza di D'Alema, del tono da parroco di Prodi, dei portaocchiali di Bertinotti. Si prende in giro per scelte non troppo felici - soprattutto dal punto di vista della "base" - come quella della candidatura a premier di Rutelli del 2001, ride - anche se è un riso amaro - del timore reverenziale nei confronti degli avversari o delle istituzioni religiose quando si tratta di toccare temi importanti, quali il conflitto d'interessi o i diritti degli omosessuali.

E critica, la sinistra: critica se stessa, critica le titubanze dei propri rappresentanti politici, l'incapacità, salvo rare eccezioni, di imporre il proprio programma e le proprie idee nonostante l'opposizione delle lobby e dei poteri forti: Chiesa cattolica e poteri economici prima di tutto.

Critica se stessa, la sinistra: a volte in modo quasi autolesionista, ma critica, ed è questo, credo, segno positivo di volontà di migliorarsi. Il dubbio come principio, in accordo con Descartes...

E la destra ?, mi sono chiesto riflettendo su questi aspetti della politica "percepita" dai non politici. La destra che fa ? Ride di se stessa, critica se stessa ? Ride dei trapianti di capelli del Nano nazionale, del calalebragh-ismo di Fini, del voltafaccismo neo-democristiano di Pierferdy, del celhodurismo un po' rammollito di Bossi & C ? Si secca per le promesse non mantenute, per i maneggi e le trame ad personam dei capi (e del Capo) ?

Chissà che non sia questa, invece, la differenza tra destra e sinistra... in una rapporto distorto con l'autocritica, eccessiva da un lato e praticamente assente dall'altro...

Trenitalia

Ieri sera, dopo il lavoro, sono corso in stazione a prendere il treno che mi avrebbe portato a Verona, da Cristina. Corso in senso letterale. Arrivato sul marciapiede del binario, ho sentito una voce che annunciava che il mio treno era stato soppresso a causa di un guasto al treno stesso. Il tutto alla fine s'è tradotto in un'attesa di una mezz'ora, sino al passaggio del convoglio successivo. Ho avuto però l'occasione di rilevare una prassi che trovo assolutamente illogica, e che ha dato luogo ad una discussione tra un ragazzo - come me rimasto "appiedato" dal guasto al treno - ed il ferroviere dell'ufficio Relazioni col Pubblico (ovviamente all'inglese: Customer Care). La questione è questa: abbiamo perso il treno perché il treno s'è guastato, e per salire sul treno successivo, di categoria superiore, dobbiamo pagare un supplemento. Ora, il problema non è la cifra - si tratta di circa un euro - quanto il principio: per colpa di Trenitalia perdo un treno, arrivo in ritardo, e devo anche pagare la differenza !!!

lunedì 11 febbraio 2008

In bicicletta fuori dai confini

Ripensavo questa mattina a come è evoluta la mia passione per la bicicletta, da passatempo delle mattine di giugno insieme con alcuni amici, alle superiori, ad unico sport praticato della mia età adulta... e pensavo che in qualche modo le evoluzioni del mio rapporto con la bicicletta (passatempo, sport, passione) corrispondono alle evoluzioni "geografiche" dei miei itinerari ciclistici. E mi è venuta la curiosità di ricordare i confini geografici che, pedalando, ho superato.

La prima volta che sono uscito dal comune di Brescia dev'essere stata alle superiori, ed il comune in questione sarà stato quello di Nave, o quello di Cellatica. La prima volta che sono uscito dalla provincia di Brescia sono in realtà uscito anche dalla regione Lombardia: immagino sia stato quando ho percorso un centinaio di km da Peschiera del Garda (VR, Veneto) a Lavis (TN, Trentino Alto Adige): due province e due regioni "estere", tutte in una volta !!! Quando fosse non so, ma direi durante i primi anni di università.

In altre occasioni i miei giri mi hanno portato a sconfinare in provincia di Sondrio (parecchie volte: Aprica, Mortirolo, Santa Cristina), di Bergamo (le prime volte semplicemente per andare a trovare un compagno di Università a Sarnico, poi anche verso il Passo del Vivione e della Presolana) , ancora Trento (fino al Tonale ed oltre). Un'estate, essendomi portato la bicicletta da corsa al mare, ho percorso un po' di strade nelle province di Oristano, Nuoro e Sassari.

Mi manca di superare i confini dell'Italia... anche in questo senso, il Giro delle Dogane, al quale sto cercando di prepararmi per l'estate che arriva, rappresenterebbe una bella novità...

Franciacorta "lungo"

Ieri mattina ho pedalato per circa due ore e cinquanta sulle splendide colline della Franciacorta, terra di vigneti che in qualche modo assomiglia, ciclisticamente, alle Fiandre (ok, in piccolo...).

Il freddo della prima ora mi ha fatto faticare parecchio, in accoppiata con un lieve vento che soffiava verso Brescia. Una volta raggiunta una temperatura corporea accettabile, però, mi sono goduto un bellissimo percorso che mi ha portato a salire e scendere per numerose colline, prima di rientrare a casa dopo quasi 80 km. Ho incontrato un sacco di gente, tanti ciclisti da soli ed anche qualche squadra: il sole era caldo, il cielo sereno, e sembrava quasi di essere in primavera. Un po' fredda, ma primavera.

Salire e scendere gli strappetti brevi e ripidi delle colline che costeggiano il lago d'Iseo ha fatto aumentare la mia voglia di riprendere a pedalare con la strada che si alza sotto il manubrio... mi sa tanto che nel prossimo fine settimana, se il tempo reggerà, mi lascerò tentare ed affronterò una salita di sei-sette km, senza particolari pendenze. Così, giusto per ricominciare...

Falsità

Che non fosse una persona sincera, l'avevamo intuito in tanti anni a parlare di dignità e calare i pantaloni davanti al capo, così come in occasione del recente family day, organizzato mentre metteva in cantiere una figlia (auguri) fuori dal matrimonio. Ma questa frase, recentissima, dello statista (si fa per dire) ex fascista le supera tutte:

«Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione. Se vuole fare il premier deve fare i conti con me, che ho pure vent’anni di meno. Mica crederà di essere eterno... Lui a Palazzo Chigi non ci tornerà mai. Per farlo ha bisogno del mio voto, ma non lo avrà mai più»

[Gianfranco Fini, 18 novembre 2007 ]

venerdì 8 febbraio 2008

Berlinguer ti voglio bene

"La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico."

[Enrico Berlinguer]

"Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c'è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia."

[Enrico Berlinguer]

Luca, astronauta

Davvero geniali i manifesti commentati da questo post: ipotesi immaginarie sui desideri di un embrione mai divenuto persona... olè ! Del resto, che cosa ci si può aspettare da qualcuno che si iscrive ad Azione Giovani, vivaio nemmeno tanto ex fascista ?

giovedì 7 febbraio 2008

Le tasse di Rossi

Dal sito del quotidiano "La Repubblica". Notoriamente, 20 è più di un quinto di 112...

Comodo però: non pago tasse per 112 milioni, ne verso 20 (a rate, non sia mai) e sono a posto... e non c'è nemmeno di mezzo Tremonti ! 

 Tasse

Sapere

"È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa"

[Blaise Pascal]

mercoledì 6 febbraio 2008

Unità

E poi qualcuno dice che l'open source è di sinistra... guardate con che tecnologia è realizzato il sito del "L'Unità" (infatti, è da un quarto d'ora che restituisce questo errore...)

Unita

martedì 5 febbraio 2008

Camere

Non che ci speri, ma: secondo la nostra Costituzione, il Presidente della Repubblica potrebbe decidere di sciogliere una sola delle due camere, qualora in una delle due vi fosse una maggioranza ben definita e nell'altra no. Direi che è esattamente il caso di queste settimane, grazie alla folle legge elettorale pensata solo per rendere ingovernabile il Paese, ma dubito che Napolitano sarà il primo presidente della storia a seguire questa (per altro legalissima) strada... ma non si può mai dire... pagherei per vedere la faccia del Nano, in questo caso... ;-)

Denunciateli

Interessante POST di attualità, su ciò che può succedere in un ospedale di questi tempi. Da tenere presenti ciò che la legge prevede, e le conseguenze che se ne possono trarre.

venerdì 1 febbraio 2008

I veri programmatori...

Che cosa definisce un vero programmatore ? Ecco la risposta !

Sondaggio

Davvero, sono senza parole. Anche quando pensi di aver visto quasi tutto leggendo qualche pagina del fans club del Nano, riescono sempre a stupirti. Leggete il sondaggio sulla sinistra di questo link. La mia voce preferita è "Il suo stile mite e dolcissimo". Grazie, per il minuto di totale ilarità che la lettura mi ha regalato...