mercoledì 10 aprile 2013

Stato canaglia - 1

Fascia climatica non quella della Corea del Nord - e sulla laicità si può fare certo meglio dell'Iran.
Per ora il modello è Cuba - o il Venezuela.
Poi chissà.
(CONTINUA)

Stato canaglia - 0

Ho pensato che da grande vorrei fondare - e governare - uno Stato Canaglia. Così, tanto per vedere l'effetto che fa.
Inno nazionale di Albano e Romina, chiaramente.
(CONTINUA)

venerdì 22 marzo 2013

Grillo e "I migliori tecnici"

Non so a voi, ma a me Grillo in questo video dà l'idea di uno che mette parole a caso una dopo l'altra - e comunque è piuttosto sconcertante un video di Grillo in cui non urla, ecco.

PS: comunque almeno una cosa falsa la dice: afferma che "stiamo usando i migliori tecnici", ma a Cattivo Maestro ed a me nessuno ha chiesto nulla... :)

giovedì 21 marzo 2013

Bergoglio e pregiudizio

Mi è piaciuto molto, il titolo di questo post: tanto che il mio ne è la citazione. Mi è piaciuto come sempre mi piacciono i giochi di parole dei quali mi vien da pensare: perché non ci ho pensato io?
Il contenuto, benché mi trovi in linea di massima concorde, mi ha invece un po' deluso: se non altro perché non mi pare parli di pregiudizi - e mi sarei aspettato, visto il titolo, un uso meno superficiale del vocabolario.
Parla di informazioni errate o non dimostrabili, diffuse per errore (tanto che c'è ci ha chiesto scusa, abitudine per altro molto in voga due papi fa, anche se allora si trattava di scusarsi delle nefandezze di secoli prima, chiudendo entrambi gli occhi su quelle correnti: basti pensare alle foto di Wojtila sorridente al fianco di Pinochet) o per malafede. A casa mia questi si chiamano errori e calunnie, più che pregiudizi.
Sulla linea del pregiudizio per altro mi pare si sia espressa anche la voce ufficiale del Vaticano: parlando della solita sinistra anticlericale.
Peccato che qui il pregiudizio stia in questa chiosa, più che nelle dicerie sui silenzi di Bergoglio ai tempi della dittatura di Videla: il pregiudizio che solo a sinistra stia l'anticlericalismo; e quello che a certa sinistra faccia piacere un Papa compromesso con le dittature.
Da persona di sinistra, non credente, e che non teme di definirsi anticlericale, mi sento di smentire nel modo più completo: per quanto mi riguarda, la vera buona notizia è rappresentata dalla presa di posizione netta ed esplicita
del Vaticano contro la dittatura che ha insanguinato l'Argentina. Una bella, bellissima novità, tanto più gradita se si piena alle frequentazioni cilene dell'illustre predecessore - Santo Subito.
Quanto al merito della questione Bergoglio-Videla: c'è stata smentita categorica, e questo è importante. C'è chi parla di qualche coinvolgimento, citando esperienze personali (madri di bimbi che il regime fece scomparire, se ho ben capito). C'è chi nega nel modo più assoluto, rifacendosi a fonti illustri che quel regime hanno combattuto. E se anche una prova positiva (so che...) vale più di una negativa (non ho mai sentito che...), così come si può provare la presenza di bug in un software ma non provarne l'assenza, personalmente mi godo - da ateo anticlericale - lo spettacolo, assolutamente nuovo ed inusuale, di un Papa che parla di Chiesa povera, di strada, e nega di aver avuto rapporti con una dittatura di destra anziché ostentarli come cosa normale.

Una visione del mondo

Nella mia visione del mondo, in pratica, sostenere che una persona, od un comportamento, è meno naturale di un altro ha lo stesso valore del sostenere, per dire, che il numero cinque è meno intero del numero dieci. Una cosa, a pensarci, che nemmeno Giovanardi si spingerebbe ad affermare.

Corollario: naturali o non naturali possono essere soltanto i numeri.

venerdì 22 febbraio 2013

La parola "sensibile" è vaga come stelle dell'Orsa

Forse l'ho in qualche modo evocato io con il mio ultimo post, cosa che sconterò al momento del Giudizio Universale (cioè, per come la vedo io, mai). Fatto sta che Carlo Giovanardi ha ritenuto necessario ribadire la propria posizione, della quale in effetti il sottoscritto aveva anticipatamente dato conto, facendo sapere di trovare più imbarazzante un bacio tra due uomini che non Berlusconi.
Ancora, una volta, la questione ruota attorno al concetto di sensibilità: a proposito del quale, come nel post precedente, rimando alla bella canzone, Sensibile, degli Offlaga Disco Pax, dalla quale è mutuato il titolo del post. E dunque, a proposito di sensibilità: ognuno è libero di trovare più o meno imbarazzante quello che preferisce - e se trova più imbarazzante un atto d'amore tra due persone rispetto ad un atto di corruzione di un magistrato o alla frequentazione di prostitute bambine: be', sono fatti suoi.
Ma la questione, a mio giudizio, è: è "giusto" pensare che l'imbarazzo di un singolo diventi - o miri a diventare - legge dello Stato? Ovviamente, penso che la risposta sia "No!".
Voglio dire: se penso a cose - fatti, comportamenti, abitudini - che io trovi più di altre imbarazzanti, mi vengono in mente, subito, tre esempi: gruppi di persone che si rivolgono ad un'entità invisibile ed intangibile (incolore, insapore, inodore?) ripetendo in coro filastrocche imparate da bambini, delle quali forse in maggioranza riconoscono i suoni ma non le singole parole; la mancanza di curiosità scientifica, manifestata con la ripetizione di cose "sentite dire" alle quali si dà il valore di verità assolute senza interrogarsi in alcun modo sui relativi "perché" ; l'incapacità di notare l'incoerenza logica tra due affermazioni, al punto da utilizzarle talvolta a breve distanza l'una dall'altra. Nei primi due casi si tratta di due diverse manifestazioni, probabilmente, dello stesso fenomeno, che chiamerei "ignoranza acritica"; il terzo è questione di forma mentis - e probabilmente è imparentato con il secondo.
Queste sono cose che mi imbarazzano, da sempre - da quando ho ricordi di me adulto, se non altro.
E tuttavia mai vorrei vivere in uno Stato che punisca l'incapacità logica, o ponga divieti sugli oroscopi o sui "rimedi della nonna" o, ancora, metta fuori legge le manifestazioni religiose.
L'imbarazzo del singolo, o di un gruppo di persone, di fronte ad un qualche aspetto della vita o del modo di essere di altri non può avere la stessa dignità di una legge dello Stato, valida per tutti e per tutti vincolante - a meno che non si accetti l'idea di uno Stato Etico, che non si occupi della convivenza pacifica e costruttiva tra individui diversi ma punti ad imporre una sola linea di pensiero, una sola "sensibilità", appunto, ad una massa di pedine indistinguibili.
Sinceramente, è uno scenario che lascerei volentieri a Paesi che ufficialmente rifiutano di essere laici, come l'Arabia Saudita, l'Iran o la Città del Vaticano.

venerdì 15 febbraio 2013

Casini e la sensibilità del "ma anche"

La visione di questo breve ma istruttivo video, oltre a confermare una volta di più le mie per altro sofferte ma quasi definitive scelte elettorali, mi ha portato la buona notizia che Casini - e dunque, devo supporre, il suo partito - pare aver abbandonato, nel suo avversare il riconoscimento per le coppie omosessuali degli stessi diritti di cui godono quelle eterosessuali, l'utilizzo dello storico, ridicolo ritornello (per altro utilizzato anche in Vaticano) secondo cui il matrimonio per i gay costituirebbe una minaccia per la famiglia - come se due donne o due uomini che vivono insieme e crescono figli non costituissero una famiglia; o come se la possibilità per due omosessuali di sposarsi costringesse tutti a sposarsi con persone dello stesso sesso.
Ritornello i cui due storici specialisti, Carlo Giovanardi e Rocco Buttiglione, paiono tra l'altro esser passati, politicamente, a miglior vita: il primo appoltronato (salvo recenti nuove piroette) nel PDL, il secondo pressoché sparito dalla scena politica - a onor del vero, nella generale indifferenza.
La nuova frontiera delle posizioni clerical-omofobe di Casini e compagnia bella (si fa per dire) sembra essere ora l'idea che sia questione di civiltà, ci mancherebbe!, garantire una certa serie di diritti a qualunque coppia di persone voglia convivere, ma sia indispensabile anche rispettare la sensibilità di chi, insomma, due froci che crescono un figlio proprio non può pensare nemmeno di vederli (ok, la terminologia gasparriana è una mia licenza, ma il senso è lo stesso).
Della legittimità dell'utilizzo del termine sensibilità a proposito di posizioni di questo genere non voglio scrivere qui: rimando semplicemente alla splendida canzone degli Offlaga Disco PAX che, appunto, ha titolo Sensibile.
Noto invece che la novità dell'approccio rappresenta una svolta decisamente furba, nella sua apparente correttezza: affermare la civiltà di un riconoscimento per tutti di alcuni diritti, ribadendo però che per lo stesso motivo va garantito il diritto, per persone sensibili al modo di Casini, di non trovarsi di fronte l'indegno spettacolo di una coppia gay che possa dirsi sposata o, Dio non voglia!, possa crescere dei figli: come se l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla Legge, che dovrebbe valere per tutti, sempre, fosse da mettere sullo stesso piano, personalissimo, della sensibilità di un individuo di fronte alle scelte di un altro, che vale (per definizione di "personale"), per il solo individuo in questione.
Lo stesso approccio, che definirei "la sensibilità del ma anche", volendolo adottare anche su temi diversi da quello sul quale, nel video, luminosamente si esprime Casini, porterebbe a dire ad esempio che certo, è questione di civiltà riconoscere a chiunque il diritto di professare la propria religione; ma è indispensabile anche rispettare la sensibilità di chi, credendo nella razionalità e nella ragione, viene disturbato dall'idea dell'irrazionalità sulla quale si basano i culti religiosi: e dunque i culti religiosi vanno vietati.
Lo schema è lo stesso: riconoscere in linea di principio la civiltà di concedere pari diritti indipendentemente dalle proprie posizioni personali su un qualche argomento - aggiungendo però subito il ma anche secondo cui vi sono sensibilità personali le cui conseguenze rappresentano mancanze di rispetto nei confronti di altre sensibilità personali e non vanno pertanto considerate degne di pari diritti.
Tutte le sensibilità sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre - secondo il Casini-pensiero.
Ora: io sono ateo; e sono profondamente convinto che la razionalità e la ragione umana debbano essere la base di ogni mia scelta, di ogni mia convinzione personale e siano alla radice di ogni possibilità di convivenza civile e confronto tra posizioni diverse. Sono anche incline a trovare sgradevoli e talora insultanti, per la ragione e per il rispetto che nutro nei suoi confronti, le credenze ed i riti religiosi. E tuttavia mai concluderei che, di conseguenza, i riti religiosi andrebbero vietati: poiché il riconoscimento dell'altrui libertà viene prima del senso di fastidio che talune manifestazioni di tale libertà possono suscitare in me, e non sono da mettere sullo stesso piano.
Questa è la differenza di fondo tra me e Casini. O, come conclude Vendola nel video di cui sopra, questa è la differenza di fondo tra Casini e noi: che le nostre convinzioni non vogliono limitare la libertà di Casini, le convinzioni di Casini al contrario vogliono limitare la libertà altrui.