"Due strade trovai nel bosco, ed io scelsi la meno battuta: ed è per questo che sono diverso." [Robert Frost]
martedì 22 gennaio 2008
Disgusto
Disgusto, è l'unica cosa che mi viene in mente: guardate Mastella che sproloquia dall'insetto...
Odio Mastella
Oggi, o domani, o quando sarà, cadrà il Governo Prodi. Felice di sbagliarmi, ma temo proprio che sarà così. E cadrà non per colpa degli estremisti di sinistra, indicati da sempre come l'elemento di debolezza (probabilmente in quanto, ideologicamente, elemento di forza) della coalizione che ha vinto le elezioni del 2006. Ma per opera del centro chepiùcentrononsipuò, quello magna magna del guardasigilli Clemente Mastella. Cadrà per opera di un uomo che, accusato di gravi reati, ha attaccato in Parlamento la Magistratura, come un berluscones qualunque, come un qualunque FiniCasiniCalderoli, ed ha preteso un sostegno esplicito, da parte del governo, in questo suo attacco. Sostegno che non è arrivato, e ci mancherebbe. Cadrà per scelta di un politico tra quelli che meglio incarnano, in Italia, il concetto di casta, reso famoso da un libro-inchiesta sui costi, gli abusi ed i privilegi della politica. Per scelta di un ministro che, in quasi due anni di governo, è riuscito ad opporsi a tutti i grandi cambiamenti per i quali (soprattutto) la coalizione della quale faceva parte è stata votata dagli Italiani: legge seria sul conflitto d'interessi, riforma del sistema di comunicazione radiotelevisiva, rimozione delle discriminazioni di legge a favore degli omosessuali.
Cadere per mano di un uomo (si fa per dire) così è un cadere in piedi, certo, ma è pur sempre un cadere: e questo, per il Paese, non è certo un bene, sia pensando a quello che di buono è stato sin qui fatto e non sarà forse possibile portare avanti, sia pensando alle eventuali, desolanti alternative a Prodi.
Chissà, magari sarà la volta che il centrosinistra la smetterà di rincorrere il centro (Mastella, Dini, Bordon: che desolazione...) "vero", quello che sta a galla sempre, quello che non sta né a destra né a sinistra perché sta solo con, e per, se stesso, ed inizierà a seguire le indicazioni dei propri elettori: diritti, laicità, stato sociale... se così sarà, la mastelleide di questi giorni sarà in fondo stata qualcosa di positivo, per noi tutti.
Cadere per mano di un uomo (si fa per dire) così è un cadere in piedi, certo, ma è pur sempre un cadere: e questo, per il Paese, non è certo un bene, sia pensando a quello che di buono è stato sin qui fatto e non sarà forse possibile portare avanti, sia pensando alle eventuali, desolanti alternative a Prodi.
Chissà, magari sarà la volta che il centrosinistra la smetterà di rincorrere il centro (Mastella, Dini, Bordon: che desolazione...) "vero", quello che sta a galla sempre, quello che non sta né a destra né a sinistra perché sta solo con, e per, se stesso, ed inizierà a seguire le indicazioni dei propri elettori: diritti, laicità, stato sociale... se così sarà, la mastelleide di questi giorni sarà in fondo stata qualcosa di positivo, per noi tutti.
venerdì 18 gennaio 2008
Ricorsione infinita
Ecco una vignetta molto informatica (ma anche musicale, logica, letteraria, artistica: mai letto "Gödel, Escher, bach: un'eterna ghirlanda brillante" ?) sulla ricorsione...
giovedì 17 gennaio 2008
Il cane di Popper
Ho guardato una mezz'ora di "Porta a Porta", ieri sera: lo ammetto. Si parlava della mancata visita del Papa all'università Roma 1, era presente Piergiorgio Odifreddi del quale ho apprezzato parecchi libri ed articoli, e l'argomento mi interessava. Tra gli ospiti spiccavano Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense (quello che a proposito del fatto che la Chiesa pare aver coperto parecchi casi di pedofilia ribatteva mesi fa "Ricordiamo che la chiesa fa anche tante cose buone", come se questo desse il diritto poi di farne di cattive), e Rocco Buttiglione, ex leader del Partito Popolare e di un'altra manciata di partiti, ex docente universitario, ex ministro: ex quasi tutto, insomma. Mi sono chiesto che ruolo avesse nella trasmissione, dal momento che parlare di laicità e rapporti tra Stato e religione con una persona le cui posizioni sono in genere più papiste di quelle del Papa non sembra una delle scelte più costruttive possibili. Poi ho capito: oltre che per rendere sopportabile l'irritantissimo Fisichella (al confronto un simpaticone), il buon Rocco era lì per fare quello che fa sempre: abbaiare (del resto, è difficile impedire ad un cane di farlo) e parlare di Karl Popper, del quale è noto per essere allievo dell'allievo (giuro, scrivono sempre così: allievo dell'allievo, casomai il cadavere di Popper dovesse protestare per un'associazione troppo stretta col filosofo di Gallipoli (nota: non tutti i politici di Gallipoli passano per essere intelligenti, evidentemente !)).
Di fronte alla presenza di una personalità di questo calibro, ammetterò, l'argomento della discussione è passato un po' in secondo piano, portandomi a concentrare l'attenzione soprattutto sul modo di discutere dei convenuti: sereno e pacato quello di Odifreddi, un po' delirante quello di Pannella, stizzito quello di Fisichella (che si è distinto per aver preso per i fondelli Pannelle dicendogli che la Chiesa non ha bisogno di inscenare scioperi della fame per fare notizia... mi associo alla risposta di Pannella: si vergogni per aver detto una cosa del genere !), supponente ed oltremodo irritante quello di Buttiglione, sfumato quello del professor Cini, il quale a differenza dell'illustre ex-tutto non ha mai interrotto nessuno, ed ha chiarito in modo preciso ed argomentato il motivo del suo "no" all'opportunità che un'autorità religiosa inauguri un anno accademico, senza contraddittorio alcuno, invece che intervenire in un dibattito a tema.
Poi Vespa ha chiuso al solito ogni discussione banalizzando con una frasetta ad effetto mezz'ora di discorsi in certi momenti anche interessanti e profondi (cane a parte), ma questo è un po' il suo marchio di fabbrica: stare col più forte, senza dire nulla. L'insetto non cambia proprio mai...
Di fronte alla presenza di una personalità di questo calibro, ammetterò, l'argomento della discussione è passato un po' in secondo piano, portandomi a concentrare l'attenzione soprattutto sul modo di discutere dei convenuti: sereno e pacato quello di Odifreddi, un po' delirante quello di Pannella, stizzito quello di Fisichella (che si è distinto per aver preso per i fondelli Pannelle dicendogli che la Chiesa non ha bisogno di inscenare scioperi della fame per fare notizia... mi associo alla risposta di Pannella: si vergogni per aver detto una cosa del genere !), supponente ed oltremodo irritante quello di Buttiglione, sfumato quello del professor Cini, il quale a differenza dell'illustre ex-tutto non ha mai interrotto nessuno, ed ha chiarito in modo preciso ed argomentato il motivo del suo "no" all'opportunità che un'autorità religiosa inauguri un anno accademico, senza contraddittorio alcuno, invece che intervenire in un dibattito a tema.
Poi Vespa ha chiuso al solito ogni discussione banalizzando con una frasetta ad effetto mezz'ora di discorsi in certi momenti anche interessanti e profondi (cane a parte), ma questo è un po' il suo marchio di fabbrica: stare col più forte, senza dire nulla. L'insetto non cambia proprio mai...
mercoledì 16 gennaio 2008
Mastella
Mastella si dimette perché la moglie è indagata per tentata concussione, Prodi lo invita a restare, il Parlamento esprime solidarietà quando il ministro dimissionario attacca la magistratura... seguendo la politica negli ultimi anni credo di avere imparato che in genere è la politica a tentare di mettere a tacere la magistratura, e non il contrario. Credo stia accadendo la stessa cosa, anche questa volta. Del resto, il solo fatto che tutti i politici siano d'accordo (in fondo, si tratta di prendere le parti di uno di loro... e la sensazione di non essere intoccabili dev'essere una brutta sensazione, per chi intoccabile, appunto, è abituato a considerarsi) mi puzza molto più di difesa di privilegi di lobby - di casta, secondo la nota definizione di un'indagine giornalistica di successo - che di difesa della democrazia.
A scanso di equivoci: io sto con la magistratura, se c'è da stare con qualcuno, perché è formata da gente che, di norma, per formazione e per lavoro, rispetta le leggi che invece, spesso, non sono rispettate dagli stessi che hanno contribuito a scriverle.
A scanso di equivoci: io sto con la magistratura, se c'è da stare con qualcuno, perché è formata da gente che, di norma, per formazione e per lavoro, rispetta le leggi che invece, spesso, non sono rispettate dagli stessi che hanno contribuito a scriverle.
martedì 15 gennaio 2008
Que viva Zapatero !
«Sì... sono battezzato... Ho molto rispetto per la famiglia cristiana, per chi pensa che il matrimonio debba essere celebrato in Chiesa e vuole avere 11 figli. Ma dobbiamo avere lo stesso rispetto per chi vuole vivere in coppia senza sposarsi o per chi, essendo omosessuale, decide di convivere in matrimonio con il proprio partner»
[José Luis Rodriguez Zapatero Corriere della Sera 13 gennaio]
[José Luis Rodriguez Zapatero Corriere della Sera 13 gennaio]
Installando JDK
Stavo installando l'update numero 4 di JDK 6 si Sun... e... meraviglia !, che cosa ti vedo comparire durante l'installazione ? Una pubblicità di OpenOffice ! Personalmente trovo ottima l'idea che prodotti legati in qualche modo al mondo del software libero si sostengano l'un l'altro, "contro" le scelte "classiche" che libere non sono e mai saranno...
Ripresa ciclistica
Dopo quasi due settimane di malanni (raffreddore e contrattura ai muscoli intercostali, dolorosissima, causa lezione di hydrobike con istruttore svogliato che nemmeno ci ha fatto sudare, ma solo prendere freddo) e di maltempo, ho ripreso a pedalare: ieri sera, per un'ora, sui rulli, con la consueta compagnia della gatta Ruspa che mi guarda incuriosita e di tanto in tanto annusa vogliosa lo straccio con il quale mi asciugo il sudore, e questa mattina all'aperto, nel solito tragitto casa-lavoro. Che dire... mi mancava, ed è stato bello.
La Sapienza
Si parla molto in questi giorni della visita del Papa all'Università La Sapienza di Roma in occasione della prossima inaugurazione dell'Anno Accademico. Da persona convinta della necessità di separare, sempre, ciò che è "statale" da ciò che riguarda la religione, e da persona con formazione e forma mentis tendenzialmente scientifiche, sarò sincero, non mi piace molto l'idea di un Papa che interviene in una scuola Statale, utilizzando quindi una platea pagata con i soldi di uno stato laico per parlare agli studenti in un luogo di formazione che, in quanto pubblico di uno stato laico, non dovrebbe privilegiare alcuna confessione religiosa rispetto alle altre. E presentando posizioni che di scientifico, per definizione, non hanno né dovrebbero avere niente: nulla di male, ma probabilmente un po' fuori luogo in un contesto che attorno alla scienza, ed alla conoscenza scientifica, ruota.
Ho letto vari post di altri blog, in questi giorni, e ve ne segnalo due, improntati al sarcasmo ma importanti, secondo me, per sottolineare il doppio atteggiamento della Chiesa Cattolica quando si tratta di garantire la propria libertà di espressione (sempre che di questo si tratti, e non credo) e quando si tratta invece di garantire quella degli altri. Ora, che gli altri non sia una formula molto in linea col pensiero religioso in generale, è cosa in effetti nota, ma ricordarlo non guasta...
Patti non Lateranensi
Reciprocità
Ho letto vari post di altri blog, in questi giorni, e ve ne segnalo due, improntati al sarcasmo ma importanti, secondo me, per sottolineare il doppio atteggiamento della Chiesa Cattolica quando si tratta di garantire la propria libertà di espressione (sempre che di questo si tratti, e non credo) e quando si tratta invece di garantire quella degli altri. Ora, che gli altri non sia una formula molto in linea col pensiero religioso in generale, è cosa in effetti nota, ma ricordarlo non guasta...
Patti non Lateranensi
Reciprocità
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