Ho riletto, dopo tanti anni, "Paria dei cieli", primo romanzo di Isaac Asimov.
Non ricordavo quasi nulla della trama - e poi rileggere Asimov è sempre un po' come ritrovare un vecchio amico... per dirla con Baricco, "come un compagno di scuola delle elementari che non vedevi da anni e un giorno lo incontri per strada".
"Paria dei cieli" è un romanzo di fantascienza, d'accordo. Ma è anche un testo che parla di diversità, razzismo, di integrazione ed estremismo che vede il diverso solo come un qualcosa che va distrutto, umiliato, annientato. Non per niente, è un romanzo scritto da un ebreo quattro anni dopo la fine della seconda guerra mondiale: un inno alla tolleranza, alla fratellanza, all'idea che il razzismo e l'assolutismo che ad esso spesso è legato si combattono con l'integrazione, con la convinzione che siamo tutti simili e che la diversità è una ricchezza.
Così... è nato dentro di me un desiderio: vorrei che un libro del genere fosse letto dai Bossi e dai Calderoli che si riempiono la bocca di affermazioni che esaltano le differenze etniche e ne fanno spiegazione di tutti i mali del mondo. Dai Ratzinger e dai loro "Io sono la Verità e la Vita, chi vive in me non morirà, e 'fanculo a tutto il resto". Dagli ultras disposti ad ammazzarsi di botte per il colore della maglia di una squadra di calcio.
Ma non sto scoprendo nulla di nuovo: se il mondo fosse governato dalla fantasia e dall'apertura mentale di uno scrittore, più che dagli interessi dei politici o dal fanatismo dei capi religiosi, probabilmente sarebbe un posto migliore...
"Due strade trovai nel bosco, ed io scelsi la meno battuta: ed è per questo che sono diverso." [Robert Frost]
lunedì 19 settembre 2011
domenica 18 settembre 2011
Come i canguri
Prima passeggiata da marsupiali, questa mattina: sotto un secco cielo autunnale (ok, questa è di Guccini) che anticipa di qualche giorno l'entrata nella stagione delle castagne (ottime come integratori di potassio, tra l'altro :-)).
Con una Irene inizialmente un po' perplessa e poi tranquillamente addormentata al collo di papà - in una pallida imitazione del pancione col quale mamma l'ha portata in giro per nove mesi.

Con una Irene inizialmente un po' perplessa e poi tranquillamente addormentata al collo di papà - in una pallida imitazione del pancione col quale mamma l'ha portata in giro per nove mesi.
Sotto tutela
E' facile pernsar male di una persona che, convocata da un magistrato come testimone, faccia di tutto per essere considerata, più che testimone, potenziale indagata: come minimo vien da ridere, a maggior ragione se a coprirsi di ridicolo è persona ricca e potente.
E chissà come ridono del nostro Paese gli abitanti del resto del mondo, considerando che la persona in questione riveste, ahimé in modo piuttosto - incostituzionalmente - indegno, la carica di Presidente del Consiglio. Certo un primo ministro che faccia di tutto per non rispondere alle domande di un magistrato in assenza dei suoi legali - giacché questo prevede la nostra procedura penale: che un indagato sia accompagnato da un avvocato, ma non un testimone; e che un testimone non possa rifiutarsi di rispondere - dà l'idea di una persona sotto tutela. E piuttosto lungo è l'elenco delle tutele, stando alla cronaca politica e giudiziaria degli ultimi anni: sotto tutela della Lega, che potrebbe in qualunque momento far cadere il governo ed in cambio dell'accanimento terapeutico di cui lo fa oggetto prova ad ottenere le peggio cose in termini di provvedimenti favorevoli ad una sola parte del Paese. Sotto tutela dell'Europa, senza la quale non sarebbe stato in grado di prendere gli urgenti provvedimenti che la situazione economica richiede. Sotto tutela dei procacciatori di "ragazze di vita", cui spetta il gravoso compito di compiacere l'intemperanza sessuale dell'arzillo vecchietto. Sotto tutela del suo andrologo, forse, fedelmente alla previsione dell'odiata Guzzanti, secondo cui "è il viagra che farà l'opposizione".
Sotto tutela dei suoi legali, infine, senza il quale non è il caso che si faccia vedere in giro, per carità!, men che meno se si tratta di rispondere alle domande di un magistrato: come se si trattasse di un ragazzino scioccherello il quale, lasciato senza tutori, rischi di mettersi nei pasticci con il semplice parlare a ruota libera delle proprie attività.
Mi chiedo quanto a lungo questa serie di tutele durerà, convinto che ogni minuto in più sia, per il mio Paese, un minuto perduto.
E chissà come ridono del nostro Paese gli abitanti del resto del mondo, considerando che la persona in questione riveste, ahimé in modo piuttosto - incostituzionalmente - indegno, la carica di Presidente del Consiglio. Certo un primo ministro che faccia di tutto per non rispondere alle domande di un magistrato in assenza dei suoi legali - giacché questo prevede la nostra procedura penale: che un indagato sia accompagnato da un avvocato, ma non un testimone; e che un testimone non possa rifiutarsi di rispondere - dà l'idea di una persona sotto tutela. E piuttosto lungo è l'elenco delle tutele, stando alla cronaca politica e giudiziaria degli ultimi anni: sotto tutela della Lega, che potrebbe in qualunque momento far cadere il governo ed in cambio dell'accanimento terapeutico di cui lo fa oggetto prova ad ottenere le peggio cose in termini di provvedimenti favorevoli ad una sola parte del Paese. Sotto tutela dell'Europa, senza la quale non sarebbe stato in grado di prendere gli urgenti provvedimenti che la situazione economica richiede. Sotto tutela dei procacciatori di "ragazze di vita", cui spetta il gravoso compito di compiacere l'intemperanza sessuale dell'arzillo vecchietto. Sotto tutela del suo andrologo, forse, fedelmente alla previsione dell'odiata Guzzanti, secondo cui "è il viagra che farà l'opposizione".
Sotto tutela dei suoi legali, infine, senza il quale non è il caso che si faccia vedere in giro, per carità!, men che meno se si tratta di rispondere alle domande di un magistrato: come se si trattasse di un ragazzino scioccherello il quale, lasciato senza tutori, rischi di mettersi nei pasticci con il semplice parlare a ruota libera delle proprie attività.
Mi chiedo quanto a lungo questa serie di tutele durerà, convinto che ogni minuto in più sia, per il mio Paese, un minuto perduto.
giovedì 15 settembre 2011
First time - Irene e la svolta celerina
In termini di probabilità, era solo questione di tempo. Ed il momento è arrivato: primo studente rimandato a casa senza nemmeno un diciotto...
Mi dicono che la paternità dovrebbe farmi diventare più buono, e non più cattivo - sempre che di cattiveria si tratti, se si boccia qualcuno che lo merita. E se invece il senso di responsabilità nei confronti di mia figlia mi spingesse, più o meno consciamente, a voler fare - nel mio piccolo - del mondo un posto un po' migliore, abbassando il livello massimo di impreparazione tollerato?
In ogni caso, il mio metro di giudizio ha avuto, in qualche modo, una svolta celerina...
Mi dicono che la paternità dovrebbe farmi diventare più buono, e non più cattivo - sempre che di cattiveria si tratti, se si boccia qualcuno che lo merita. E se invece il senso di responsabilità nei confronti di mia figlia mi spingesse, più o meno consciamente, a voler fare - nel mio piccolo - del mondo un posto un po' migliore, abbassando il livello massimo di impreparazione tollerato?
In ogni caso, il mio metro di giudizio ha avuto, in qualche modo, una svolta celerina...
mercoledì 14 settembre 2011
martedì 6 settembre 2011
La rivoluzione è un fiore che non muore
Ero in piazza, questa mattina, con tantissima gente: migliaia di persone, nella mia città, tutte insieme a manifestare contro la politica economica - per così dire, ché il parlare di politica economica di fronte a tanta mancanza di idee e di coerenza suona esagerato - del governo, contro una finanziaria - la terza in pochi mesi, la seconda in poche settimane: giusto per dire quanto bene lavorano - che colpisce le fasce che hanno meno per salvaguardare privilegi e ricchezza di altri.
Ho ripensato alla prima volta in cui ho manifestato contro una finanziaria del governo Berlusconi: era il 1994, avevo sedici anni e frequentavo il terzo anno di liceo. Ora ho più del doppio degli anni, e pare che le cose siano solo peggiorate. La speranza è che mia figlia - che oggi compie un mese - possa, quando sarà il momento, manifestare per cose diverse: contro persone diverse, se non altro. Voglio essere ottimista, tutta quella gente insieme, in piazza, ad applaudire e fischiare mossa dalle stesse idee, è un fiore di speranza: per il nostro futuro, e per quello di tanti bambini come Irene. Il mio essere in piazza, oggi, anziché a lavorare, il mio volerci essere proprio oggi, un mese dopo esser diventato padre, a dire che un certo modo di fare le cose non mi va, era anche per lei.
Ho ripensato alla prima volta in cui ho manifestato contro una finanziaria del governo Berlusconi: era il 1994, avevo sedici anni e frequentavo il terzo anno di liceo. Ora ho più del doppio degli anni, e pare che le cose siano solo peggiorate. La speranza è che mia figlia - che oggi compie un mese - possa, quando sarà il momento, manifestare per cose diverse: contro persone diverse, se non altro. Voglio essere ottimista, tutta quella gente insieme, in piazza, ad applaudire e fischiare mossa dalle stesse idee, è un fiore di speranza: per il nostro futuro, e per quello di tanti bambini come Irene. Il mio essere in piazza, oggi, anziché a lavorare, il mio volerci essere proprio oggi, un mese dopo esser diventato padre, a dire che un certo modo di fare le cose non mi va, era anche per lei.
venerdì 26 agosto 2011
giovedì 18 agosto 2011
Macellaio dell'Amore
Il fatto che il Partito delle Libertà, dell'Amore e dell'Eliminazione delle Tasse si stia accapigliando e sgretolando sull'idea di introdurre nuove tasse, ancorché finalizzate al pareggio di bilancio come da richiesta europea, sulla scia di quanto già fatto dal primo, odiato governo Prodi, ha un che di perversamente divertente, come ogni nemesi storica.
Nel merito, ancora una volta, suona come una presa in giro per gli onesti: prelievo addizionale per i redditi oltre una certa soglia, senza alcuna cura tuttavia indirizzata a colpire la vera piaga fiscale italica: l'evasione. L'odiato ministro Visco ottenne risultati assai positivi su quel fronte: non per niente era odiato, in particolar modo dalla base elettorale "delle Libertà". Gli Evasori delle Libertà, diciamo.
Ma tranquilli: al premier non piace l'idea di una tassa sui redditi alti - viene da chiedersi come mai - e quindi no, forse non si farà, in realtà hanno scherzato.
Bossi nel frattempo dà del "nano" a Brunetta nel corso di un consiglio dei ministri, come se un'eventuale deformità fisica costituisse argomento di discussione quando si dibatte di bilancio dello Stato o di fisco - che poi a sentir Bossi utilizzare l'aspetto fisico di una persona come insulto venga un po' (venga molto) da ridere, be'... è solo che siamo abituati a pensar male, noi, l'Italia Che Non Sa Amare.
Prendere esempio dal premier, invece: all'idea di nuove tasse gronda sangue, dettaglio un tantinello splatter che suona come un "vorrei (abbassare le tasse) ma non posso (colpa di Tremonti, colpa dell'europa, colpa della crisi economica, quella che non c'era, tanto per dire, colpa forse ancora del fantomatico "buco" lasciato dalla sinistra nel 2001)". Lui, il Leader dell'Amore (spesso, si sa, a pagamento: ricorda un po' il Carlo Martello di De Andrè, che torna dalla guerra e scopre "che le avventure in codesto reame debbon risolversi tutte con grandi puttane"), le tasse proprio non le digerisce: da quindic'anni non va che ripetere come sia legittimo e giusto evaderle, come se il problema fosse il livello delle tasse e non la discrepanza tra questo ed il livello dei servizi offerti dallo Stato. Con questa terza manovra agirà tuttavia su entrambi: su le tasse, giù i servizi, con i tagli agli enti locali. Qualcuno ha usato l'espressione "macelleria sociale": perché, che cosa vi aspettavate?
Nel merito, ancora una volta, suona come una presa in giro per gli onesti: prelievo addizionale per i redditi oltre una certa soglia, senza alcuna cura tuttavia indirizzata a colpire la vera piaga fiscale italica: l'evasione. L'odiato ministro Visco ottenne risultati assai positivi su quel fronte: non per niente era odiato, in particolar modo dalla base elettorale "delle Libertà". Gli Evasori delle Libertà, diciamo.
Ma tranquilli: al premier non piace l'idea di una tassa sui redditi alti - viene da chiedersi come mai - e quindi no, forse non si farà, in realtà hanno scherzato.
Bossi nel frattempo dà del "nano" a Brunetta nel corso di un consiglio dei ministri, come se un'eventuale deformità fisica costituisse argomento di discussione quando si dibatte di bilancio dello Stato o di fisco - che poi a sentir Bossi utilizzare l'aspetto fisico di una persona come insulto venga un po' (venga molto) da ridere, be'... è solo che siamo abituati a pensar male, noi, l'Italia Che Non Sa Amare.
Prendere esempio dal premier, invece: all'idea di nuove tasse gronda sangue, dettaglio un tantinello splatter che suona come un "vorrei (abbassare le tasse) ma non posso (colpa di Tremonti, colpa dell'europa, colpa della crisi economica, quella che non c'era, tanto per dire, colpa forse ancora del fantomatico "buco" lasciato dalla sinistra nel 2001)". Lui, il Leader dell'Amore (spesso, si sa, a pagamento: ricorda un po' il Carlo Martello di De Andrè, che torna dalla guerra e scopre "che le avventure in codesto reame debbon risolversi tutte con grandi puttane"), le tasse proprio non le digerisce: da quindic'anni non va che ripetere come sia legittimo e giusto evaderle, come se il problema fosse il livello delle tasse e non la discrepanza tra questo ed il livello dei servizi offerti dallo Stato. Con questa terza manovra agirà tuttavia su entrambi: su le tasse, giù i servizi, con i tagli agli enti locali. Qualcuno ha usato l'espressione "macelleria sociale": perché, che cosa vi aspettavate?
martedì 2 agosto 2011
Religione, carattere
In Brasile un'associazione di atei ed agnostici ha dato il via ad un'interessante campagna pubblicitaria, simile ad altre già avviate in altri Paesi del mondo, compreso il nostro (benché - com'era prevedibile - da queste parti la grande informazione abbia accuratamente nascosto la cosa).
Interessanti gli slogan (quello che da buon relativista preferisco, probabilmente, è "Siamo tutti atei – riguardo agli dei degli altri") ed interessanti i manifesti proposti. Ne riporto uno, secondo il quale varrebbe la pena di dire di no al pregiudizio secondo il quale gli atei sarebbero persone peggiori dei credenti...
Interessanti gli slogan (quello che da buon relativista preferisco, probabilmente, è "Siamo tutti atei – riguardo agli dei degli altri") ed interessanti i manifesti proposti. Ne riporto uno, secondo il quale varrebbe la pena di dire di no al pregiudizio secondo il quale gli atei sarebbero persone peggiori dei credenti...
Iscriviti a:
Post (Atom)