Vanno nelle redazioni di chi diffonde informazione libera che a loro non garba e minacciano i giornalisti, rei di aver mostrato immagini di estremisti di destra che aggredivano manifestanti contro la "riforma" Gelmini.
Perché criticare il governo non si può, perché non si possono mostrare immagini di squadristi filo-governativi che aggrediscono chi manifesta in modo deciso ma pacifico.
Mi viene in mente Matteotti, che pagò con la vita il fatto di aver denunciato gli abusi del regime... anche se diranno che non è vero, diranno che non c'entra niente... il Regime c'è, si vede, ed ultimamente si sta esprimendo nei peggiori modi che la storia conosce...
"Due strade trovai nel bosco, ed io scelsi la meno battuta: ed è per questo che sono diverso." [Robert Frost]
martedì 4 novembre 2008
lunedì 3 novembre 2008
Senza superstizioni
Benedetto XVI, in un attacco di comicità involontaria, parla della necessità di "affrontare il tema della morte senza mitologie e superstizioni". Un po' come se Maradona proponesse di "affrontare il tema dello sport senza riferimenti al calcio"... Maradona senza calcio, ve lo immaginate ? Ed una religione senza mitologia e superstizione ?
Se poi vogliamo parlare della Chiesa Cattolica e del tema della morte... be', dobbiamo distinguere tra morte e morte, visto che la Chiesa Cattolica respinge la possibilità di autodeterminazione di ogni individuo in proposito, ma non esclude né condanna - da un punto di vista strettamente dottrinale - la pena di morte inflitta da uno Stato...
Se poi vogliamo parlare della Chiesa Cattolica e del tema della morte... be', dobbiamo distinguere tra morte e morte, visto che la Chiesa Cattolica respinge la possibilità di autodeterminazione di ogni individuo in proposito, ma non esclude né condanna - da un punto di vista strettamente dottrinale - la pena di morte inflitta da uno Stato...
domenica 2 novembre 2008
Quinto, non rubare
Ho scritto di ipocrisia, qualche giorno fa. Ipocrisia di certi politice e prelati.
Penavo, qualche tempo fa, all'effetto strano che mi ha sempre fatto -già da bambino - pensare che, nei dieci comandamenti su cui ila religione ebraica e quella cristiana pongono le loro radici quantomeno storiche, "Non desiderare la roba degli altri" precede "Non desiderare la donna degli altri", come se il possesso di una cosa fosse più importante del legame con una persona, e dunque rubare un oggetto fosse più grave che "rubare" l'affetto di una persona.
In realtà, ripensandoci bene - e spesso ci ripenso grazie alle parole della splendida canzone "Il testamento di Tito" di Fabrizio De Andrè - non si tratta forse dell'aspetto più ipocrita della famosissima top ten religiosa: si pensi solo al fatto che "Non rubare" precede "Non uccidere", perfettamente in linea con l'idea, a mio avviso molto poco spirituale, che il valore della "roba" sia più grande di quello delle persone. Del resto, non c'è forse da stupirsi troppo: se si crede in un'altra vita, spirituale, dopo quella fisica, non è completamente incomprensibile che si sia più attaccati a ciò che c'è solo nella seconda, le cose, che non a ciò che ci sarà anche nella prima, le persone.
Ma la cosa che a mio avviso fa più riflettere è il mettere prima di "Non uccidere" persino il mitico "Non commettere atti impuri" (alzi la mano chi non si è chiesto che cosa diavolo - lo so, nn sta bene parlar di diavolo in un contesto del genere :-) , chiedo scusa - significasse quando, da bambino, gliel'hanno raccontata per la prima volta): numero sei nel mitologico elenco, ma saldamente in testa alla classifica dei "preferiti" dalle alte sfere religiose (cattoliche senza dubbio, ma in linea di massima anche di altri culti che vanno per la maggiore, come quello musulmano). Se uno si chiede il perché di questa sinceramente un po' pruriginosa insistenza, be', la risposta facile è quella che ne parla tanto chi ha scelto di non saperne niente: come per una qualche forma di magra consolazione (e financo di masochismo)... la risposta meditata, che riguarda più in generale anche il discorso della castità e del celibato imposto ai sacerdoti (nelle religioni nelle quali ciò avviene) e che non mi ha stupito sentir enunciare anche da qualche sacerdote, sta invece nell'intento di controllo delle organizzazioni religiose, controllo sulle masse di fedeli (il piacere ma stigmatizzato perché è un momento in cui non si controllano le persone, l'idea che le persone siano libere di regolare secondo il proprio piacere la propria vita è dunque un'idea pericolosa) e controllo sulla manovalanza delle istituzioni religiose (un sacerdote libero di formare legami familiari sarebbe più difficilmente controllabile dall'organizzazione, tanto dal punto di vista economico quanto da quello "logistico"). Non c'è da stupirsi, dunque, che papi e cardinali paiano avere una sorta di ossessione per la sessualità dei loro sudditi: sotto sotto, è un modo per evitare che una persona senta di essere il centro del proprio mondo, e della propria vita...
Penavo, qualche tempo fa, all'effetto strano che mi ha sempre fatto -già da bambino - pensare che, nei dieci comandamenti su cui ila religione ebraica e quella cristiana pongono le loro radici quantomeno storiche, "Non desiderare la roba degli altri" precede "Non desiderare la donna degli altri", come se il possesso di una cosa fosse più importante del legame con una persona, e dunque rubare un oggetto fosse più grave che "rubare" l'affetto di una persona.
In realtà, ripensandoci bene - e spesso ci ripenso grazie alle parole della splendida canzone "Il testamento di Tito" di Fabrizio De Andrè - non si tratta forse dell'aspetto più ipocrita della famosissima top ten religiosa: si pensi solo al fatto che "Non rubare" precede "Non uccidere", perfettamente in linea con l'idea, a mio avviso molto poco spirituale, che il valore della "roba" sia più grande di quello delle persone. Del resto, non c'è forse da stupirsi troppo: se si crede in un'altra vita, spirituale, dopo quella fisica, non è completamente incomprensibile che si sia più attaccati a ciò che c'è solo nella seconda, le cose, che non a ciò che ci sarà anche nella prima, le persone.
Ma la cosa che a mio avviso fa più riflettere è il mettere prima di "Non uccidere" persino il mitico "Non commettere atti impuri" (alzi la mano chi non si è chiesto che cosa diavolo - lo so, nn sta bene parlar di diavolo in un contesto del genere :-) , chiedo scusa - significasse quando, da bambino, gliel'hanno raccontata per la prima volta): numero sei nel mitologico elenco, ma saldamente in testa alla classifica dei "preferiti" dalle alte sfere religiose (cattoliche senza dubbio, ma in linea di massima anche di altri culti che vanno per la maggiore, come quello musulmano). Se uno si chiede il perché di questa sinceramente un po' pruriginosa insistenza, be', la risposta facile è quella che ne parla tanto chi ha scelto di non saperne niente: come per una qualche forma di magra consolazione (e financo di masochismo)... la risposta meditata, che riguarda più in generale anche il discorso della castità e del celibato imposto ai sacerdoti (nelle religioni nelle quali ciò avviene) e che non mi ha stupito sentir enunciare anche da qualche sacerdote, sta invece nell'intento di controllo delle organizzazioni religiose, controllo sulle masse di fedeli (il piacere ma stigmatizzato perché è un momento in cui non si controllano le persone, l'idea che le persone siano libere di regolare secondo il proprio piacere la propria vita è dunque un'idea pericolosa) e controllo sulla manovalanza delle istituzioni religiose (un sacerdote libero di formare legami familiari sarebbe più difficilmente controllabile dall'organizzazione, tanto dal punto di vista economico quanto da quello "logistico"). Non c'è da stupirsi, dunque, che papi e cardinali paiano avere una sorta di ossessione per la sessualità dei loro sudditi: sotto sotto, è un modo per evitare che una persona senta di essere il centro del proprio mondo, e della propria vita...
sabato 1 novembre 2008
Re fasullo
Ho rivisto, per l'ennesima volta, il cartone animato "Robin Hood", datato 1973. Bello e divertente come sempre.
Come al solito, mi è piaciuta un sacco la canzone che definisce il Principe Giovanni "Re fasullo d'Inghilterra"... canzone il cui esordio mi ha fatto pensare al nostro attuale governo, ed a chi indegnamente (e forse nemmeno tanto legittimamente...) lo presiede.
"Tra un millennio e più di Giovanni sai ancor si parlerà,
non certo per le sue virtù, né per la sua bontà..."
Come al solito, mi è piaciuta un sacco la canzone che definisce il Principe Giovanni "Re fasullo d'Inghilterra"... canzone il cui esordio mi ha fatto pensare al nostro attuale governo, ed a chi indegnamente (e forse nemmeno tanto legittimamente...) lo presiede.
"Tra un millennio e più di Giovanni sai ancor si parlerà,
non certo per le sue virtù, né per la sua bontà..."
venerdì 31 ottobre 2008
Configuro vino
Ho appena concluso l'aggiornamento del PC di casa da Ubuntu 8.04 ad Ubuntu 8.10, utilizzando l'apposito sistema di upgrade automatico. Tutto bene, a parte la necessità di scaricare a parte i soliti driver non liberi per la scheda video. Giusto così.
Spettacolare il fatto che aggiornamenti per più di un GB di pacchetti si installino senza alcun problema, alla faccia di chi dice che il software libero non può avere lo stesso livello di usabilità di quello proprietario.
E geniale, nella sua quasi ovvietà, il messaggio - probabilmente tradotto in automatico in italiano - che, all'aggiornamento del pacchetto wine, recitava "Configuro vino".
Grazie Ubuntu, e grazie a Cristina per averlo notato...
Spettacolare il fatto che aggiornamenti per più di un GB di pacchetti si installino senza alcun problema, alla faccia di chi dice che il software libero non può avere lo stesso livello di usabilità di quello proprietario.
E geniale, nella sua quasi ovvietà, il messaggio - probabilmente tradotto in automatico in italiano - che, all'aggiornamento del pacchetto wine, recitava "Configuro vino".
Grazie Ubuntu, e grazie a Cristina per averlo notato...
giovedì 30 ottobre 2008
Buonanotte all'Italia
"Buonanotte all’Italia che si fa o si muore o si passa la notte a volerla comprare"
[L. Ligabue, "Buonanotte all'Italia"]
Davvero, o si fa l'Italia o si muore... forse oggi più ancora che al tempo di Garibaldi, anche se in modo diverso... e la cosa difficile è proprio che pensavamo che ci avessero pensato loro, a farla. Ed invece siamo qui di nuovo, a protestare in piazza contro la demolizione dell'istruzione pubblica, ennesimo passo verso un totale asservimento al regime dell'informazione, verso una demolizione dell'unità del nostro Paese...
Per ora, sembra proprio stiano vincendo quelli che, l'Italia, preferiscono comprarsela...
[L. Ligabue, "Buonanotte all'Italia"]
Davvero, o si fa l'Italia o si muore... forse oggi più ancora che al tempo di Garibaldi, anche se in modo diverso... e la cosa difficile è proprio che pensavamo che ci avessero pensato loro, a farla. Ed invece siamo qui di nuovo, a protestare in piazza contro la demolizione dell'istruzione pubblica, ennesimo passo verso un totale asservimento al regime dell'informazione, verso una demolizione dell'unità del nostro Paese...
Per ora, sembra proprio stiano vincendo quelli che, l'Italia, preferiscono comprarsela...
mercoledì 29 ottobre 2008
Ipocrisia
Penso che il termine "ipocrisia" si adatti perfettamente a descrivere il modo di porsi di tanti politici e prelati di casa nostra, certi sempre di avere qualche cosa da insegnare dal punto di vista morale ed umano, parlando di cose che spesso non conoscono e sulle quali non sono in grado di esercitare alcuna libertà intellettuale, ma solo uno sgradevole - e spesso interessato, e per nulla convinto - bigottismo.
Guccini - la canzone è eloquentemente intitolata "Dio è morto" - direbbe "l'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto".
Ecco, questo è un caso in cui forse apprire dalla parte della ragione è un po' più difficile... ma non per questo certa gente dismette l'aria da chi ha, sempre, qualcosa da insegnare.
Guccini - la canzone è eloquentemente intitolata "Dio è morto" - direbbe "l'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto".
Ecco, questo è un caso in cui forse apprire dalla parte della ragione è un po' più difficile... ma non per questo certa gente dismette l'aria da chi ha, sempre, qualcosa da insegnare.
martedì 28 ottobre 2008
Acqua, una risorsa sempre più scarsa e preziosa
Pubblico oggi un articolo scritto da un amico (Enrico), su un tema senza dubbio di grandissima attualità: la gestione politica delle risorse idriche. Buona lettura !
L'acqua sulla Terra è il 40 per cento in meno di trent'anni fa, e nel 2020 tre miliardi di persone resteranno senza.
E' quindi, per molti voraci predatori, una grandissima occasione di arricchimento.
In Italia, ma non solo, si sta assistendo negli ultimi anni ad una fortissima spinta perché sia privatizzata la gestione delle risorse idriche.
Sono state condotte, e si stanno conducendo, tante battaglie per impedire questo, si stanno portando avanti proposte di legge, manifestazioni, ma l'attuale governo, con la legge 133 del 6 Agosto 2008, ha definito tutti i servizi pubblici, compresa quindi l'acqua, di carattere economico, rendendo obbligatorio per comuni e province la privatizzazione entro il 2010 di tali servizi pubblici, anche quelli idrici.
E' un fatto di gravità enorme: acqua, aria, cibo non sono da abbandonare alla logica del profitto, non si può invocare una presunta efficienza economica nella gestione e possibilità di accesso a questi beni.
Ovunque la liberalizzazione dell'acqua sia stata introdotta, per i cittadini ha sempre significato un drammatico aumento dei prezzi e una decrescente qualità del servizio. E' questo che vogliamo?
Si scrive acqua, si legge vita e democrazia. Su questa cosa non possiamo fallire.
L'acqua sulla Terra è il 40 per cento in meno di trent'anni fa, e nel 2020 tre miliardi di persone resteranno senza.
E' quindi, per molti voraci predatori, una grandissima occasione di arricchimento.
In Italia, ma non solo, si sta assistendo negli ultimi anni ad una fortissima spinta perché sia privatizzata la gestione delle risorse idriche.
Sono state condotte, e si stanno conducendo, tante battaglie per impedire questo, si stanno portando avanti proposte di legge, manifestazioni, ma l'attuale governo, con la legge 133 del 6 Agosto 2008, ha definito tutti i servizi pubblici, compresa quindi l'acqua, di carattere economico, rendendo obbligatorio per comuni e province la privatizzazione entro il 2010 di tali servizi pubblici, anche quelli idrici.
E' un fatto di gravità enorme: acqua, aria, cibo non sono da abbandonare alla logica del profitto, non si può invocare una presunta efficienza economica nella gestione e possibilità di accesso a questi beni.
Ovunque la liberalizzazione dell'acqua sia stata introdotta, per i cittadini ha sempre significato un drammatico aumento dei prezzi e una decrescente qualità del servizio. E' questo che vogliamo?
Si scrive acqua, si legge vita e democrazia. Su questa cosa non possiamo fallire.
lunedì 27 ottobre 2008
Oggi come ieri
Ogni tempo ha il suo fascismo. A questo si arriva in molti modi, non solo col terrore e l’intimidazione poliziesca, ma anche distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, diffondendo la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine.
[Primo Levi, 1974]
[Primo Levi, 1974]
domenica 26 ottobre 2008
Ultime pedalate
Ultimo fine settimana di ottobre, passaggio all'ora solare: dunque, ultimo fine settimana ciclistico, per questa stagione, iniziata il primo dicembre del 2007.
Mi alzo e faccio colazione: fette biscottate, miele, marmellata. Come sempre. Ma con un sapore diverso, che viene dalla consapevolezza che sarà l'ultima volta, almeno per un po'.
Poco dopo le 10 preparo le ultime cose (contachilometri, cardiofrequenzimento, acqua, una quindicina di euro, camera d'aria di ricambio), mi vesto (maglia a manica lunga, pantaloncini a tre quarti, casco, occhiali, niente guanti) e parto. Destinazione lago di Garda, seguendo a ritroso un percorso effettuato un paio di domeniche fa.
Rientro a casa dopo 65 km, prevalentemente di pianura ma con un divertente "Intermezzo" di colline sul Garda sud-occidentale. Stanchino - il freddo inizia a farsi sentire -, allegro, rilassato, divertito.
E' bello pensare di avere davanti un mese abbondante di sabati e domeniche di totale poltrire. Anche se so che mi mancherà, prepararmi ed uscire sulla mia bicicletta rossa, sentire in faccia il vento freddo, scoprire il lago dietro una curva, dalla cima di un colle, vedere l'asfalto scorrere sotto le ruote, rientrare stanco e felice a casa....
Ma sarà ancora più bello riprendere: calendario alla mano, probabilmente sabato 6 dicembre, o domenica 7. Non vedo l'ora...
Mi alzo e faccio colazione: fette biscottate, miele, marmellata. Come sempre. Ma con un sapore diverso, che viene dalla consapevolezza che sarà l'ultima volta, almeno per un po'.
Poco dopo le 10 preparo le ultime cose (contachilometri, cardiofrequenzimento, acqua, una quindicina di euro, camera d'aria di ricambio), mi vesto (maglia a manica lunga, pantaloncini a tre quarti, casco, occhiali, niente guanti) e parto. Destinazione lago di Garda, seguendo a ritroso un percorso effettuato un paio di domeniche fa.
Rientro a casa dopo 65 km, prevalentemente di pianura ma con un divertente "Intermezzo" di colline sul Garda sud-occidentale. Stanchino - il freddo inizia a farsi sentire -, allegro, rilassato, divertito.
E' bello pensare di avere davanti un mese abbondante di sabati e domeniche di totale poltrire. Anche se so che mi mancherà, prepararmi ed uscire sulla mia bicicletta rossa, sentire in faccia il vento freddo, scoprire il lago dietro una curva, dalla cima di un colle, vedere l'asfalto scorrere sotto le ruote, rientrare stanco e felice a casa....
Ma sarà ancora più bello riprendere: calendario alla mano, probabilmente sabato 6 dicembre, o domenica 7. Non vedo l'ora...
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