Un giorno, nella pausa di una partita di calcio, parlavo con un ragazzo, Fede, che condivide con me la passione per il ciclismo, della differenza tra giocare a calcio in compagnia e pedalare da soli. Più o meno, le sue parole sono state queste: "Giocare a calcio è bello e divertente... ma la bicicletta... la biciletta è un'emozione !"...
Questa mattina, approfittando del bel sole e dell'aria quasi calda, sono uscito per la prima volta a pedalare all'aperto, dopo tre mesi di rulli e palestra... ed ho rinnovato, per l'ennesima volta, l'incredibile emozione dell'aria in faccia, del cuore che batte forte in salita, dell'asfalto che scorre sotto le ruote...
Giro "classico" da inizio e fine stagione, il "mio" giro in Franciacorta...
Giornata veramente fantastica, che ha reso a dir poco splendido questo agognato ritorno sulle "mie" strade: non faceva troppo freddo e dunque non si faticava nemmeno troppo, anche se dopo tanto aspettare anche i brevi strappetti della Franciacorta possono far soffrire... ma va bene così... "Perché è così che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine, o un odore, o un suono che poi non te li togli più. E quella lì era la felicità." La vita, per dirla con le belle parole di Alessandro Baricco, mi ha fregato tanto tempo fa, facendomi amare la bicicletta... ed è sempre una fregatura dolcissima, tanto da chiederti come hai fatto a farne a meno per tanto tempo, durante i mesi invernali...
"Due strade trovai nel bosco, ed io scelsi la meno battuta: ed è per questo che sono diverso." [Robert Frost]
sabato 4 febbraio 2006
venerdì 3 febbraio 2006
Risorse Info B
Ho deciso di mettere online lucidi ed esempi che utilizzo durante le esercitazioni di Fondamenti di Informatica B. Tali risorse saranno da oggi reperibili su questa pagina, oltre che sul sito ufficiale del corso.
lunedì 30 gennaio 2006
Info B
Questa mattina ho tenuto la prima esercitazione, per quest'anno, del corso di Fondamenti di Informatica B, presso la "mia" università... Al solito, molto emozionante entrare in un'aula in cui centottanta "matricole" aspettano di sentirti raccontare cose che probabilmente trovano molto poco divertenti... strano trovarsi in mezzo a tanta gente che, volente o nolente, ti dedica un po' di attenzione... insomma, una bella esperienza... condita temo da fin troppa propensione al cabaret da parte mia...
venerdì 27 gennaio 2006
Le "due B"
Dopo due intere settimane senza scrivere nulla, poche righe per riportare due delle uscite più divertenti degli ultimi giorni...
L'omino bianco (avrà sbagliato candeggio ???) tedesco dona all'umanità grata la sua prima enciclica (si dice "papa lungo, papa corto", potrebbe essere anche l'ultima...)... trovo veramente spaziale che in essa si sostenga che la chiesa non debba intervenire nella politica... Sparate come questa non andrebbero nemmeno commentate - ognuno è libero di scrivere e dire quello che gli pare, ma in genere la coerenza è cosa apprezzata -, tuttavia mi permetto di avanzare un paio di dubbi: è lo stesso omino bianco che qualche settimana prima tuonava contro l'ipotesi di riconoscimenti ufficiali alle famiglie omosessuali od alle coppie di fatto ? Lo stesso che ha fatto campagna elettorale contro una consultazione elettorale di uno stato che, in fin dei conti, lo ospita ? E poi: mi viene da pensare che l'omino nero Ruini e l'omino bianco Maledetto si parlino poco... i fortunati cattolici non hanno appena avuto precise indicazioni sui criteri con i quali scegliere per chi votare alle prossime elezioni politiche ?
Sullo stesso piano, in lizza per il premio "le racconti che sembrano vere", metterei il nostro amato (non Amato: quello era il precedente !) presidente operaio (ma anche presidente massaia, presidente calciatore, presidente beauty-farm, e chi più ne ha più ne metta), il quale afferma con solennità e fiero cipiglio di odiare il fatto di comparire in televisione... anche in questo caso, direi che la cosa si commenta da sè...
L'omino bianco (avrà sbagliato candeggio ???) tedesco dona all'umanità grata la sua prima enciclica (si dice "papa lungo, papa corto", potrebbe essere anche l'ultima...)... trovo veramente spaziale che in essa si sostenga che la chiesa non debba intervenire nella politica... Sparate come questa non andrebbero nemmeno commentate - ognuno è libero di scrivere e dire quello che gli pare, ma in genere la coerenza è cosa apprezzata -, tuttavia mi permetto di avanzare un paio di dubbi: è lo stesso omino bianco che qualche settimana prima tuonava contro l'ipotesi di riconoscimenti ufficiali alle famiglie omosessuali od alle coppie di fatto ? Lo stesso che ha fatto campagna elettorale contro una consultazione elettorale di uno stato che, in fin dei conti, lo ospita ? E poi: mi viene da pensare che l'omino nero Ruini e l'omino bianco Maledetto si parlino poco... i fortunati cattolici non hanno appena avuto precise indicazioni sui criteri con i quali scegliere per chi votare alle prossime elezioni politiche ?
Sullo stesso piano, in lizza per il premio "le racconti che sembrano vere", metterei il nostro amato (non Amato: quello era il precedente !) presidente operaio (ma anche presidente massaia, presidente calciatore, presidente beauty-farm, e chi più ne ha più ne metta), il quale afferma con solennità e fiero cipiglio di odiare il fatto di comparire in televisione... anche in questo caso, direi che la cosa si commenta da sè...
venerdì 13 gennaio 2006
Castelli di rabbia
Che sia davvero come dice Alessandro Baricco ?
... forse, sempre, e per tutti, altro non è mai, lèggere, che fissare un punto per non essere sedotti, e rovinati, dall'incontrollabile strisciare via del mondo. Non si leggerebbe, nulla, se non fosse per paura. O per rimandare la tentazione di un rovinoso desiderio a cui, si sa, non si saprà resistere. Si legge per non alzare lo sguardo verso il finestrino, questa è la verità. Un libro aperto è sempre la certificazione della presenza di un vile - gli occhi inchiodati su quelle righe per non farsi rubare lo sguardo dal bruciore del mondo - le parole che a una ad una stringono il fragore del mondo in un imbuto opaco fino a farlo colare in formine di vetro che chiamano libri - la più raffinata delle ritirate, questa è la verità. Una sporcheria. Però: dolcissima ... lèggere è una sporcheria dolcissima. Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della prima pagina di un libro ? No, quella è la sola e più dolce custodia di ogni paura - un libro che inizia ...
... forse, sempre, e per tutti, altro non è mai, lèggere, che fissare un punto per non essere sedotti, e rovinati, dall'incontrollabile strisciare via del mondo. Non si leggerebbe, nulla, se non fosse per paura. O per rimandare la tentazione di un rovinoso desiderio a cui, si sa, non si saprà resistere. Si legge per non alzare lo sguardo verso il finestrino, questa è la verità. Un libro aperto è sempre la certificazione della presenza di un vile - gli occhi inchiodati su quelle righe per non farsi rubare lo sguardo dal bruciore del mondo - le parole che a una ad una stringono il fragore del mondo in un imbuto opaco fino a farlo colare in formine di vetro che chiamano libri - la più raffinata delle ritirate, questa è la verità. Una sporcheria. Però: dolcissima ... lèggere è una sporcheria dolcissima. Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della prima pagina di un libro ? No, quella è la sola e più dolce custodia di ogni paura - un libro che inizia ...
mercoledì 11 gennaio 2006
Grazie Fabrizio
Sette anni fa, come oggi, moriva Fabrizio De Andrè.
Era una giornata fredda di gennaio, probabilmente: come quella di oggi, certo, ma più fredda per il fatto che ci lasciava un grande della musica italiana.
Il primo ricordo nitido che ho di una canzone di Fabrizio risale a più di vent'anni fa, ad una calda sera d'estate in un paese della riviera veneta: mia mamma che canta "La guerra di Piero" a me ed a mia sorella, io che piango, forse perchè ero un bambino e la canzone è triste, forse perchè già allora tendevo a comportarmi, in certe situazioni, come una fontana... o forse, semplicemente, perchè il protagonista della canzone si chiama quasi come me, e fa una fine triste, che ho però sempre considerato una fine "bella". Ed è questa forse un po' la costante delle canzoni di De Andrè, il loro riuscire ad essere, spesso, dolci, ciniche, tristi e divertenti allo stesso tempo: e sempre profonde, sempre canzoni che ti lasciano come un senso di vuoto quando finiscono.
Ho ascoltato le canzoni di Fabrizio fin da bambino, ricordo la prima volta che ho ascoltato un suo album per intero (si trattava del primo volume del concerto con la PFM, inizio anno 1979... non avevo nemmeno un anno, ai tempi, eppure è musica che sento mia come poche altre), la persona che me l'aveva prestato... ho iniziato a cercare tutto ciò che Fabrizio ha scritto e cantato quando ormai lui non c'era più... ed è questo il più grande rimpianto che mi rimane, quello di non aver mai assistito ad un suo concerto. Ma qualcosa di quello che sono, nel bene e nel male, lo devo anche a lui, alla sua musica ed alle sue parole... e dunque, grazie Fabrizio, per avermi insegnato "la mia distanza dalle stelle", per avermi fatto capire che spesso forza e fragilità, in una persona, sono solo due facce della stessa medaglia... e per aver reso il mondo un posto un po' migliore.
Era una giornata fredda di gennaio, probabilmente: come quella di oggi, certo, ma più fredda per il fatto che ci lasciava un grande della musica italiana.
Il primo ricordo nitido che ho di una canzone di Fabrizio risale a più di vent'anni fa, ad una calda sera d'estate in un paese della riviera veneta: mia mamma che canta "La guerra di Piero" a me ed a mia sorella, io che piango, forse perchè ero un bambino e la canzone è triste, forse perchè già allora tendevo a comportarmi, in certe situazioni, come una fontana... o forse, semplicemente, perchè il protagonista della canzone si chiama quasi come me, e fa una fine triste, che ho però sempre considerato una fine "bella". Ed è questa forse un po' la costante delle canzoni di De Andrè, il loro riuscire ad essere, spesso, dolci, ciniche, tristi e divertenti allo stesso tempo: e sempre profonde, sempre canzoni che ti lasciano come un senso di vuoto quando finiscono.
Ho ascoltato le canzoni di Fabrizio fin da bambino, ricordo la prima volta che ho ascoltato un suo album per intero (si trattava del primo volume del concerto con la PFM, inizio anno 1979... non avevo nemmeno un anno, ai tempi, eppure è musica che sento mia come poche altre), la persona che me l'aveva prestato... ho iniziato a cercare tutto ciò che Fabrizio ha scritto e cantato quando ormai lui non c'era più... ed è questo il più grande rimpianto che mi rimane, quello di non aver mai assistito ad un suo concerto. Ma qualcosa di quello che sono, nel bene e nel male, lo devo anche a lui, alla sua musica ed alle sue parole... e dunque, grazie Fabrizio, per avermi insegnato "la mia distanza dalle stelle", per avermi fatto capire che spesso forza e fragilità, in una persona, sono solo due facce della stessa medaglia... e per aver reso il mondo un posto un po' migliore.
lunedì 2 gennaio 2006
Buon anno !
Per inaugurare degnamente il nuovo anno, ecco due nuove gallerie fotografiche: la prima riporta alcune immagini scattate nella zona di casa mia dopo la bella nevicata di mercoledì 28 dicembre, mentre la seconda raccoglie le fotografie scattate a cavallo di Capodanno a Pieve di Bono, a casa di Nicola... buona visione a tutti... ed ovviamente BUON ANNO !!!
mercoledì 7 dicembre 2005
(Troppo) libera Chiesa in libero (?) Stato
E' di questi giorni la notizia dell'ennesimo, intollerabile tentativo di ingerenza delle alte sfere vaticane negli affari e nella politica dello Stato Italiano. Non che si tratti di una novità, ma varrebbe la pena di riflettere un po' sul famoso "Libera Chiesa in Libero Stato", espressione che rappresenta in qualche modo il senso del Concordato del 1984 tra Stato Italiano e Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Il Concordato stabilisce infatti la sovranità e l'autonomia di Stato e Chiesa sulle rispettive sfere d'influenza. Ciò significa che, come è giusto, lo Stato non può nè deve interferire con questioni interne alla vita della Chiesa Cattolica, mentre la Chiesa Cattolica non deve nè può interferire con la vita politica e con le istituzioni dello Stato.
Ora, se la prima delle due questioni non si è nemmeno mai posta (qualcuno riesce ad immaginarsi Ciampi che fa pressioni, ad esempio, perchè la misogina Chiesa Cattolica preveda il sacerdozio femminile ?), la seconda si pone ormai sempre più di frequente, di fronte ai ripetuti ed intollerabili attacchi che quasi quotidianamente vengono portati all'autonomia legislativa dello Stato Italiano da parte degli alti papaveri delle gerarchie ecclesiastiche cattoliche.
Tali ingerenze vanno dalle recenti critiche ad una riforma costituzionale appena approvata dal parlamento italiano, con la benigna promessa di non dare indicazioni di voto ai relativi referendum confermativi, al meno recente, straordinario attivismo in occasione dei referendum di primavera sulla fecondazione assistita; dalle spinte a rivedere la legge 194 del 1978 sull'aborto, alle considerazioni su programmi di governo dei candidati alle elezioni politiche del prossimo anno.
La cosa divertente, se vogliamo vederla dal punto di vista della vis comica, onnipresente nella prosopopea con la quale i signori con la gonna lunga esternano alla nazione i loro augusti punti di vista, è che, accanto a queste illegali iniziative politiche di chi di politica non si dovrebbe occupare, sono all'ordine del giorno anche le lamentele del Batman bianco, ex cardinale Nazinger, ora Maledetto XVI, secondo il quale la libertà di religione, la libertà di credere, non è ancora totalmente garantita: la colpa a suo dire sarebbe del relativismo della scienza e della razionalità, e mai era capitato di sentire più netta affermazione che la fede sia, prima di tutto, irrazionalità.
Al di là del fatto che non c'è nulla di male nell'irrazionalità - la religione non è certo l'unico aspetto irrazionale della vita degli uomini: che cosa c'è di razionale nel tifare per una squadra di calcio, o nel credere che che un gatto nero porti sfortuna, o che mangiare lenticchie a Capodanno porti al contrario soldi ? Anche in questo caso, esattamente come nel caso delle religioni, si tratta di fede, di credere o meno in qualche cosa senza che ci sia un motivo razionale. "Credere" d'altra parte si contrappone di per sè al pragmatismo del riconoscere una cosa come reale solo a seguito di una "prova provata". Al di là di questo fatto, dicevo, il discorso del signor Nazy sembra ignorare completamente l'altro aspetto della propria medaglia: e la libertà di non credere ? La libertà di potersi comportare come suggeriscono la propria coscienza, le proprie convinzioni, il proprio modo di sentire, anche se non si fa riferimento a nessuna confessione religiosa ? A meno che per "libertà religiosa" non intendesse più che altro "libertà religiosa cattolica": in questo caso il suo discorso non fa una grinza... dal punto di vista di chi non riconosce, il che è legittimo, nè rispetta, il che non lo è per niente !, alcun tipo di fede diversa dalla propria.
Nessuno nega, nè vorrebbe negare, la possibilità, per i rappresentanti di qualunque fede religiosa, di far conoscere ai proprio fedeli le proprie "direttive di comportamento" su scelte personali come sono, necessariamente, quelle legate a qualche cosa di personale come la fede; ma è assolutamente fuori luogo, oltre che come già detto illegale, ed intollerato in tutti i paesi moderni e liberi, che un Ruini qualsiasi possa esprimere giudizi pubblici su programmi, attività di governo, consultazioni popolari, attività legislative, invitando, più o meno espicitamente, i "fedeli" a comportarsi di conseguenza. In questo caso non si tratta di libertà di religione, si tratta di ingerenza nelle attività pubbliche di uno Stato sovrano e, soprattutto, laico.
Inviterei il signor Ruini ed il signor Maledetto ad occuparsi delle questioni religiose più che di legami civili tra omosessuali o di referendum, di governi o di leggi: in questo modo eviterebbero di svilire ulteriormente il ruolo di tante persone che credono ma non per questo pretendono di imporre la propria fede agli altri. E per "altri", signor Nazinger, si intende tanto chi ha una fede diversa dalla sua, quanto chi non ha una "fede" nel senso religioso del termine.
Concludo con un pensiero di Pierpaolo Pasolini, che trent'anni fa diceva "Sono contro l'aborto, ma sono a favore della sua legalizzazione": in un vero paese laico e democratico le cose funzionano così, tenendo separati il livello delle convinzioni personali, che regolano il comportamento di ciascuno, ed il livello delle regole comuni, che deve garantire la libertà di coscienza di tutti, e non solo di una (presunta) maggioranza arrogante.
Ora, se la prima delle due questioni non si è nemmeno mai posta (qualcuno riesce ad immaginarsi Ciampi che fa pressioni, ad esempio, perchè la misogina Chiesa Cattolica preveda il sacerdozio femminile ?), la seconda si pone ormai sempre più di frequente, di fronte ai ripetuti ed intollerabili attacchi che quasi quotidianamente vengono portati all'autonomia legislativa dello Stato Italiano da parte degli alti papaveri delle gerarchie ecclesiastiche cattoliche.
Tali ingerenze vanno dalle recenti critiche ad una riforma costituzionale appena approvata dal parlamento italiano, con la benigna promessa di non dare indicazioni di voto ai relativi referendum confermativi, al meno recente, straordinario attivismo in occasione dei referendum di primavera sulla fecondazione assistita; dalle spinte a rivedere la legge 194 del 1978 sull'aborto, alle considerazioni su programmi di governo dei candidati alle elezioni politiche del prossimo anno.
La cosa divertente, se vogliamo vederla dal punto di vista della vis comica, onnipresente nella prosopopea con la quale i signori con la gonna lunga esternano alla nazione i loro augusti punti di vista, è che, accanto a queste illegali iniziative politiche di chi di politica non si dovrebbe occupare, sono all'ordine del giorno anche le lamentele del Batman bianco, ex cardinale Nazinger, ora Maledetto XVI, secondo il quale la libertà di religione, la libertà di credere, non è ancora totalmente garantita: la colpa a suo dire sarebbe del relativismo della scienza e della razionalità, e mai era capitato di sentire più netta affermazione che la fede sia, prima di tutto, irrazionalità.
Al di là del fatto che non c'è nulla di male nell'irrazionalità - la religione non è certo l'unico aspetto irrazionale della vita degli uomini: che cosa c'è di razionale nel tifare per una squadra di calcio, o nel credere che che un gatto nero porti sfortuna, o che mangiare lenticchie a Capodanno porti al contrario soldi ? Anche in questo caso, esattamente come nel caso delle religioni, si tratta di fede, di credere o meno in qualche cosa senza che ci sia un motivo razionale. "Credere" d'altra parte si contrappone di per sè al pragmatismo del riconoscere una cosa come reale solo a seguito di una "prova provata". Al di là di questo fatto, dicevo, il discorso del signor Nazy sembra ignorare completamente l'altro aspetto della propria medaglia: e la libertà di non credere ? La libertà di potersi comportare come suggeriscono la propria coscienza, le proprie convinzioni, il proprio modo di sentire, anche se non si fa riferimento a nessuna confessione religiosa ? A meno che per "libertà religiosa" non intendesse più che altro "libertà religiosa cattolica": in questo caso il suo discorso non fa una grinza... dal punto di vista di chi non riconosce, il che è legittimo, nè rispetta, il che non lo è per niente !, alcun tipo di fede diversa dalla propria.
Nessuno nega, nè vorrebbe negare, la possibilità, per i rappresentanti di qualunque fede religiosa, di far conoscere ai proprio fedeli le proprie "direttive di comportamento" su scelte personali come sono, necessariamente, quelle legate a qualche cosa di personale come la fede; ma è assolutamente fuori luogo, oltre che come già detto illegale, ed intollerato in tutti i paesi moderni e liberi, che un Ruini qualsiasi possa esprimere giudizi pubblici su programmi, attività di governo, consultazioni popolari, attività legislative, invitando, più o meno espicitamente, i "fedeli" a comportarsi di conseguenza. In questo caso non si tratta di libertà di religione, si tratta di ingerenza nelle attività pubbliche di uno Stato sovrano e, soprattutto, laico.
Inviterei il signor Ruini ed il signor Maledetto ad occuparsi delle questioni religiose più che di legami civili tra omosessuali o di referendum, di governi o di leggi: in questo modo eviterebbero di svilire ulteriormente il ruolo di tante persone che credono ma non per questo pretendono di imporre la propria fede agli altri. E per "altri", signor Nazinger, si intende tanto chi ha una fede diversa dalla sua, quanto chi non ha una "fede" nel senso religioso del termine.
Concludo con un pensiero di Pierpaolo Pasolini, che trent'anni fa diceva "Sono contro l'aborto, ma sono a favore della sua legalizzazione": in un vero paese laico e democratico le cose funzionano così, tenendo separati il livello delle convinzioni personali, che regolano il comportamento di ciascuno, ed il livello delle regole comuni, che deve garantire la libertà di coscienza di tutti, e non solo di una (presunta) maggioranza arrogante.
lunedì 5 dicembre 2005
Amicofragile Java Lib - API On Line
Ho provveduto a rendere disponibili le API Javadoc delle mie librerie anche per una consultazione on - line, e non più esclusivamente come pacchetti da scaricare. Spero che qualcuno trovi la cosa interessante, e che magari ne sia invogliato ad utilizzare le mie librerie... ed a segnalarmi eventuali malfunzionamenti !!!
AmicofragileConfiguration API On Line
AmicofragileData API On Line
AmicofragileUtil API On Line
AmicofragileWeb API On Line
I pacchetti di sorgenti, binari e documentazione sono scaricabili alla pagina principale delle mie librerie.
AmicofragileConfiguration API On Line
AmicofragileData API On Line
AmicofragileUtil API On Line
AmicofragileWeb API On Line
I pacchetti di sorgenti, binari e documentazione sono scaricabili alla pagina principale delle mie librerie.
venerdì 2 dicembre 2005
Sistemi Operativi A
Ieri pomeriggio ho tenuto l'ultima esercitazione, per quest'anno, del corso di Sistemi Operativi A. In qualche modo mi mancherà, questo "appuntamento del giovedì" con la possibilità di insegnare qualche cosa a qualcuno e di imparare a mia volta qualche cosa dai dubbi e dalle perplessità degli studenti. Ora non resta che correggere gli esercizi svolti durante l'ultima seduta di laboratorio e darne una valutazione... forse è questa la parte meno gratificante del ruolo di insegnante: non il fatto di svolgere le correzioni, badate bene !, bensì la necessità di valutare il lavoro di altre persone. Certo da studenti la cosa sembra sempre quasi banale, per un insegnante. In realtà trovo che sia tutto tranne che banale associare un numero all'impegno di una persona...
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