mercoledì 20 gennaio 2010

Se una notte d'inverno una Binetti...

Paola Binetti è una dirigente del PD, nota principalmente per le posizioni "più papiste del papa", i cilici, le parole in libertà sull'omosessualità. Qualcuno, l'altro giorno, me ne ha parlato dicendo la Binetti è come i talebani (personalmente trovo che i talebani vestano un po' meglio).

Degli ultimi giorni le sue - non certo più illuminate del solito - affermazioni sulle elezioni regionali del Lazio: la Binetti, dopo aver detto di preferire il candidato del PDL (Renata Polverini) a quello del PD (Emma Bonino), ha anche affermato che sosterrà la POlverini e che, in caso di vittoria della Bonino, se ne andrà dal PD.

Ora: è un po' come se, in vista del prossimo derby di Milano, Gattuso dichiarasse di essere interista, di essere intenzionato a tentare di far gol al proprio portiere e che, in caso di vittoria milanista, se ne andrà dalla squadra: un non senso dietro l'altro. Ma mi è chiaro - fin troppo - perché un personaggio del genere preferisca stare in un PD col quale non è d'accordo piuttosto che migrare verso lidi più sistematicamente allineati ai sospiri del Vaticano: perché una figura da crociata nel PD fa parlare di sé ogni giorno, la stessa figura accanto a Rutelli o Casini non farebbe notizia.

Ciò che davvero non capisco, in tutto questo, è perché la dirigenza del PD - il suo segretario Bersani - non le dicano pergo, quella è la porta. O, più ironicamente: se vince la Bonino te ne va? Se vince la Polverini ti cacciamo noi...

Revisionismo corrotto

Ma neanche per idea!

martedì 19 gennaio 2010

venerdì 15 gennaio 2010

Utilizzatore finale

No, in questo caso non si parla di mignotte, nonostante il titolo ed il personaggio cui esso si riferisce.

Si parla di conflitto d'interessi, e della guerra che da mesi il presidente del consiglio porta avanti contro Sky, con i nostri soldi ed a favore delle sue televisioni.

Leggete questo post: richiede 2' e dà un'idea abbastanza precisa del perché una persona con interessi economici di un certo genere non dovrebbe potersi trovare nella possibilità di attuare provvedimenti sugli ambiti che questi interessi riguardano. Che è poi come dire che nessuno juventino sarebbe - giustamente -  contento di giocare un Juventus-Inter arbitrata da Massimo Moratti (senza nulla togliere a Moratti, che potrebbe benissimo essere imparziale, ma quel che conta è il principio)...

L'umanità

"L'umanità deve vivere in un mondo unito, dove si mescolino le razze, le lingue, i costumi e i sogni di tutti gli uomini. Il nazionalismo ripugna alla ragione. In nulla beneficia i popoli. Serve solo perché in suo nome si commettano i peggiori  abusi."

[Il professor Leal, in "D'amore e ombra" di Isabel Allende]

(con buona pace di Maroni e Calderoli)

Polli da spennare

Concordo pienamente con questo post (notevole anche la battuta su Fisichella).

Proibire è inutile. Se uno vuole farsi fottere, prima o poi troverà il modo di togliersi lo sfizio. Però, sarebbe utile almeno proibire la pubblicità del gioco d’azzardo così come si fa con le sigarette e come andrebbe fatto, ma non si fa, per l’alcol.
Fumi, beva e giochi chi vuole, ma almeno non si associ a questo comportamento un’immagine vincente e di successo.
Mettersi davanti ad uno schermo a schiacciare tasti per far accendere e spegnere lucine è da falliti. Chi dice il contrario mente e non dovrebbe essergli consentito.

giovedì 14 gennaio 2010

Bianco-neri

D'accordo, la Juventus non vince uno scudetto dal campionato 2002-2003: un po' di frustrazione è comprensibile (lo dico da interista, diciassette anni senza scudetto...). Non mi pare tuttavia passibile di giustificazione alcuna il comportamento di quegli ultras juventini che, dopo le sconfitte della propria squadra (a Catania prima, in casa col Milan poi), invocano a gran voce il ritorno di Luciano Moggi. Ovvero di colui che ha gestito la macchina di corruzione arbitrale che ha portato ai grandi successi juventini del recente passato. Come dire: meglio vincere rubando che non vincere proprio. Mi piace pensare che per la maggioranza dei tifosi juventini non valga un principio del genere, certo è che è piuttosto triste sentire cori a favore del padre di Calciopoli...

PS: sempre a proposito di cori: anche ieri sera i suddetti ultras bianco-neri (con preferenza per il bianco) si sono distinti per l'ennesimo "Non ci sono Italiani neri", dando ampia dimostrazione che la stupidità non richiede la presenza di una causa scatenante (Balotelli, nel caso specifico) ma sa esprimermi benissimo in autonomia...

Un latitante

Viene spontaneo chiedersi in quale paese civile e democratico il direttore del telegiornale della più grande rete televisiva pubblica potrebbe permettersi di definire "capro espiatorio" un figuro condannato definitivamente, ed in contumacia, dalla magistratura.

In nessuno, è la risposta. Il che non fa che confermare che l'Italia non è un paese civile né democratico.

UPDATED: ecco, appunto: Due dita negli occhi della Storia

martedì 12 gennaio 2010