"Il cristiano non può essere un buon cittadino. Se lo è, lo è di fatto, ma non di principio, perché la patria del cristiano non è di questo mondo"
"Due strade trovai nel bosco, ed io scelsi la meno battuta: ed è per questo che sono diverso." [Robert Frost]
venerdì 9 gennaio 2009
giovedì 8 gennaio 2009
Quale volontà ?
Vorrei proporre la lettura di questo articolo di Paolo Flores D'Arcais, che ben inquadra i termini della discussione circa il caso di Eluana Englaro e, più in generale, a proposito di testamento biologico e di tutto ciò che ad esso è correlato: volontà del cittadino o volontà di dio ?
Scrive Flores D'Arcais: Qui si tratta semplicemente di decidere tra libertà democratiche e pretese di teocrazia. Il nudo fatto che se ne debba discutere dimostra già l’incredibile abisso di arretramento storico e civile che sta vivendo il nostro paese. Come non concordare ?
Scrive Flores D'Arcais: Qui si tratta semplicemente di decidere tra libertà democratiche e pretese di teocrazia. Il nudo fatto che se ne debba discutere dimostra già l’incredibile abisso di arretramento storico e civile che sta vivendo il nostro paese. Come non concordare ?
Accoglienza
mercoledì 7 gennaio 2009
Compañero
Dopo quasi due anni, nei quali è periodicamente ritornato sul mio comodino, tra un romanzo ed un saggio, tra un fumetto ed un manuale, ho concluso la lettura del bel libro "Compañero - Vita e morte di Ernesto Guevara", biografia di Ernesto "Che" Guevara. Il racconto si snoda lungo tutta la vita del "Che", dall'infanzia in Argentina alla morte in Bolivia, nell'ottobre del 1967, passando per la rivoluzione cubana, gli incarichi di governo, l'idealismo che l'ha portato a combattere in Congo ed a morire in America Latina, diventando in tal modo immortale...
Una lettura emozionante, a tratti avvincente, certo interessante per quanto riguarda l'analisi delle posizioni politiche del "Che" cosi come si sono evolute nell'arco della sua vita, muovendosi attorno al punto centrale della lotta dalla parte degli ultimi, per una società più giusta.
Ancora una volta, voglio citare uno dei ringraziamenti del primo album di Daniele Silvestri, ripreso poi in quelli della mia tesi di laurea: grazie ad Ernesto Guevara, per la sua vita e non solo.
Una lettura emozionante, a tratti avvincente, certo interessante per quanto riguarda l'analisi delle posizioni politiche del "Che" cosi come si sono evolute nell'arco della sua vita, muovendosi attorno al punto centrale della lotta dalla parte degli ultimi, per una società più giusta.
Ancora una volta, voglio citare uno dei ringraziamenti del primo album di Daniele Silvestri, ripreso poi in quelli della mia tesi di laurea: grazie ad Ernesto Guevara, per la sua vita e non solo.
martedì 6 gennaio 2009
Epifania
Ma se il 25 dicembre il Papa, abbandonando la tradizionale maschera da pupazzo di neve, ha indossato quella da babbo natale... oggi ci dobbiamo aspettare di vederlo sfrecciare su una scopa, travestito da vecchietta ?
lunedì 5 gennaio 2009
Neve, bici e gelo !
Le due uscite in bicicletta con le quali ho inaugurato il 2009 sportivo hanno una cosa in comune: il freddo.
Venerdì mattina mi sono alzato, con l'idea di pedalare per un centinaio di km. Vista la nebbia che avvolgeva la città, ho pensato di ripiegare su una quarantina di km in Valtrompia, valle a nord di Brescia che in genere rimane completamente sgombra dalla nebbia. Ero incerto se uscire o meno, poi mi sono fidato delle previsioni del tempo, che davano sole da Concesio in su, e sono partito. Sono rientrato dopo un'ora e venticinque e quarantun km per almeno due terzi percorsi in mezzo ad un fitto nebbione, in barba a qualunque previsione. Per tutto il ritorno verso la città, in leggera discesa, ho pensato che sarei morto da un momento all'altro per il freddo e per le fitte a mani e piedi... i quali si erano quasi completamente bagnati per via dell'acqua che la neve in via di scioglimento lasciava andare sull'asfalto...
Questa mattina, invece, c'era il sole: viste le temperature di questi giorni, ho pensato ad un giro non troppo lungo, di una quarantina di km, tra le colline della Franciacorta. In questo caso niente nebbia, ma una temperatura probabilmente più bassa rispetto a quella dei giorni scorsi: prova ne siano le fotografie che seguono, nelle quali si vede come sull'esterno della borraccia si siano congelate alcune gocce d'acqua...
Verranno tempi migliori, per pedalare. Se non altro, più caldi !


Venerdì mattina mi sono alzato, con l'idea di pedalare per un centinaio di km. Vista la nebbia che avvolgeva la città, ho pensato di ripiegare su una quarantina di km in Valtrompia, valle a nord di Brescia che in genere rimane completamente sgombra dalla nebbia. Ero incerto se uscire o meno, poi mi sono fidato delle previsioni del tempo, che davano sole da Concesio in su, e sono partito. Sono rientrato dopo un'ora e venticinque e quarantun km per almeno due terzi percorsi in mezzo ad un fitto nebbione, in barba a qualunque previsione. Per tutto il ritorno verso la città, in leggera discesa, ho pensato che sarei morto da un momento all'altro per il freddo e per le fitte a mani e piedi... i quali si erano quasi completamente bagnati per via dell'acqua che la neve in via di scioglimento lasciava andare sull'asfalto...
Questa mattina, invece, c'era il sole: viste le temperature di questi giorni, ho pensato ad un giro non troppo lungo, di una quarantina di km, tra le colline della Franciacorta. In questo caso niente nebbia, ma una temperatura probabilmente più bassa rispetto a quella dei giorni scorsi: prova ne siano le fotografie che seguono, nelle quali si vede come sull'esterno della borraccia si siano congelate alcune gocce d'acqua...
Verranno tempi migliori, per pedalare. Se non altro, più caldi !
domenica 4 gennaio 2009
La parola all'esperto
"Il rifiuto del dialogo porta a sofferenze indicibili".
Se lo dice lui... quello di "L'unica vera fede è la nostra"... è il caso di credergli: in fondo, è uno dei massimi esperti mondiali di rifiuto del dialogo !!!
Se lo dice lui... quello di "L'unica vera fede è la nostra"... è il caso di credergli: in fondo, è uno dei massimi esperti mondiali di rifiuto del dialogo !!!
sabato 3 gennaio 2009
Montalcini
Se avete cinque minuti da dedicare alla lettura di un'intervista ad una persona davvero speciale, cliccate qui...
venerdì 2 gennaio 2009
Alitalia o Forzitalia ?
Breve riassunto: nel marzo 2008 (sotto il governo Prodi) Air France si offriva di acquistare Alitalia, debiti compresi, con la disponibilità ad investire nel progetto di risanamento una cifra complessiva di circa due miliardi di euro.
Levata di scudi dell'opposizione (allora) di centrodestra, della Regione Lombardia (centrodestra), dei sindacati (che giudicavano troppo elevato il numero di esuberi previsti dal piano industriale stilato da Air France). Il giullare nazionale, in particolare, tuonava contro un'operazione che, a suo dire, svendeva la compagnia di bandiera italiana (così ben gestita dagli Italiani negli ultimi decenni) all'estero, ed avrebbe dovuto far nascere in industriali nostrani il patriottico desiderio di impegnarsi per mantenerne la proprietà in Italia. L'accordo non andò in porto, principalmente per questo tipo di posizione contraria: il governo Prodi, in vista di elezioni (dalle quali il centrodestra sarebbe uscito vincitore) si sentì in obbligo di tenere conto delle posizioni degli avversari, in nome di un qualche tentativo di unità nazionale sulla vicenda. Da tali posizioni Air France fu spaventata e respinta, ed il centrodestra cantò vittoria.
Ora, meno di nove mesi dopo, con un governo di centrodestra, Alitalia è stata regalata (per poco più di un miliardo di euro) ad un gruppo di imprenditori italiani, amici degli amici in buona tradizione italica. Ovviamente, senza debiti: i quali rimangono dello Stato, ovvero di tutti noi. Il manipolo di coraggiosissimi imprenditori in questione sta chiudendo in questi giorni un accordo con Air France: cederà alla compagnia francese il 25% della nuova Alitalia, in cambio di circa 300 milioni di euro.
Se è evidente quali siano i vantaggi per il giullare nazionale e per i suoi amici, nonché per Air France, che paga 300 il 25% di una compagnia sana anziché investire 2000 per il 100% di una compagnia indebitata, non è chiaro che vantaggio dovrebbero aver tratto dalla conclusione della vicenda i cittadini italiani od i dipendenti di Alitalia: a proposito... ovviamente nessuno che dica chiaramente quanti saranno gli esuberi, in perfetto stile regime, con la stampa completamente allineata sui comunicati ufficiali (nei quali si parla ovviamente solo del numero di assunti, e non di quello di chi rimane per strada...). Ed il PD, ovviamente, su tutto questo, dorme.
Non che ci sia da stupirsi... ma che qualcuno s'indignasse sarebbe anche ora...
Levata di scudi dell'opposizione (allora) di centrodestra, della Regione Lombardia (centrodestra), dei sindacati (che giudicavano troppo elevato il numero di esuberi previsti dal piano industriale stilato da Air France). Il giullare nazionale, in particolare, tuonava contro un'operazione che, a suo dire, svendeva la compagnia di bandiera italiana (così ben gestita dagli Italiani negli ultimi decenni) all'estero, ed avrebbe dovuto far nascere in industriali nostrani il patriottico desiderio di impegnarsi per mantenerne la proprietà in Italia. L'accordo non andò in porto, principalmente per questo tipo di posizione contraria: il governo Prodi, in vista di elezioni (dalle quali il centrodestra sarebbe uscito vincitore) si sentì in obbligo di tenere conto delle posizioni degli avversari, in nome di un qualche tentativo di unità nazionale sulla vicenda. Da tali posizioni Air France fu spaventata e respinta, ed il centrodestra cantò vittoria.
Ora, meno di nove mesi dopo, con un governo di centrodestra, Alitalia è stata regalata (per poco più di un miliardo di euro) ad un gruppo di imprenditori italiani, amici degli amici in buona tradizione italica. Ovviamente, senza debiti: i quali rimangono dello Stato, ovvero di tutti noi. Il manipolo di coraggiosissimi imprenditori in questione sta chiudendo in questi giorni un accordo con Air France: cederà alla compagnia francese il 25% della nuova Alitalia, in cambio di circa 300 milioni di euro.
Se è evidente quali siano i vantaggi per il giullare nazionale e per i suoi amici, nonché per Air France, che paga 300 il 25% di una compagnia sana anziché investire 2000 per il 100% di una compagnia indebitata, non è chiaro che vantaggio dovrebbero aver tratto dalla conclusione della vicenda i cittadini italiani od i dipendenti di Alitalia: a proposito... ovviamente nessuno che dica chiaramente quanti saranno gli esuberi, in perfetto stile regime, con la stampa completamente allineata sui comunicati ufficiali (nei quali si parla ovviamente solo del numero di assunti, e non di quello di chi rimane per strada...). Ed il PD, ovviamente, su tutto questo, dorme.
Non che ci sia da stupirsi... ma che qualcuno s'indignasse sarebbe anche ora...
giovedì 1 gennaio 2009
2009
Ed eccoci qui, dopo una notte passata a mangiare ed a fare a palle di neve: buon anno, a tutti... con l'auspicio che sia - per quanto riguarda il nostro Paese - più democratico e più laico di quello passato... il quale non è che si sia particolarmente distinto, da quel punto di vista !
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