lunedì 11 gennaio 2016

Diciassette

Diciassette anni fa avevo quasi ventun'anni ed ero innamorato di una ragazza che anni dopo sarebbe diventata la mia fidanzata e poi mia moglie.
Diciassette anni fa ero un po' triste: moriva infatti Fabrizio De André, le cui canzoni mi avevano accompagnato, cantate da mia mamma, per tutta l'infanzia.
Successivamente, quella di De André è diventata senza dubbio la musica che più amo; col senno di poi, dunque, sono certo che, oggi, ad una notizia del genere piangerei.
Diciassette anni dopo, e come ogni anno, non posso che rammentare a me stesso che è stato meglio lasciarsi che non essersi mai incontrati...

giovedì 7 gennaio 2016

mercoledì 30 dicembre 2015

Quando Google tradisce

Ascoltavo musica su youtube, l'altro giorno, mentre lavoravo - lo faccio quasi sempre: scelgo una canzone e poi lascio fare a "lui".
In genere funziona.
Poi succede quello che non t'aspetti - e ci sarebbero forse gli estremi per una causa contro Google ;-).
Succede che parti da una canzone di Ligabue e, dopo mezza mattina di tranquillo e spensierato ascolto, di colpo, senza nemmeno un'avvisaglia, senza preavviso, ti ritrovi nelle orecchie Francesco Renga.
Roba che uno potrebbe anche subire dei danni, se non fosse pronto ad intervenire, silenziando il tutto.

Va' a fidarti della tecnologia...

lunedì 7 dicembre 2015

Telefonare ore pasti

Curiosa, la descrizione dell'acquisto presentatami da Amazon, mentre mi accingevo a comperare un telefono fisso...


Chiese

(nel senso del sostantivo, non in quello della voce verbale)

Esistono molte chiese - e non solo nel senso degli ahimé onnipresenti edifici esentasse.

Esistono molte Chiese a seguito della Riforma Protestante, della relativa Controriforma e di tutte le dispute che ne sono seguite e che mai si ricomporranno - se del resto ci si divide su questioni essenziali come la verginità di Maria, quali possibilità ci sono di trovare, poi, un accordo?

Ma esistono molte chiese anche nella Chiesa (l'unica, la vera, l'originale: Romana e Santa, manco a dirlo); c'è la chiesa del Ministero e quella delle Comunità, sosteneva il sacerdote che mi ha sposato, sottintendendo che non sempre le due realtà vanno d'accordo e che diversa è la sensibilità nei confronti diciamo della vita reale delle persone reali.

La cosa mi è tornata in mente, e mi è parsa evidente, notando il differente tono dei commenti ai recenti fatti di Rozzano provenienti da diverse parti della Chiesa.
La nota ufficiale della CEI, l'essenza cioè della Chiesa intesa come struttura di potere, parlava (a proposito dell'iniziativa, come visto ampiamente distorta ed ingigantita nel racconto della stampa, del preside di Rozzano) di scelta ideologica.
Il vescovo di Padova, monsignor Cipolla, ha affermato, al contrario, che di fronte alla necessità di salvare la fraternità si deve essere disposti anche a fare un passo indietro (sull'ostentazione di simboli di carattere religioso, ndr), poiché le religioni non possono e non devono essere motivo di divisione.
Un sacerdote bresciano (e suppongo come lui molti altri), ancora, si chiede durante una nota trasmissione televisiva come chi si erge a difensore e baluardo della cristianità quando si tratta di presepe e canti religiosi non combatta con la stessa forza per il messaggio evangelico di apertura ed accoglienza verso tutti - risposta: perché la coerenza richiede intelligenza ed onestà intellettuale, al di là delle proprie convenienze politiche ed elettorali.

Esistono dunque molte chiese - poi ognuno, se proprio deve, sceglie quella che preferisce e la scelta è piuttosto facile.

martedì 1 dicembre 2015

Ciuchino alle Crociate

Mancava l'asinello, al presepe della scuola di Rozzano: lacuna tempestivamente colmata dall'arrivo di Matteo Salvini e dintorni, armati di statuine e canti natalizi.
Motivo scatenante del crociato accorrere, la notizia - vecchia di qualche giorno e cui fa, a quanto pare, difetto l'accordo con i fatti - rimbalzata tra giornali e televisioni secondo cui il preside di una scuola del milanese avrebbe vietato la festa di Natale e fatto rimuovere i crocifissi dalle aule.
E via con la consueta cacofonia di difenderemo le nostri radici cristiane e giù le mani dalle nostre tradizioni: il tutto ad opera del crociato divorziato Salvini, leader del Partito del Dio Po (nel senso del fiume, non nel senso della bestemmia) - ma quando si tratta di xenofobia, evidentemente, tutto fa brodo.
Ora: a parte che non ho mai capito per quale motivo scelte personalissime come quelle religiose andrebbero difese nella scuola pubblica di uno Stato laico (o sedicente tale); né perché in un luogo pubblico istituzionale (una scuola, un tribunale, un ufficio pubblico) dovrebbero far mostra di sé simboli religiosi di una sola confessione; né perché il fatto che qualcosa rappresenti per qualcuno una tradizione dovrebbe rendere la cosa in questione intoccabile  e sacra (per dire: mutilazioni genitali praticate sui neonati o sui bambini, come la circoncisione o l'infibulazione, sono senza dubbio tradizioni, per qualcuno; ed anche un certo tipo di intimità tra sacerdoti e fanciulli, tradizionalmente, è statisticamente molto più frequente di comportamenti analoghi che coinvolgono laici); e che dunque sarei stato d'accordo con il preside anche se le cose fossero andate come sono state presentate; ma pare proprio che non siano andate così.

A quanto pare, il barbaro divieto riguardava esclusivamente l'ingresso in orario di mensa di due mamme intenzionate ad insegnare canti religiosi ai bambini cristiani - e contestarlo mi pare si commenti da sé, a meno che non si voglia sostenere l'idea che genitori ex alpini debbano poter insegnare canti di montagna ai loro figli in sala mensa o, ancora, che durante il pranzo con i compagni di scuola bimbi cinesi debbano poter ricevere la visita di genitori intenzionati a cantare con loro l'inno del loro paese.

A proposito del presunto divieto, a quanto pare inventato dalla stampa e cavalcato dai soliti noti (tra i quali s'è distinto, come raramente gli capita, il Ministro dell'Interno, che sembra abbia espresso il parere secondo cui il Presepe dovrebbe essere esposto anche in tutte le prefetture; e presso tutti i semafori del Regno!), di festeggiare il Natale a scuola: personalmente, e laicamente, trovo che una festa tra bimbi e genitori sia un bel momento di aggregazione e - dio non voglia! - d'integrazione; trovo invece che una festa religiosa in una scuola pubblica sarebbe  decisamente inopportuna ed irregolare, ma mi pare che si siano fatti passi da gigante rispetto alla messa della scuola di quando alle elementari, in una scuola pubblica, andavo io.
Piena fiducia in insegnanti e dirigenti scolastici, per quanto mi riguarda e vedo ogni giorno.

Mi si dice, infine, che insistere su questi temi - la laicità, fondamentalmente, declinata nelle scuole e nel contesto dell'integrazione con culture e fedi diverse - sia fare un regalo, in termini di voti, a Salvini e spiccioli. Noto sommessamente che esprimersi basandosi sull'idea di non fare regali, in senso elettorale, a questo od a quell'avversario ci ha donato vent'anni di berlusconismo per poi catapultarci tra Renzi, Grillo e Salvini: direi che abbiamo già dato - e comunque non si arretra, sulle questioni di principio, per il rischio di fare un regalo a qualcuno.

martedì 24 novembre 2015

Diavolo d'un Armando!

L'Inferno, se solo non fosse un luogo di fantasia, sarebbe un posto in cui youtube non si può spegnere e mostra solo episodi de "La Pimpa"...

venerdì 20 novembre 2015

Stupendo

Scoprire Vasco a quasi quarant'anni - d'accordo, esagero un po' - in un pomeriggio qualunque, tra freccette e sviluppo mobile.
Succede, e può essere... stupendo ;-)

E mi ricordo chi voleva
al potere la fantasia...
erano giorni di grandi sogni...........sai
erano vere anche le utopie
Ma non ricordo se chi c'era
aveva queste facce qui
non mi dire che e' proprio cosi'
non mi dire che sono quelli li'!

sabato 14 novembre 2015

(Cinque) Stelle cadenti

Che il senso dell'umorismo non sia il punto di forza dei cosiddetti Grillini non è una novità - si tratta del resto di un tratto comune alle organizzazioni ed ai movimenti che agiscono secondo dinamiche di carattere pseudo-religioso.
Che il MIO senso dell'umorismo tenda al contrario ad essere un po' estremo, con una certa passione per doppi sensi linguistici e non-sensi, è cosa tutto sommato nota, sopportata dai più e pensata con sconforto da qualcuno: ne ho già parlato qui, spiegando come, per me, ridere di un doppio senso linguistico sia questione sostanzialmente razionale e formale che non ha in alcun modo a che fare con considerazioni emozionali, di merito o di rispetto (qualunque cosa questo significhi).

Nulla di strano dunque se il gioco di parole di Luciana Littizzetto (il video completo si trova qui), che sfrutta due significati della parola movimento per fare una battuta sulle stelle cadenti riagganciandosi ad un articolo sugli escrementi degli astronauti, mi ha fatto ridere - e nulla di strano se ho trovato assolutamente fuori luogo le levate di scudi grilline contro una frase considerata, invece, insultante.
Per quanto mi riguarda ho riso, senza che questo in alcun modo mi abbia suggerito l'associazione tra M5S (che non amo particolarmente né particolarmente disprezzo) ed il concetto di (mi si passi il francesismo) merda.

Detto questo, non mi stupisce che chi ha la manifesta tendenza a prendersi un po' troppo sul serio si senta attaccato da un gioco di parole che, si darà atto alla Littizzetto (il cui umorismo non mi piace né più né meno di altri), era collocato nel contesto di altri dello stesso tipo e sullo stesso tema.
Mi stupisce forse un po' di più la netta presa di posizione filo-censura di chi ha costruito la propria fortuna su una vis comica non esattamente improntata ai toni sommessi ed alla cura nell'evitare l'insulto - ma probabilmente anche per Grillo, come per molti politici, le regole valgono per gli altri mentre per se stessi si interpretano... il che, a voler ben vedere, non fa altro che confermare la tesi grillina secondo cui i politici sono, ed in questo caso evidentemente è così, tutti uguali.