"Due strade trovai nel bosco, ed io scelsi la meno battuta: ed è per questo che sono diverso." [Robert Frost]
lunedì 23 marzo 2009
mercoledì 18 marzo 2009
J.R., epidemiologo
Da qualche tempo sono un po' assente su questi schermi, vuoi perché il tempo libero è sempre pochino, vuoi perché ultimamente ne sto dedicando parte a scrivere su questo blog (tecnico, astenersi gestionali), vuoi perché pedalare è più divertente che stare davanti ad un computer.
Tra le tante cose delle quali ho pensato "varrebbe la pena di scriverci un post...", la migliore mi è parsa questa: il grande epidemiologo tedesco Josf Ratzinger ha affermato, senza dubbio alcuno, che la tragedia dell'AIDS in Africa "non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi". La vera soluzione rimane "un rinnovo spirituale ed umano della sessualità".
Al di là della solita, strana sensazione di essermi perso qualcosa che provo quando sento qualcuno parlare di cose delle quali, per scelta personale (in quanto tale ovviamente rispettabilissima) tanto netta quanto esibita, non dovrebbe sapere molto, mi sono scoperto a pensare che in questo discorso c'è qualcosa di vero: la vera soluzione è cambiare il modo di intendere un certo tipo di rapporti umani (dire sessualità mi sembra assai riduttivo, ma fa molto trendy di là dal Tevere). Dire che l'utilizzo dei preservativi aumenta i problemi mi pare invece un po' come dire ad un agente di polizia che non si risolve il problema dei feriti nelle sparatorie con i giubbotti anti-proiettile, poiché la vera soluzione è un rinnovo della società che porti alla diminuzione della delinquenza armata. Avendo un'idea abbastanza precisa di come il suddetto agente risponderebbe, evito di aggiungere risposte mie al sant'uomo.
Il quale, nello stesso contesto in cui ha amenamente discusso di malattie a trasmissione sessuale, ha anche tenuto a precisare come le notizie (indiscrete, altro "cult" della settimana scorsa su tutti i giornali...) sulla sua solitudine all'interno del Vaticano siano un mito.
Ora, Giuseppone, che tu di miti te ne intenda è ovviamente fuori discussione. Ma quando si parla di solitudine Spiriti Santi ed altri amici invisibili non contano... lo sai, questo?
[E con questo mi sono giocato l'udienza papale cui tanto tenevo...]
Tra le tante cose delle quali ho pensato "varrebbe la pena di scriverci un post...", la migliore mi è parsa questa: il grande epidemiologo tedesco Josf Ratzinger ha affermato, senza dubbio alcuno, che la tragedia dell'AIDS in Africa "non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi". La vera soluzione rimane "un rinnovo spirituale ed umano della sessualità".
Al di là della solita, strana sensazione di essermi perso qualcosa che provo quando sento qualcuno parlare di cose delle quali, per scelta personale (in quanto tale ovviamente rispettabilissima) tanto netta quanto esibita, non dovrebbe sapere molto, mi sono scoperto a pensare che in questo discorso c'è qualcosa di vero: la vera soluzione è cambiare il modo di intendere un certo tipo di rapporti umani (dire sessualità mi sembra assai riduttivo, ma fa molto trendy di là dal Tevere). Dire che l'utilizzo dei preservativi aumenta i problemi mi pare invece un po' come dire ad un agente di polizia che non si risolve il problema dei feriti nelle sparatorie con i giubbotti anti-proiettile, poiché la vera soluzione è un rinnovo della società che porti alla diminuzione della delinquenza armata. Avendo un'idea abbastanza precisa di come il suddetto agente risponderebbe, evito di aggiungere risposte mie al sant'uomo.
Il quale, nello stesso contesto in cui ha amenamente discusso di malattie a trasmissione sessuale, ha anche tenuto a precisare come le notizie (indiscrete, altro "cult" della settimana scorsa su tutti i giornali...) sulla sua solitudine all'interno del Vaticano siano un mito.
Ora, Giuseppone, che tu di miti te ne intenda è ovviamente fuori discussione. Ma quando si parla di solitudine Spiriti Santi ed altri amici invisibili non contano... lo sai, questo?
[E con questo mi sono giocato l'udienza papale cui tanto tenevo...]
martedì 17 marzo 2009
venerdì 13 marzo 2009
Grazie Franceschini
"Berlusconi mi ha definito un cattocomunista. È una vecchia offesa che veniva utilizzata prima della mia nascita verso tutti i cattolici progressisti. Magari sarebbe utile che il suo consulente gli spiegasse che lui è tecnicamente un clerico-fascista".
[Dario Franceschini, 12 marzo]
Grazie Franceschini, perché questo Veltroni non l'avrebbe detto...
[Dario Franceschini, 12 marzo]
Grazie Franceschini, perché questo Veltroni non l'avrebbe detto...
mercoledì 11 marzo 2009
Ambiente, politica
L'ambiente è probabilmente il tema più delicato con il quale, attualmente, un governo si deve confrontare: riguarda l'aria che respiriamo, l'energia che consumiamo (e troppe volte sprechiamo), riguarda i rifiuti che produciamo e la sostenibilità del nostro futuro. Nostro, e dei nostri figli.
Per questo motivo mi sento di appoggiare questa iniziativa: sulla scia di una serie di "catene" di blog portate avanti per denunciare alcune decisioni assai criticabili del "governo" italiano sui temi ambientali, l'idea è ora quella di essere propositivi, indicando alcuni provvedimenti che sarebbe possibile - auspicabile - adottare al fine di andare nella direzione di uno sviluppo economico e sociale rispettoso dell'ambiente e del nostro futuro.
Per questo motivo mi sento di appoggiare questa iniziativa: sulla scia di una serie di "catene" di blog portate avanti per denunciare alcune decisioni assai criticabili del "governo" italiano sui temi ambientali, l'idea è ora quella di essere propositivi, indicando alcuni provvedimenti che sarebbe possibile - auspicabile - adottare al fine di andare nella direzione di uno sviluppo economico e sociale rispettoso dell'ambiente e del nostro futuro.
martedì 10 marzo 2009
Tutti salvi
[Francesco De Gregori, "Scacchi e tarocchi", 1985]
Vennero a galla finalmente alcuni cordiandoli di allegria
e certe note dell'orchestra che i pesci non vollero portare via.
Erano belle quelle note, che pure il mare le perdonò
e si arenarono una mattina nella spiaggia di New York.
Scusate ma del Titanic ancora vi devo parlare,
e delle cose rimaste a galla sull'azzurrissimo mare.
Delle risate e delle preghiere, dell'incredibile esplosione,
delle notizie arrivate a terra, poche notizie e nemmeno buone.
Erano belle, erano tonde, e rotolavano sulle onde,
come le cose che ho detto prima,
insieme al nome di una bambina.
Senza nessuna mediazione, praticamente senza padrone,
si costruivano in sinfonia, e intanto il mare le portava via.
Si disse infatti che la nave viaggiava ancora in buona salute
e che le vite, le vite umane, no, non erano perdute.
Erano belle, erano tante, e poi nessuno le reclamava,
insieme al nome della bambina e di suo padre che la chiamava.
Vennero a galla finalmente alcuni cordiandoli di allegria
e certe note dell'orchestra che i pesci non vollero portare via.
Erano belle quelle note, che pure il mare le perdonò
e si arenarono una mattina nella spiaggia di New York.
Scusate ma del Titanic ancora vi devo parlare,
e delle cose rimaste a galla sull'azzurrissimo mare.
Delle risate e delle preghiere, dell'incredibile esplosione,
delle notizie arrivate a terra, poche notizie e nemmeno buone.
Erano belle, erano tonde, e rotolavano sulle onde,
come le cose che ho detto prima,
insieme al nome di una bambina.
Senza nessuna mediazione, praticamente senza padrone,
si costruivano in sinfonia, e intanto il mare le portava via.
Si disse infatti che la nave viaggiava ancora in buona salute
e che le vite, le vite umane, no, non erano perdute.
Erano belle, erano tante, e poi nessuno le reclamava,
insieme al nome della bambina e di suo padre che la chiamava.
lunedì 9 marzo 2009
Giro di vite
Poi fatemi sapere che cosa vi ricorda...
Giro di vite
[Modena City Ramblers, "La Grande Famiglia", 1996]
E' cominciato il silenzio ai bordi della Milano da bere
Tra i padri di famiglia coi loro bot e le loro mercedes
Timorati di dio e delle tasse, elettori di Craxi e dei suoi
Spaventati di perdere tutto se qualcuno li avesse sorpresi
È continuato a Pontida in un grido di rabbia e paura
Di geometri con lo spadone, di dentisti con l'armatura
Decisi a difendere il patrol e la villetta sulla tangenziale
Le nigeriane sui viali e la loro evasione fiscale
Hey-oh stanno arrivando armati di spranghe e luoghi comuni
Non lasceranno che niente cambi, c'è un giro di vite in arrivo
Eh-oh attento alle spalle a dove e con chi vai in giro la sera
A quello che dici ai sogni che fai
C'è un giro di vite in arrivo
E adesso è come un'onda, un'onda nera e appiccicosa
Che cola dalle tv e dai settimanali rosa
Che uccide i nostri pensieri, che ci droga di calcio e sesso
E intanto chi tira le fila insabbia e corrompe e non ha mai smesso
E quindi devi decidere cos'hai intenzione di fare
Rimanere in riva al lough derg a vedere le fate danzare
Oppure seguirmi a carlow e andare incontro al nostro destino
Una guerra che non si può vincere e una stella a guidare il cammino
Hey-oh fai la tua scelta,
C'è già chi è partito e chi ha rinunciato
Che la fortuna sia con tutti loro,
C'è un giro di vite in arrivo
Eh-oh la resa dei conti,
Se hai delle carte giocale e spera
Ma stai attento, il gioco è truccato,
C'è un giro di vite in arrivo...
La resa dei conti è in arrivo
Giro di vite
[Modena City Ramblers, "La Grande Famiglia", 1996]
E' cominciato il silenzio ai bordi della Milano da bere
Tra i padri di famiglia coi loro bot e le loro mercedes
Timorati di dio e delle tasse, elettori di Craxi e dei suoi
Spaventati di perdere tutto se qualcuno li avesse sorpresi
È continuato a Pontida in un grido di rabbia e paura
Di geometri con lo spadone, di dentisti con l'armatura
Decisi a difendere il patrol e la villetta sulla tangenziale
Le nigeriane sui viali e la loro evasione fiscale
Hey-oh stanno arrivando armati di spranghe e luoghi comuni
Non lasceranno che niente cambi, c'è un giro di vite in arrivo
Eh-oh attento alle spalle a dove e con chi vai in giro la sera
A quello che dici ai sogni che fai
C'è un giro di vite in arrivo
E adesso è come un'onda, un'onda nera e appiccicosa
Che cola dalle tv e dai settimanali rosa
Che uccide i nostri pensieri, che ci droga di calcio e sesso
E intanto chi tira le fila insabbia e corrompe e non ha mai smesso
E quindi devi decidere cos'hai intenzione di fare
Rimanere in riva al lough derg a vedere le fate danzare
Oppure seguirmi a carlow e andare incontro al nostro destino
Una guerra che non si può vincere e una stella a guidare il cammino
Hey-oh fai la tua scelta,
C'è già chi è partito e chi ha rinunciato
Che la fortuna sia con tutti loro,
C'è un giro di vite in arrivo
Eh-oh la resa dei conti,
Se hai delle carte giocale e spera
Ma stai attento, il gioco è truccato,
C'è un giro di vite in arrivo...
La resa dei conti è in arrivo
domenica 8 marzo 2009
Vergogna
Incommentabile questa notizia, che mi è stata fatta notare da due cattolici che sarebbe riduttivo definire imbarazzati da un certo tipo di comportamento delle gerarchie Vaticane.
[caption id="attachment_1411" align="alignnone" width="500" caption="Vaticano vergognoso"]
Davvero, uno può sforzarsi di cercar di spiegare perché muove delle critiche a certe organizzazioni religiose... ma certe uscite lasciano davvero senza parole. Grazie, davvero grazie... è così facile, a volte, non essere dalla vostra parte...
Mi è tornata in mente una battuta di Daniele Luttazzi: pedofili imbarazzati per l'accostamento con la Chiesa Cattolica...
sabato 7 marzo 2009
Sangue su sangue
"Questo sarà un finale al cardioplasma..."
venerdì 6 marzo 2009
La Casta
Un bell'articolo di Antonello Caporale parla, su "la Repubblica" di oggi, dei privilegi che l'Italia garantisce ai suoi politici, onde ricompensarli del duro lavoro che, quotidianamente, svolgono per noi.
Mia moglie, segnalandomelo, ha commentato: "sono schifata ed amareggiata". Direi che questi due termini definiscono in modo perfetto la sensazione che si prova di fronte a certe cose... ne ho già parlato a proposito del famoso saggio "La Casta", vale la pena di ripeterlo... ci sono privilegi che, decisamente, costituiscono un'offesa alla gente normale, a quella che lavora - fino a 65 anni - per avere una pensione... a quella che paga il cinema, i computer, a quella che, sul lavoro, lavora... e non può certo permettersi di aspettare ventisei (ventisei!) giorni per rispondere ad una email...
Mia moglie, segnalandomelo, ha commentato: "sono schifata ed amareggiata". Direi che questi due termini definiscono in modo perfetto la sensazione che si prova di fronte a certe cose... ne ho già parlato a proposito del famoso saggio "La Casta", vale la pena di ripeterlo... ci sono privilegi che, decisamente, costituiscono un'offesa alla gente normale, a quella che lavora - fino a 65 anni - per avere una pensione... a quella che paga il cinema, i computer, a quella che, sul lavoro, lavora... e non può certo permettersi di aspettare ventisei (ventisei!) giorni per rispondere ad una email...
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