Non ci crederete, ma... dopo decine di anni di onorato servizio come mangiatore di unghie... incredibilmente... da un po' di tempo a questa parte le unghie delle mie mani stanno crescendo libere e felici... complice la decina di giorni di vacanza al mare con Cristina...
Che dire... erano veramente anni che non mi sentivo tanto sereno e rilassato...
"Due strade trovai nel bosco, ed io scelsi la meno battuta: ed è per questo che sono diverso." [Robert Frost]
venerdì 25 agosto 2006
lunedì 7 agosto 2006
Gavia
Sono stato una decina di giorni in Valcamonica, a luglio. Tra le "mie" montagne.
Ho passato il tempo a leggere, scrivere, ho passato il tempo a pedalare. Tanto.
In tanti luoghi che già conoscevo, e che tuttavia ogni volta rinnovano l'emozione della prima volta in cui ci sono stato.
In qualche luogo che non conoscevo, come il Monte Colmo, bella salita sopra ad Edolo, con una vista splendida su monti e boschi della zona e con una comica conclusione della salita, a poche centinaia di metri dalla "vetta", davanti ad una galleria buia piena di pecore (giuro, pecore !) spaventate dalla mia presenza.
E sono tornato a pedalare sul Gavia, "salita della mia vita" dalla prima volta che ci sono salito, 17 agosto 1999, nel cuore una ragazza e la voglia di dimenticarla, di trasformare in rabbia, in rancore la delusione e la malinconia.
Be', non è che mi sia riuscito poi molto bene... è stato strano tornarci, quasi sette anni dopo, con la stessa ragazza nel cuore, pensiero fisso ad ogni tornante, compagnia silenziosa e dolce su ogni "rampa" di quella splendida salita... è stato strano pensare a sette anni prima, a quella salita così diversa, a quella montagna splendida e maledetta sulla quale forse, quel giorno, ho lasciato una parte di me, ho lasciato un po' troppo... qualcosa che ho ritrovato, anni dopo, nello stesso sorriso e nello stesso naturale trovarmi bene con la stessa persona... volevo tornare lassù, anche per questo... ed è stato fantastico, in una giornata di sole magnifico, tornare su quei 2652 metri di altitudine, tra le montagne, enormi e silenziose, ed il cielo... pedalando, un tornante dopo l'altro, e sorridendo...
Grazie, maledetto e meraviglioso Gavia, ancora una volta, salita della mia vita...
Ho passato il tempo a leggere, scrivere, ho passato il tempo a pedalare. Tanto.
In tanti luoghi che già conoscevo, e che tuttavia ogni volta rinnovano l'emozione della prima volta in cui ci sono stato.
In qualche luogo che non conoscevo, come il Monte Colmo, bella salita sopra ad Edolo, con una vista splendida su monti e boschi della zona e con una comica conclusione della salita, a poche centinaia di metri dalla "vetta", davanti ad una galleria buia piena di pecore (giuro, pecore !) spaventate dalla mia presenza.
E sono tornato a pedalare sul Gavia, "salita della mia vita" dalla prima volta che ci sono salito, 17 agosto 1999, nel cuore una ragazza e la voglia di dimenticarla, di trasformare in rabbia, in rancore la delusione e la malinconia.
Be', non è che mi sia riuscito poi molto bene... è stato strano tornarci, quasi sette anni dopo, con la stessa ragazza nel cuore, pensiero fisso ad ogni tornante, compagnia silenziosa e dolce su ogni "rampa" di quella splendida salita... è stato strano pensare a sette anni prima, a quella salita così diversa, a quella montagna splendida e maledetta sulla quale forse, quel giorno, ho lasciato una parte di me, ho lasciato un po' troppo... qualcosa che ho ritrovato, anni dopo, nello stesso sorriso e nello stesso naturale trovarmi bene con la stessa persona... volevo tornare lassù, anche per questo... ed è stato fantastico, in una giornata di sole magnifico, tornare su quei 2652 metri di altitudine, tra le montagne, enormi e silenziose, ed il cielo... pedalando, un tornante dopo l'altro, e sorridendo...
Grazie, maledetto e meraviglioso Gavia, ancora una volta, salita della mia vita...
martedì 4 luglio 2006
La guerra degli IDE - Eclipse 3.2
Aggiungo un tassello ad uno dei miei cavalli di battaglia, ovvero la ricerca dell'IDE "perfetto".
Ho scaricato ed installato le ultime versioni di
La caratteristica più interessante dell'ultima versione di Eclipse, l'IDE Java probabilmente più diffuso ed utilizzato al mondo, consiste a mio modo di vedere in un progetto (nome di battaglia Callisto) che fornisce la possibilità di scaricare i plugin da un repository "ufficiale", con relativa segnalazione automatica delle dipendenze tra le diverse versioni dei diversi pacchetti: qualche cosa di simile a quanto già da tempo disponibile per NetBeans.
Dal punto di vista delle "feature" più strettamente legate allo sviluppo, che non ho ancora esaminato nel dettaglio, mi ha colpito piacevolmente, nel menù di generazione automatica di codice, una voce che permette di costruire in base ad una serie di campi i metodi
A quando il supporto ad un formato di progetto standard, che permetta di lavorare con più IDE sullo stesso progetto, senza dover ricorrere a continue importazioni ed esportazioni ? Nel paradiso dello sviluppatore, sarebbe così possibile utilizzare le migliori caratteristiche di ogni IDE senza perdere quelle degli altri...
Ho scaricato ed installato le ultime versioni di
Eclipse
(3.2 stabile), NetBeans
(5.5 beta) e JDeveloper
(10.1.3). Ho provato a lanciare i tre diversi ambienti sulla stessa macchina, su sistema operativo Linux. Udite udite !, per la prima volta la sensazione netta è che Eclipse, il mio IDE preferito, sia anche il più leggero tra quelli testati. E che la versione 3.2 di Eclipse sia più leggera delle precedenti è impressione confermata da un "collega" che lavora su MAC...La caratteristica più interessante dell'ultima versione di Eclipse, l'IDE Java probabilmente più diffuso ed utilizzato al mondo, consiste a mio modo di vedere in un progetto (nome di battaglia Callisto) che fornisce la possibilità di scaricare i plugin da un repository "ufficiale", con relativa segnalazione automatica delle dipendenze tra le diverse versioni dei diversi pacchetti: qualche cosa di simile a quanto già da tempo disponibile per NetBeans.
Dal punto di vista delle "feature" più strettamente legate allo sviluppo, che non ho ancora esaminato nel dettaglio, mi ha colpito piacevolmente, nel menù di generazione automatica di codice, una voce che permette di costruire in base ad una serie di campi i metodi
equals(Object)
ed hashCode()
... nulla che IntelliJ-Idea non offra già da tempo... ma è sempre bello vedere che i principali ambienti di sviluppo Java cercano di rincorrere l'uno le buone caratteristiche dell'altro.A quando il supporto ad un formato di progetto standard, che permetta di lavorare con più IDE sullo stesso progetto, senza dover ricorrere a continue importazioni ed esportazioni ? Nel paradiso dello sviluppatore, sarebbe così possibile utilizzare le migliori caratteristiche di ogni IDE senza perdere quelle degli altri...
venerdì 30 giugno 2006
Resistenza
Riporto una poesia di Piero Calamandrei, che mi è capitato di trovare in rete cercando tutt'altro...
In un periodo in cui spesso si sente parlare della necessità di parlare delle Resistenza come di una "guerra" tra due fazioni con pari dignità, da ricordare nello stesso modo, mi sembra importante ribadire invece che c'è stata differenza, e grande, tra chi combatteva da una parte e chi combatteva dall'altra: e se oggi siamo qui a discuterne è anche, e soprattutto, grazie al fatto che una dlele due fazioni ha "vinto", se mai è possibile vincere una guerra civile, e non l'altra.
LO AVRAI
CAMERATA KESSELRING
IL MONUMENTO CHE PRETENDI DA NOI ITALIANI
MA CON CHE PIETRA SI COSTRUIRÀ
A DECIDERLO TOCCA A NOI
NON COI SASSI AFFUMICATI
DEI BORGHI INERMI STRAZIATI DAL TUO STERMINIO
NON COLLA TERRA DEI CIMITERI
DOVE I NOSTRI COMPAGNI GIOVINETTI
RIPOSANO IN SERENITÀ
NON COLLA NEVE INVIOLATA DELLE MONTAGNE
CHE PER DUE INVERNI TI SFIDARONO
NON COLLA PRIMAVERA DI QUESTE VALLI
CHE TI VIDE FUGGIRE
MA SOLTANTO COL SILENZIO DEI TORTURATI
PIÚ DURO D'OGNI MACIGNO
SOLTANTO CON LA ROCCIA DI QUESTO PATTO
GIURATO FRA UOMINI LIBERI
CHE VOLONTARI S'ADUNARONO
PER DIGNITÀ NON PER ODIO
DECISI A RISCATTARE
LA VERGOGNA E IL TERRORE DEL MONDO
SU QUESTE STRADE SE VORRAI TORNARE
AI NOSTRI POSTI CI TROVERAI
MORTI E VIVI COLLO STESSO IMPEGNO
POPOLO SERRATO INTORNO AL MONUMENTO
CHE SI CHIAMA
ORA E SEMPRE
RESISTENZA
Piero Calamandrei, 1952
In un periodo in cui spesso si sente parlare della necessità di parlare delle Resistenza come di una "guerra" tra due fazioni con pari dignità, da ricordare nello stesso modo, mi sembra importante ribadire invece che c'è stata differenza, e grande, tra chi combatteva da una parte e chi combatteva dall'altra: e se oggi siamo qui a discuterne è anche, e soprattutto, grazie al fatto che una dlele due fazioni ha "vinto", se mai è possibile vincere una guerra civile, e non l'altra.
CAMERATA KESSELRING
IL MONUMENTO CHE PRETENDI DA NOI ITALIANI
MA CON CHE PIETRA SI COSTRUIRÀ
A DECIDERLO TOCCA A NOI
NON COI SASSI AFFUMICATI
DEI BORGHI INERMI STRAZIATI DAL TUO STERMINIO
NON COLLA TERRA DEI CIMITERI
DOVE I NOSTRI COMPAGNI GIOVINETTI
RIPOSANO IN SERENITÀ
NON COLLA NEVE INVIOLATA DELLE MONTAGNE
CHE PER DUE INVERNI TI SFIDARONO
NON COLLA PRIMAVERA DI QUESTE VALLI
CHE TI VIDE FUGGIRE
MA SOLTANTO COL SILENZIO DEI TORTURATI
PIÚ DURO D'OGNI MACIGNO
SOLTANTO CON LA ROCCIA DI QUESTO PATTO
GIURATO FRA UOMINI LIBERI
CHE VOLONTARI S'ADUNARONO
PER DIGNITÀ NON PER ODIO
DECISI A RISCATTARE
LA VERGOGNA E IL TERRORE DEL MONDO
SU QUESTE STRADE SE VORRAI TORNARE
AI NOSTRI POSTI CI TROVERAI
MORTI E VIVI COLLO STESSO IMPEGNO
POPOLO SERRATO INTORNO AL MONUMENTO
CHE SI CHIAMA
ORA E SEMPRE
RESISTENZA
Piero Calamandrei, 1952
giovedì 22 giugno 2006
Muratello
L'altro giorno ho parlato del mio nuovo "record" sulla salita "classica" del Monte Maddalena, quella che parte da Brescia.
Ieri pomeriggio ho affrontato quella che chiamo "la salita della Maddalena dalla parte sbagliata": perchè sia, incontestabilmente, la "parte sbagliata", lo potete capire guardando la folle altimetria di questa salita: http://www.salite.ch/monte5.htm .
Migliorando di oltre un minuto il mio precedente "record", ho concluso il tratto in salita (dalla "santella" fino alla curva dopo la quale la salita spiana) in
Ieri pomeriggio ho affrontato quella che chiamo "la salita della Maddalena dalla parte sbagliata": perchè sia, incontestabilmente, la "parte sbagliata", lo potete capire guardando la folle altimetria di questa salita: http://www.salite.ch/monte5.htm .
Migliorando di oltre un minuto il mio precedente "record", ho concluso il tratto in salita (dalla "santella" fino alla curva dopo la quale la salita spiana) in
26'35'
' ... con una "velocità verticale" di circa 1300 m/h ...
mercoledì 21 giugno 2006
Estate
Oggi è il primo giorno d'estate, ed è dunque un buon giorno, forse, per parlare un po' di me...
L'estate è la "mia" stagione, sono nato il penultimo giorno d'inverno ma amo il caldo, il sole cocente, l'asfalto bollente sotto le ruote della bici...
Qualche settimana fa ho scritto un "post" riportando un brano di Baricco...
Jun sono io, in qualche modo. Dann è Antonella, mia ragazza per quasi cinque anni. Il libro... be', il libro è una storia iniziata tanti anni fa, in una serata di gennaio in cui, dopo cinque minuti che parlavo con lei, mi sono innamorato di una ragazza.
Avete presente un colpo di fulmine ? Ecco, una cosa del genere.
Ho frequentato per un po' quella ragazza, l'anno successivo a quello nel quale ci siamo conosciuti. Poi... non è che la vita vada sempre come vorresti, per dirla con Baricco. E tutto è finito senza che nulla fosse in realtà mai iniziato.
Per via di un'amica comune ha ripreso a frequentare me ed i miei amici... e... be', passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde. Forse è una di quella risposte, ciò che mi è successo. In ogni caso, non era giusto stare con una ragazza pensando ad un'altra. Qualcuno mi ha detto che sono stato coraggioso, altri che sono stato onesto. A volte ho il dubbio di essere stato semplicemente egoista, e magari un po' vigliacco. Ma... non sono mai stato molto bravo ad oppormi a ciò che mi dice il mio cuore.
E non è facile spiegare una cosa del genere ad una persona fantastica alla quale vuoi un bene enorme. Non è facile, ma è anche una questione di correttezza, di rispetto. Spero che un giorno mi perdonerà, per questo. Per essere stato sincero con me stesso, e con lei. Mi viene in mente un verso di De Gregori, la canzone è "Atlantide": "ditele che l'ho lasciata ma che l'ho capita, ditele che la perdono per averla tradita...". Spero che un giorno ritroverà un po' della stima che ha avuto per me, in tutto questo tempo. Se un giorno mi perdonerà per quella che ad alcuni è sembrata una scelta immatura, e che per me è stata, invece, una scelta più difficile e sofferta di quanto si creda... se un giorno mi perdonerà per questo... be', sarà un giorno importante, per me: sarà un giorno felice.
E' strano essere innamorati, essere ricambiati, e sentirsi a momenti in colpa per questo. Ma la vita va così, ci sono cose che non si scelgono, ed allora forse seguire il proprio cuore è veramente l'unica cosa che si possa fare.
Non credo di aver fatto la cosa giusta, nè la cosa sbagliata. Ho fatto quello che sentivo, ho fatto una scelta che forse sarebbe dovuta essere condivisa, ed invece è stata mia. Non sono persona che scelga volentieri. Ho scelto di seguire i miei sentimenti, a costo di fare del male a me, ma poco importa, e ad una persona che senza dubbio è stata importantissima, per la mia vita. Spero lo possa, spero lo voglia essere ancora, un giorno o l'altro, anche se in modo diverso.
E' circa un mese... ed è stato un mese strano, splendido ma con venature di profonda tristezza. Non mi sarei aspettato niente di diverso... Passerà, come passa poi sempre tutto. Rimarranno - tantissimi - i ricordi belli, le risate, le chiacchiere, i luoghi visti insieme, i sogni, le cose sperate e desiderate...
"Me la porterò dentro, e sarà il mio segreto più bello. Addio, Dann. Non pensarmi mai, se non ridendo."
L'estate è la "mia" stagione, sono nato il penultimo giorno d'inverno ma amo il caldo, il sole cocente, l'asfalto bollente sotto le ruote della bici...
Qualche settimana fa ho scritto un "post" riportando un brano di Baricco...
Jun sono io, in qualche modo. Dann è Antonella, mia ragazza per quasi cinque anni. Il libro... be', il libro è una storia iniziata tanti anni fa, in una serata di gennaio in cui, dopo cinque minuti che parlavo con lei, mi sono innamorato di una ragazza.
Avete presente un colpo di fulmine ? Ecco, una cosa del genere.
Ho frequentato per un po' quella ragazza, l'anno successivo a quello nel quale ci siamo conosciuti. Poi... non è che la vita vada sempre come vorresti, per dirla con Baricco. E tutto è finito senza che nulla fosse in realtà mai iniziato.
Per via di un'amica comune ha ripreso a frequentare me ed i miei amici... e... be', passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde. Forse è una di quella risposte, ciò che mi è successo. In ogni caso, non era giusto stare con una ragazza pensando ad un'altra. Qualcuno mi ha detto che sono stato coraggioso, altri che sono stato onesto. A volte ho il dubbio di essere stato semplicemente egoista, e magari un po' vigliacco. Ma... non sono mai stato molto bravo ad oppormi a ciò che mi dice il mio cuore.
E non è facile spiegare una cosa del genere ad una persona fantastica alla quale vuoi un bene enorme. Non è facile, ma è anche una questione di correttezza, di rispetto. Spero che un giorno mi perdonerà, per questo. Per essere stato sincero con me stesso, e con lei. Mi viene in mente un verso di De Gregori, la canzone è "Atlantide": "ditele che l'ho lasciata ma che l'ho capita, ditele che la perdono per averla tradita...". Spero che un giorno ritroverà un po' della stima che ha avuto per me, in tutto questo tempo. Se un giorno mi perdonerà per quella che ad alcuni è sembrata una scelta immatura, e che per me è stata, invece, una scelta più difficile e sofferta di quanto si creda... se un giorno mi perdonerà per questo... be', sarà un giorno importante, per me: sarà un giorno felice.
E' strano essere innamorati, essere ricambiati, e sentirsi a momenti in colpa per questo. Ma la vita va così, ci sono cose che non si scelgono, ed allora forse seguire il proprio cuore è veramente l'unica cosa che si possa fare.
Non credo di aver fatto la cosa giusta, nè la cosa sbagliata. Ho fatto quello che sentivo, ho fatto una scelta che forse sarebbe dovuta essere condivisa, ed invece è stata mia. Non sono persona che scelga volentieri. Ho scelto di seguire i miei sentimenti, a costo di fare del male a me, ma poco importa, e ad una persona che senza dubbio è stata importantissima, per la mia vita. Spero lo possa, spero lo voglia essere ancora, un giorno o l'altro, anche se in modo diverso.
E' circa un mese... ed è stato un mese strano, splendido ma con venature di profonda tristezza. Non mi sarei aspettato niente di diverso... Passerà, come passa poi sempre tutto. Rimarranno - tantissimi - i ricordi belli, le risate, le chiacchiere, i luoghi visti insieme, i sogni, le cose sperate e desiderate...
"Me la porterò dentro, e sarà il mio segreto più bello. Addio, Dann. Non pensarmi mai, se non ridendo."
giovedì 15 giugno 2006
Maddalena
Maddalena nel senso del monte, non nel senso della sorella.
Due righe al volo, per dire che ieri sono salito per la prima volta - prima quest'anno - in Maddalena in bici ed ho migliorato di quasi un minuto il mio record stabilito l'estate scorsa.
Ora siamo a 33'43'', dal distributore al piazzale... alla prossima !
Due righe al volo, per dire che ieri sono salito per la prima volta - prima quest'anno - in Maddalena in bici ed ho migliorato di quasi un minuto il mio record stabilito l'estate scorsa.
Ora siamo a 33'43'', dal distributore al piazzale... alla prossima !
lunedì 5 giugno 2006
Non pensarmi mai, se non ridendo
"Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde. Ne passarono trentadue, di anni, prima che Jun riprendesse la sua valigia, si stringesse addosso il suo pacco, e uscisse dalla porta della casa del signor Rail. Mattino presto. Aria sciacquata dalla notte. Pochi rumori. In giro, nessuno. Jun scende il sentiero che porta alla strada. C'è il calesse di Arold che l'aspetta. Passa tutti i giorni, lui, da lì. Non gli importa di farlo un po' più presto del solito, quel giorno. Grazie, Arold. Grazie di che ? Il calesse parte. Macina la strada a poco a poco. Non tornerà indietro. Qualcuno si è svegliato da poco. Lo vede passare.
E Jun.
E' Jun che se ne va.
Ha un libro, in mano, che la sta portando lontano.
(Addio, Dann. Addio, piccolo signor Rail, che mi hai insegnato la vita. Avevi ragione tu: non siamo morti. Non è possibile morire vicino a te. Perfino Mormy ha aspettato che tu fossi lontano per farlo. Adesso sono io che vado lontano. E non sarà vicino a te che morirò. Addio, mio piccolo signore, che sognavi i treni e sapevi dov'era l'infinito. Tutto quel che c'era io l'ho visto, guardando te. E sono stata ovunque, stando con te. E' una cosa che non riuscirò a spiegare mai a nessuno. Ma è così. Me la porterò dentro, e sarà il mio segreto più bello. Addio, Dann. Non pensarmi mai, se non ridendo. Addio.)"
Da "Castelli di rabbia", di Alessandro Baricco.
E Jun.
E' Jun che se ne va.
Ha un libro, in mano, che la sta portando lontano.
(Addio, Dann. Addio, piccolo signor Rail, che mi hai insegnato la vita. Avevi ragione tu: non siamo morti. Non è possibile morire vicino a te. Perfino Mormy ha aspettato che tu fossi lontano per farlo. Adesso sono io che vado lontano. E non sarà vicino a te che morirò. Addio, mio piccolo signore, che sognavi i treni e sapevi dov'era l'infinito. Tutto quel che c'era io l'ho visto, guardando te. E sono stata ovunque, stando con te. E' una cosa che non riuscirò a spiegare mai a nessuno. Ma è così. Me la porterò dentro, e sarà il mio segreto più bello. Addio, Dann. Non pensarmi mai, se non ridendo. Addio.)"
Da "Castelli di rabbia", di Alessandro Baricco.
giovedì 18 maggio 2006
Sfigati e puliti
Noi eravamo gli sfigati, quelli che non vincevano mai niente.
Noi interisti: qualche coppetta ogni tanto, e nessuno scudetto da diciassette anni (diciassette, sì: ero in quinta elementare, ora sono laureato da più di tre anni: che tristezza, pensavo).
Eravamo i perdenti, quelli sfottuti un po' da tutti, simpatici a tutti perchè tutti facevamo ridere, a tutti davamo soddisfazione.
Eravamo quelli che se la prendono sempre con gli altri, con l'arbitro, i guardalinee, gli avversari che definivamo "ladri".
Eravamo quelli che non sanno perdere, nè sanno vincere: condannati ad un eterno purgatorio calcistico.
Eravamo quelli delle barzellette, delle "catene" fatte girare in rete, delle vignette su decine di siti web.
Eravamo quelli che un punto non lo negano nemmeno al Treviso, o al Lecce.
Quelli delle occasioni mancate, quelli del cinque maggio, del suicidio sempre dietro l'angolo.
E adesso ?
Adesso viene fuori che eravamo quelli puliti, sfigati ma puliti o forse sfigati perchè puliti...
Che gli altri - quelli forti, quelli vincenti - controllavano gli arbitri, i giornali, controllavano CONI e FIGC.
Adesso essere sfigati non è più così male, suona meno come un insulto. Adesso va bene così: perchè lo sfigato invecchia bene, il ladro - probabilmente - un po' meno...
Forza Inter !
Noi interisti: qualche coppetta ogni tanto, e nessuno scudetto da diciassette anni (diciassette, sì: ero in quinta elementare, ora sono laureato da più di tre anni: che tristezza, pensavo).
Eravamo i perdenti, quelli sfottuti un po' da tutti, simpatici a tutti perchè tutti facevamo ridere, a tutti davamo soddisfazione.
Eravamo quelli che se la prendono sempre con gli altri, con l'arbitro, i guardalinee, gli avversari che definivamo "ladri".
Eravamo quelli che non sanno perdere, nè sanno vincere: condannati ad un eterno purgatorio calcistico.
Eravamo quelli delle barzellette, delle "catene" fatte girare in rete, delle vignette su decine di siti web.
Eravamo quelli che un punto non lo negano nemmeno al Treviso, o al Lecce.
Quelli delle occasioni mancate, quelli del cinque maggio, del suicidio sempre dietro l'angolo.
E adesso ?
Adesso viene fuori che eravamo quelli puliti, sfigati ma puliti o forse sfigati perchè puliti...
Che gli altri - quelli forti, quelli vincenti - controllavano gli arbitri, i giornali, controllavano CONI e FIGC.
Adesso essere sfigati non è più così male, suona meno come un insulto. Adesso va bene così: perchè lo sfigato invecchia bene, il ladro - probabilmente - un po' meno...
Forza Inter !
lunedì 8 maggio 2006
Pertini
«Bisogna che la Repubblica sia giusta e incorrotta, forte e umana: forte con tutti i colpevoli, umana con i deboli e i diseredati. Così l´hanno voluta coloro che la conquistarono dopo venti anni di lotta contro il fascismo e due anni di guerra di liberazione».
Sandro Pertini, discorso di giuramento come Presidente della Repubblica, 8 luglio 1978
Sandro Pertini, discorso di giuramento come Presidente della Repubblica, 8 luglio 1978
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