giovedì 29 aprile 2010

lunedì 26 aprile 2010

Senti chi parla

Pare che Alessandra Mussolini si sia espressa nei confronti di un compagno di partito, durante una trasmissione radiofonica, come segue: "Bocchino, con quel cognome, dovrebbe essere più prudente".

Ora, a parte il sottile doppiosenso, che fin troppo dice delle modalità di discussione di certi "nostri" (si fa per dire) politici.

Ma mi pare a dir poco favoloso che a mettere in guardia qualcuno dall'esporsi in modo incauto, basando il "consiglio" sul cognome della persona in questione, sia qualcuno che di cognome fa Mussolini...

venerdì 23 aprile 2010

Ex ante

Aggiungo una perla alle amenità di Mons. Rino Fisichella, che rischia di diventare una sorta di musa ispiratrice per molti blogger (vorrei dire "laici" ma suppongo che l'analisi razionale del linguaggio e della semantica non sia loro esclusiva).

A proposito dell'annosa questione che si potrebbe riassumere con "perché un divorziato normale non può fare la comunione ma Berlusconi sì" e che è stata ben definita "Comunione ad personam", lo scaltro prelato si esprime così: La Chiesa non ha mai cambiato idea: i divorziati che si sono risposati una seconda volta civilmente non possono accostarsi alla comunione. Con la separazione dalla seconda moglie, Berlusconi è quindi tornato ad una situazione, diciamo così, ex ante.

Facile notare come, da queste parole, emerga l'idea che sia "più grave" (diciamo così) sfasciare una sola famiglia piuttosto che sfasciarne due: basta che lo sfascio sia totale, ossia che dopo l'ultimo fallimento non abbia luogo neppure un tentativo riuscito: lo fa, al solito bene, Metilparaben, al cui post vi rimando.

Personalmente, trovo che Monsignor Lega Nord avrebbe fatto una figura migliore rispondendo qualcosa tipo "la comunione è cosa nostra e la fa chi diciamo noi" o "Berlusconi è più uguale degli altri". Ma - è noto da quando discuteva in TV con Odifreddi a proposito del notevole documento copri-pedofili noto come crimen sollicitationis, arguendo che l'interlocutore non poteva sostanzialmente parlarne in quanto a suo dire non sufficientemente studiato in latino - per Fisichella (i cui rapporti con la logica ricordano molto quelli dell'omonimo Giancarlo con il volante della Ferrari) la lingua di Cicerone esercita sempre un fascino irresistibile: ecco dunque servita la storiella dell'ex ante: ennesima dimostrazione del noto detto secondo cui cane non mangia cane (né gli nega il conforto dei sacramenti...) e della nota propensione delle gerarchie ecclesiastiche ad essere intransigenti con i deboli e deboli con i potenti: buona definizione, quest'ultima, di fascismo.

Governo Adro

Impagabile, al solito, il post di oggi di Concita De Gregorio, direttore de "l'Unità". Leggetelo: parla dello scontro tra Fini e Berlusconi, parla di inizio del tramonto del Re Sole, di "Berlusconi sotto choc": basterebbe questo per renderlo interessante.

E torna sulla questione dell'asilo di Adro che, su indicazione della giunta comunale, nega il pranzo ai bambini per i quali non è stata pagata la retta. Dice molto del tipo di Italia in cui viviamo - soprattutto al Nord.

Vi diciamo oggi chi sono nove delle famiglie che non hanno pagato la retta per la mensa dei figli, ad Adro. Leghisti e destra si sono sgolati a dire chi non ha soldi non pretenda di mangiare, troppo comodo sperare nei benefattori. Famiglia numero uno: operaio in Cig, coniuge disoccupata, 4 figli (8,4,3 anni e 8 mesi), reddito 2009 tremila euro, affitto mensile 400. Così fino alla nona. Si potrebbe ora sostenere che chi non ha lavoro è meglio che i figli non li faccia. Lo diranno, vedrete. L'unico problema sarà distribuire anticoncezionali alle famiglie operaie: la Chiesa potrebbe ritenerlo contrario alle scritture. Immorale, il preservativo. Per i bambini senza pranzo invece tutto ok. Governo Adro.

giovedì 22 aprile 2010

L'amore trionfa sempre

Guardate questo video, che sarebbe fin troppo facile intitolare "ci eravamo tanto amati"...

Guardatelo, e ricordatevene, la prossima volta che Calabraghino Fini piegherà la testa. Mi auguro di sbagliarmi, ma in fondo... è noto che l'amore trionfa sempre sull'invidia e sull'odio, no? Bel saggio di amore, in questi tre minuti e mezzo... chissà cosa ne pensano, quelli che hanno votato per questi due personaggi. Chissà da che parte stanno - se ancora si ricordano che cosa significhi pensare di stare da una parte, se ancora hanno un rigurgito di razionalità.

Scene da fine regime, dice qualcuno. Sarà. Ma un Presidente del Consiglio che pretende di avere nella propria disponibilità la terza carica dello Stato suona sempre un po' inquietante...

Senti chi parla

Leggo che Ignazio La Russa avrebbe detto, durante la direzione nazionale del PdL in corso oggi: "La Lega non ci ha battuti, l'abbiamo battuta noi culturalmente, portandola su posizioni accettabili".

Su posizioni accettabili. Chi giudica se una posizione sia accettabile o meno?  Il ministro La Russa? Uno che prende per la giacca un giornalista reo di contestare il Capo? Uno che grida "dovete morire tutti" a chi non è d'accordo con lui? Uno cresciuto tra i fascisti dell'MSI?

Se questo è il metro di giudizio...

lunedì 19 aprile 2010

Chi si dimette e chi no

Fa una certa impressione scoprire di vivere in un Paese in cui le forze dell'ordine tendono una trappola al Presidente di un'istituzione: lo Stato contro lo Stato.

Dunque Piero Marrazzo non ha commesso reati. Accusato, s'è dimesso per difendersi, e la sua innocenza è stata riconosciuta.

Vien da pensare che solo chi innocente non è eviti di dimettersi e preferisca utilizzare le istituzioni come scudo personale anziché difendersi da privato cittadino...

lunedì 12 aprile 2010

Chiamate un'ambulanza...

Leggi questo articolo, che riporta (su un sito che si autodefinisce "di libera informazione cattolica", e non è dunque sospettabile di essere anti-clericale) e non puoi che pensare che l'abolizione della legge Basaglia ha senza dubbio avuto qualche controindicazione...

Massoni ed Ebrei orchestrano una campagna di delegittimazione contro la Chiesa Cattolica (massoni ed Ebrei, badate bene: non le schiere di sacerdoti pedofili né vescovi, cardinali e papi omertosi), i gay sono malati, peggio degli animali, Hitler non era solo pazzo, ma reagiva alle angherie economiche sioniste che strozzavano l'economia tedesca.

Non c'è che dire, una buona parola per tutti. Fino al gran finale, che molto rivela dei sottili processi intellettivi che portano ad esternazioni di questo genere:  "Chissà, una chiesa sconsacrata, se si accerta che il delitto è avvenuto in chiesa, potrebbe fare piacere". A chi?:  "non lo so". Veramente un genio.

Single point of failure

Ora: dispiace, ovviamente, perché si tratta di quasi cento persone morte - dispiacerebbe anche se si fosse trattato di una sola.

Ma leggere del "vuoto di potere", delle "istituzioni decapitate" a proposito della tragedia aerea polacca suscita quantomeno una riflessione: da che mondo è mondo, la prima regola di qualunque modello di gestione del rischio consiste nel non concentrare le puntate (in fondo, la vita è una scommessa...) su un solo numero. Fuor di metafora, nel non mettersi nelle condizioni di avere quello che in informatica si chiama single point of failure, una criticità che, andando male, sia in grado di abbattere l'intero sistema.

A me l'idea di mettere, su uno stesso aereo, presidente della repubblica, due o tre ministri, capo di stato maggiore, governatore della banca centrale e vicepresidente del parlamento sembra un clamoroso esempio di come NON si dovrebbero fare le cose... voi che ne dite?

Segnalo poi una splendida vignetta di Staino, che rappresenta molto bene quello che è stato il mio primo pensiero di commento...

Polonia

venerdì 9 aprile 2010

Col culo degli altri

Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano, parla degli scandali pedofilia che investono la Chiesa Cattolica: "Il Santo Padre ha sofferto molto, così come d'altronde noi pastori, per questi casi di sacerdoti infedeli, non fedeli alla propria vocazione e missione". E fa riferimento, per il Papa, ad un "dolore molto grande".

C'è da chiedersi che cosa avrebbe provato se il culo in gioco fosse stato li suo...

UPDATED:

Giusto per avere un'idea di che genere di persone, in questi giorni, interviene con paragoni improponibili (gli attacchi al Pontefice sulle coperture dei casi di pedofilia sarebbero come la shoah, salvo poi chiedere scusa), date un'occhiata qui: certo non si può dire che ci fa certe sparate non conosca bene l'argomento...

mercoledì 7 aprile 2010

Grandi maestri

Dice Angelo Sodano che "gli attacchi a Benedetto XVI (per i recenti casi di pedofilia, ndr) sono come quelli a Pio XII (il "papa distratto", ndr)".

Non c'è che dire: in questo modo l'illustre porporato pone dinanzi all'attuale pontefice un modello di riservatezza1 pressoché inarrivabile!

Note:
1. Quando non ci si accorge di qualcosa perché non accorgersene è meno pericoloso, o addirittura più conveniente che accorgersene, in italiano il termine più corretto è omertà

giovedì 1 aprile 2010

C'è o ci fa?

Il sempre scaltro Bagnasco, a proposito dei recenti scandali-pedofilia che paiono coinvolgere addirittura due papi, cui si contesta di aver coperto alcuni casi dei quali erano informati, commenta:   "Nessuna ombra, per quanto grave, dolorosa, deprecabile, può annullare il bene compiuto".

Affermazione tanto generica quanto (conseguentemente) vera e valida. Così come valida e vera, simmetricamente, risulta l'affermazione duale: "Nessun bene compiuto, per quanto valido e degno di lode, può annullare il male compiuto". Si chiama principio di responsabilità, e prevede di essere responsabili (appunto) tanto degli atti "buoni" quanto di quelli "cattivi".

Tanto più che, nel caso in questione, i sacerdoti cui si riferiscono le parole di Bagnasco appartengono a due categorie diverse: quelli (tanti) che si prodigano per il bene, e quelli (pochi, ma non pochissimi) che si macchiano di atti di pedofilia.

Preferisco pensare che Bagnasco non sia abbastanza sveglio da cogliere le differenti attribuzioni di responsabilità piuttosto che imputargli l'opinione che il bene dei primi dovrebbe compensare (ampiamente, a suo dire) i misfatti dei secondi.

Sul carro del vincitore

Rino Fisichella, quello che definirei un "pezzo grosso" delle gerarchie vaticante, commenta i risultati delle elezioni amministrative di domenica scorsa. E perde l'ennesima occasione per fingere di ricordare che cosa significhi "separazione tra Stato e Chiesa", come già prima di lui Angelo Bagnasco (ultimi di una lunga lista di "illustri" personaggi illegalmente votati all'ingerenza).

Questa volta però l'illustre accademico pontificio (quello che sempre viene mandato a parlare dei problemi di pedofilia nel clero cattolico, compito svolto in genere dando degli ignoranti agli interlocutori e fingendo di non essere in grado di comprendere l'aritmetica) supera se stesso, sparandola davvero enorme: parla con evidente e morbosa eccitazione (ah!, il potere!) dei nuovi potenti d'Italia, commentando "Quanto ai problemi etici, mi pare che [la Lega] manifesti una piena condivisione con il pensiero della Chiesa". Ora: che le gerarchie vaticane siano da sempre molto più sensibili al fascino del potere e dei potenti che non alle istanze della gente comune od al lavoro di tanti religiosi che dedicano la loro vita agli ultimi, non è cosa che si scopre oggi: basti pensare all'affettuosa e nota amicizia tra il pontefice precedente ed un dittatore sanguinario. Così come non si scopre oggi che l'eccitazione quasi sessuale per il potere (proprio od altrui, cambia poco) da parte degli alti prelati sia quasi sempre più forte dei tanto sbandierati "principi irrinunciabili": la famiglia prima di tutto, e poi via a leccare il culo a politici pluri-divorziati, noti libertini, frequentatori di minori (ok: in questo caso è chiaro dove sia il comune sentire con Santa Madre Chiesa) ed utilizzatori finali di prostitute.

Più singolare è scoprire la condivisione con il pensiero della Chiesa da parte di un partito noto per le posizioni xenofobe e le innumerevoli attività razziste. Evidentemente, l'ossessione per la RU486, che spinge Santa Madre Chiesa a sponsorizzare Cota o Polverini,  è ben più forte dell'idea evangelica dell'essere tutti egualmente figli di dio: come dire che un embrione bianco vale più d'un adulto nero (o forse pesa il discorso che un embrione diventerà, prima o poi, un bambino: e si sa come a certa gente i bambini piacciano più degli adulti).

Penso a come si devono sentire, di fronte a certe affermazioni, tanti uomini e donne che agli ultimi, agli emarginati, ai "diversi" hanno scelto nella Chiesa di dedicare la propria vita, seguendo un ideale che il magistero della Chiesa non perde giorno per sminuire ed insultare.

Per parte mia, ho il grande vantaggio di non essere cattolico, e la soddisfazione di poter pensare, ancora una volta con fin troppo facile orgoglio, io non sono come voi. Soddisfazione che nulla toglie al fastidio per l'ipocrisia di chi, da sempre, da duemila anni a questa parte, trova il modo - spudoratamente - di salire sul carro del vincitore, senza alcuna considerazione per quanto sanguinario o razzista od immorale tale vincitore sia.