lunedì 5 giugno 2006

Non pensarmi mai, se non ridendo

"Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde. Ne passarono trentadue, di anni, prima che Jun riprendesse la sua valigia, si stringesse addosso il suo pacco, e uscisse dalla porta della casa del signor Rail. Mattino presto. Aria sciacquata dalla notte. Pochi rumori. In giro, nessuno. Jun scende il sentiero che porta alla strada. C'è il calesse di Arold che l'aspetta. Passa tutti i giorni, lui, da lì. Non gli importa di farlo un po' più presto del solito, quel giorno. Grazie, Arold. Grazie di che ? Il calesse parte. Macina la strada a poco a poco. Non tornerà indietro. Qualcuno si è svegliato da poco. Lo vede passare.
E Jun.
E' Jun che se ne va.
Ha un libro, in mano, che la sta portando lontano.
(Addio, Dann. Addio, piccolo signor Rail, che mi hai insegnato la vita. Avevi ragione tu: non siamo morti. Non è possibile morire vicino a te. Perfino Mormy ha aspettato che tu fossi lontano per farlo. Adesso sono io che vado lontano. E non sarà vicino a te che morirò. Addio, mio piccolo signore, che sognavi i treni e sapevi dov'era l'infinito. Tutto quel che c'era io l'ho visto, guardando te. E sono stata ovunque, stando con te. E' una cosa che non riuscirò a spiegare mai a nessuno. Ma è così. Me la porterò dentro, e sarà il mio segreto più bello. Addio, Dann. Non pensarmi mai, se non ridendo. Addio.)"

Da "Castelli di rabbia", di Alessandro Baricco.

3 commenti:

  1. Amministratore5 giugno 2006 14:16

    E' da un po' che volevo scrivere sul mio blog una cosa molto personale, ma non è facile come parlare di attualità, di pedalate, di informatica.
    Quindi... quindi niente, per ora le parole di Baricco basteranno... poi... quando sarà il momento... qualche cosa verrà...

    RispondiElimina
  2. Oh sì che arriverà, eccome se arriverà.... sarà un fiume in piena che non potrai arrestare, oppure piccole gocce di rugiada del mattino, che ti faranno scoprire solo al crepuscolo a scrivere di te... non vedo l'ora di leggerti!

    RispondiElimina
  3. [...] Oggi è il primo giorno d’estate, ed è dunque un buon giorno, forse, per parlare un po’ di me… L’estate è la “mia” stagione, sono nato il penultimo giorno d’inverno ma amo il caldo, il sole cocente, l’asfalto bollente sotto le ruote della bici… Qualche settimana fa ho scritto un “post” riportando un brano di Baricco… [...]

    RispondiElimina